Il fumo a New York sembra avere le ore contate, per lo meno nella maggior parte dei luoghi pubblici all’aperto. E dunque: parchi, spiagge e arterie di grande passeggio come Time Square o il tratto della Broadway nell’Upper West Side. Con una maggioranza che lo sostiene largamente, infatti, il sindaco Michael Bloomberg, ha rimesso mano a un piano che gli era stato già presentato l’anno scorso dal responsabile della sanità ma che, in prima istanza non lo aveva convinto troppo. Ora, invece, fra un intervento a favore del centro islamico di Lower Manhattan e la battaglia alle cimici da letto (che hanno costretto persino il mega store Nike sulla 57° strada a chiudere i battentii), il sindaco Bloomberg sembra proprio intenzionato a far sì che l’aria di Manhattan sia sempre più “respirabile”, a cominciare dall’eliminazione del fumo passivo.

“Quando questa legge sarà passata – ha detto Bloomberg presentando il progetto al consiglio – tutti i newyorchesi saranno in grado di godersi una passeggiata nel parco o un giorno alla spiaggia senza essere costretti a respirare fumo passivo”. Appassionato nemico del fumo, come molti ex fumatori, il sindaco aveva già affrontato una prima battaglia anti sigaretta (con molto meno supporto) già nel 2003, quando, contribuendo a cambiare completamente i comportamenti dei cittadini e dei visitatori, aveva vietato il fumo nei bar e nei ristoranti. Questa volta, invece, tocca a Central Park e Coney Island e a tutti i luoghi all’aperto “ad alta concentrazione umana”, il che, a Manhattan lascia davvero poco spazio agli amanti delle “bionde”.

Con 22 chilometri di spiagge, 1.700 fra parchi pubblici e parchi giochi, è facile capire il campo di azione per il fumatore si riduca in maniera impressionante, a vantaggio oggettivamente di un’aria più respirabile e, soprattutto, meno pericolosa. La multa per coloro che, fingendo di non sapere o incapaci di resistere al richiamo della boccata di nicotina, non rispetteranno il divieto, sarà di 250 dollari. Furiosi molti fumatori accaniti, già costretti a pagare un pacchetto fra gli 11 e i 15 dollari che mettono in dubbio la relazione fra il funo passivo e una serie di malattie. Eppure Thomas Farley, della commissione Salute del Comune, ricorda che circa 7.500 newyorchesi muiono ogni anno proprio per le conseguenze del fumo passivo e che, quindi, rendere l’aria più responsabile non è affatto una decisione “secondaria”. “Niente fumo e niente alcol, fra poco anche niente chiacchiere, così un fumatore arrabbiato si esprime a proposito della decisione di Bloomberg contestata con la stessa veemenza di quella di dare il proprio supporto alla Moschea.