Il loro gruppo su Facebook è stato cancellato per tre volte senza che fossero date spiegazioni convincenti dai gestori del social network, ma gli organizzatori del “Queer Kissing Flashmob”, “evento-lampo” che prevede un bacio tra persone dello stesso sesso proprio davanti al papa durante la visita a Barcellona, sono riusciti a farlo ripartire. Negli ultimi due giorni le adesioni si sono impennate passando da 1400 a quasi 3000. La speranza è che almeno 300 coppie omosessuali si ritrovino domani per baciarsi nella città catalana davanti a Benedetto XVI. “Darse un beso durante dos minutos al paso del Papa por la Catedral. No pancartas, no banderas, no gritos, no consignas”. Niente slogan, niente cartelli. “Sólo se admiten besos”, sono ammessi solo baci recita l’invito che compare sulla pagina di Facebook e sul sito degli organizzatori: queerkissingflashmob.wordpress.com. Alla fine, silenziosamente, tutti se ne andranno per la loro strada lasciando il pontefice ai suoi fedeli.

Per Barcellona l’arrivo di Benedetto XVI non è un evento solo religioso. Il papa viene infatti a consacrare la basilica della Sagrada Familia, l’opera ultima di Antonio Gaudì, architetto visionario i cui edifici segnano il paesaggio urbano della capitale catalana. In costruzione da 130 anni, la Sagrada Familia non è ancora terminata: le previsioni attuali parlano del 2030 come conclusione dei lavori. Un’occasione sulla quale certamente si fisserà l’attenzione del mondo, quella stessa attenzione che gli organizzatori sperano si concentri sul loro bacio. Un obiettivo di fatto già raggiunto, a giudicare dalla risonanza mediatica avuta dall’annuncio. “L’idea è stata del tutto spontanea, una protesta assolutamente pacifica e simbolica” spiega Joan Perez, che fa parte del gruppo di organizzatori del flashmob (non tutti omosessuali). “Lo facciamo per mostrare la nostra insoddisfazione verso un’istituzione che è contro l’espressione dei diritti sessuali e emotivi di molte persone che non praticano esclusivamente sesso riproduttivo o che non si amano nel modo in cui questa istituzione pretenderebbe” spiega all’agenzia spagnola EFE Marylene Carole, un’altra promotrice.

Il bacio di massa omosessuale davanti a Benedetto XVI è però solo una delle tante manifestazioni di dissenso che attendono la visita del capo dei cattolici. Jo no t’espero è un’altra iniziativa alla quale hanno già aderito oltre 60 organizzazioni di vario orientamento. La pagina su Facebook ha raggiunto quota 6500 adesioni. I promotori di Jo no t’espero hanno fatto stampare migliaia di manifesti e locandine contro la visita del Papa che a Barcellona, che si vedono un po’ dappertutto: sui muri, nelle vetrine, alle finestre. Negli ultimi anni i cattolici spagnoli si sono opposti con molta decisione, ma scarso successo, contro le riforme laiche del governo Zapatero Anche per questo gli oppositori di Benedetto XVI contestano il costo della visita papale, oltre 2,5 milioni di euro che ricadrebbero sulle casse dello Stato.

Nel frattempo, il gruppo “Visita del papa Benedicto XVI a Santiago de Compostela y Barcelona” aperto dalla conferenza episcopale spagnola non riesce a raccogliere lo stesso consenso dei gruppi oppositori. I partecipanti risultano essere 1200.

di Luigina D’Emilio