Blog | di Guido Scorza
26 luglio 2010
Vogliono imbavagliare (anche) la Rete
Perché mai, d’altra parte, il Signore dell’oligopolio dell’informazione italiana ed il Re del TELE-COMANDO dovrebbe guardare anche solo con interesse ad uno strumento come la Rete che consente a chiunque di dire la sua a pochi click di distanza dal sito internet di RAI UNO che pubblica i video promo del prode Minzolini?
In un mondo che guarda al web – eccezion fatta per qualche regime totalitario – come ad una straordinaria risorsa democratica ed ad un diritto fondamentale dell’uomo e del cittadino, la radicale assenza, da parte di questo Governo, di qualsivoglia politica dell’innovazione è di per sé un fatto preoccupante.
Difficile sentirsi sereni e cittadini di un Paese moderno quando il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta – mentre il resto d’Europa investe milioni di euro per promuovere la diffusione della banda larga per uscire dalla crisi – ti dice che noi investiremo in banda larga solo dopo che – non è dato sapere come – saremo usciti dalla crisi o, piuttosto, quando il Ministro dell’Innovazione nel promuovere un progetto vecchio di cinque anni e anti-innovativo come la PEC, destinata a far la gioia solo di Poste Italiane aggiudicataria – non certo a sorpresa – di una concessione da 50 milioni di euro l’anno, lo battezza “la più grande rivoluzione culturale mai prodotta in questo Paese” nonché “la migliore riforma italiana dal dopoguerra ad oggi” .
Negli ultimi mesi, tuttavia, sta accadendo qualcosa di più.
C’è un disegno nel Palazzo che ha per obiettivo quello di imbavagliare anche l’informazione libera online e consegnare la Rete nelle mani dei Signori dell’informazione di un tempo perché la utilizzino come una grande TV.
Nessuna teoria complottista ma solo l’analisi dei fatti.
L’ormai celebre – nel senso dello strangolatore di Boston e non certo di un premio nobel per la pace – DDL intercettazioni, tra le tante disposizioni liberticida, contiene un art. 29 che estende a tutti i gestori di siti informatici – e dunque all’intera blogosfera italiana – l’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla Stampa datata 1948 e scritta dai padri costituenti quando Internet non esisteva neppure nell’immaginario degli scrittori di fantascienza.
All’indomani dell’approvazione del DDL, se un blogger ricevuta una richiesta di rettifica non provvederà entro 48 ore sarà passibile di una sanzione pecuniaria fino a 12 mila e 500 euro: una pena accettabile per un editore tradizionale ma di gran lunga superiore agli utili di un lustro di uno dei tanti blog che popolano la blogosfera italiana, garantendo quell’informazione libera che solo pochi giornali e poche TV hanno potuto e saputo sin qui assicurare.
Il malcelato obiettivo perseguito dal Palazzo con questa disposizione, ancora una volta, non ha niente a che vedere con la tutela della privacy dei cittadini e risponde, piuttosto, alla finalità di disincentivare i non professionisti dell’informazione ad occuparsi di informazione in modo tale che, anche nell’era di internet, l’informazione, in Italia, possa essere controllata esercitando pressioni politiche ed economiche su un numero quanto più limitato possibile di persone.
Nei giorni scorsi due emendamenti al comma 29 dell’art. 1 del DDL intercettazioni presentati, in Commissione Giustizia alla Camera, al fine di “ammorbidire” l’impatto della disposizione sull’ecosistema Internet, sono stati, addirittura, dichiarati – del tutto inspiegabilmente – inammissibili dal Presidente, Giulia Bongiorno .
La Rete ha reagito con una lettera aperta indirizzata al Presidente Fini ed a tutti i deputati italiani, ma, naturalmente, le chance che il testo del comma 29 venga modificato nella discussione in aula appaiono prossime allo zero.
