Silvio Berlusconi ha iniziato alle 11 il suo atteso discorso alla Camera. “Grandi speranze e riforme”. Inzia così il Cavaliere, ricordando il voto delle politiche del 2008.  Un voto che ha “rimodulato la frammentazione dei partiti con la nascita di due grandi formazioni: il Pdl e il Partito democratico”. Il premier, dunque, lancia un assist al centrosinistra. Ricordando, però, che “l’opposizione deve rispettare il voto popolare”. Prosegue Berlusconi: “Ci vuole rispetto dell’avversario e bisogna mettere via le faziosità”. Parla “dei residui di una guerra fredda che bisogna lasciarci alle spalle”. Per il capo dell’esecutivo è necessario “ritessere il filo della coesione nazionale”. E ancora: “Ho apprezzato lo spirito unitario per le nostre missioni all’estero”.

Dopo un avvio alto e già pronosticato, Berlusconi è passato a tessere l’elogio dell’azione politica di questi nultimi due anni “travolti dal precipitare della crisi”. Punta l’indice su come “l’Italia ha affrontato meglio di altri la crisi economica”. E questo grazie “al ruolo delle piccole imprese”. Elogio al sistema bancario “reso solido dalla propoensione al risparmiod egli italiani”.

Venti minuiti di discorso e prima pausa con qualche timido applauso. Economia prima. A seguire i grandi successi del governo: dal varo di una piano di energia nucleare al federalismo fino alla lotta al crimine organizzato. Due minuti per snocciolare i successi del governo. Stesso discorso trionfale anche per la politica estera con l’Italia “ormai punto di riferimento nelle regioni di crisi”.

“Crediamo sia arrivato il momento di dare attuazione all’agenda bioetica”. Altro punto toccato dal premier. “E questo per dare speranza ai nostri figli”.

Dopo mezz’ora ecco i cinque punti. Federalismo fiscale prima di tutto. “Votato da maggioranza e opposizione e non prevede divaricazione tra nord e sud” perché “sarà cerniera per il paese”. Attuare il fedralismo “significa crescere tutti insieme”. Perché, sostiene Berlusconi, “Germania e Stati uniti sono lì a dimostrare il valore di modernità della riforma federalista.

“Il federalismo fiscale sarà attuato senza pesare ancora sulle tasse”. Il cavaliere lo ha fissato come punto decisivo. Da qui “nascerà una nuova Italia più vicina alle esigenze dei cittadini”.

Dopo un passaggio sulla riforma fiscale, il premier tocca il nodo caldissimo della giustzia. “Vogliamo riformarla sia in ambito civile sia in ambito penale”. Passa poi alla separazione delle carriere per i magistrati. “Occorerà rafforzare – dice – anche la normativa sulla reponsabilità dei magistrati che sbagliano”. E questo: “Per maggior tutela dei cittadini”. “L’uso politica della giustzia resta elemento di squilibrio tra i poteri dello Stato”. Da qui “la necessità della politica di riequilibrare questo sbilanciamento”

“Verrà presentato piano straordinario per smaltire i procedimenti pendenti”. Da qui anche l’obbligo inderogabile “di aumentare i finanziamenti per la giustizia”.

Sicurezza. Ovvero lotta alle mafie. “mai così efficace come nel nostro governo”. Dopodiché i numeri: “Oltre seimila arresti e 27 tra i latitanti più pericolosi”. Elogio in questo senso “ai magistrati e alla polizia”. A dimostrazione che esiste una grande squadra “che si chiama Stato”. “Inasprimento del 41 bis e reato di 416bis esteso alle organizzazioni mafiose”. Sono altri punti “decisivi” dell’attuale esecutivo.

Mezzogiorno. “Ventuno miliardi di investimento”. Con una priorità: “Completare la Salerno-Reggio Calabria entro il 2013”. Entro dicembre, invece, “sarà pronto il progetto esecutivo sul ponte di Messina”. Progetto che “la sinistra aveva liquidato in cinque minuti”. Il governo è al lavoro anche per costituire una Banca del sud e individuare nuove zone di investimenti per le imprese.

Sulla situazione politica il Cavaliere non si tira indietro. Punto finiani. “Sempre stato a favore a un dibattito interno alla maggioranza”. Ma resta il senso forte “di un impegno comune per portare a termine la legislatura”. In conclusione di discorso, Berlusconi rivolge un appello ai moderati che “hanno la stessa visione del concetto di libertà”. E quindi: “Consapveoli del compito che gli italiani ci hanno attribuito continueremo a governare”