Frattanto – ed è proprio questa coincidenza e sovrapposizione di eventi a non consentire più di giustificare quanto sta accadendo sulla base del fatto che il Palazzo sia abitato da dinosauri che non conoscono la Rete – l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha pubblicato, nell’ambito di una consultazione pubblica, gli schemi di due Regolamenti volti a disciplinare la diffusione di contenuti audiovisivi a mezzo internet in ossequio all’ormai famoso Decreto Romani.
Tutte le web tv ed i video blogger italiani, in forza degli emanandi regolamenti, dovranno chiedere all’Agcom un’autorizzazione – o almeno indirizzarle una dichiarazione di inizio attività -, versare 3000 euro per il rimborso delle spese di istruttoria (quali?) e, soprattutto, finiranno assoggettati, tra gli altri al solito obbligo di rettifica, sempre entro 48 ore e sempre sotto la minaccia di una sanzione fino a 12 mila e 500 euro .
L’obiettivo dell’ultimo scellerato progetto di Palazzo sembra evidente: ora che il Cavaliere si accinge a sbarcare in Rete avendone forse, almeno, subodorato le enormi potenzialità, la vuole tutta per lui, per i suoi amici e per i soli suoi nemici che ha, comunque, la garanzia di poter controllare almeno in termini economici.



Ffw- Francesco De Palo “C’è una pianta, coloratissima, rigogliosa e dal profumo inebriante, che si chiama libertà. Beh, vale la pena di ricordare a chi scrive le leggi, che ogni tanto va innaffiata. Con acqua fresca, pura. E non relegata in una soffitta ad appassire mestamente.”
Forse, non tutto è perduto!!!!
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http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio/?cl=671458105&v=6823
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Una domanda: se il blog verrà collocato all’estero si incorrerà ugualmente in eventuali sanzioni?
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Se non è anonimo … si.
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OPPOSIZIONEEEEEEEEEEEEEEEE dove siete ???????
Qui si vede chi è l’opposizione che non c’è !!!!!
Cosa possiamo fare noi che siamo solo dei poveracci se chi è ferrato sull’argomento non si smuove , chi è avvocato non sa cosa fare e chi ci dovrebbe tutelare non ne vede la gravità .La cultura e l’informazione non sono pane e ci stanno rendendo degli ameba .
Questi decidono della nostra vita , della nostra morte , dei nostri soldi e dei nostri figli , figuriamoci se non da fastidio che abbiamo ancora residue capacità di pensare e produrre pensieri nostri . Sono dei ladri di vita e ne abbiamo solo una , preziosa e unica , irripetibile . Vi ODIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO prepotenti arroganti magna magna presuntuosi e insaziabili .
Fine dello sfogo sennò mi tocca ammalarmi di rabbia e nessuno mi curerebbe perchè la salute non è più un diritto di tutti .
Ammalarmi per quelle facce no eh !
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MI dispiace dirtelo..ma l’opposizione siamo noi,il PD ha altro a cui pensare:andranno al mare o in montagna??
Se ne fregano delle persone,loro elettori,che se ne stanno a casa a marcire nella povertà assoluta,loro hanno maturato rendite che li fanno vivere agiatamente e neanche un “grazie” a Noi che li abbiamo sempre votati ed ora che Noi chiediamo un iusto risarcimento Loro che fanno..se ne vanno in vacanza a nostre spese.
Me lo potevate dire prima allora,avrei votato il Partito della Gnocca,almeno facevo un’opera di carità per tutti i “desideranda”..
ps – la barca di D’A>lema potesse affondare.
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Bisognerebbe riuscire a radunare tutti i dissidenti che non si riconoscono in nessun partito , in un gruppo unico che fosse in grado di scegliere persone competenti e pulite , per sostituire tutte , e ripeto tutte le vecchie carampane e poi metterle a lavorare in linea alla FIAT per produrre la Panda che vorrebbero costruire in Polonia , dal grezzo con soltanto lima pinze e martello ( senza manico )
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Che vengano a prendermi in casa stacchero’ la testa dal collo a chiunque cerchera’ di impedirmi di avere notizie vere e non truccate dal regime mafioso di Silvio Berlusconi.
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se siamo come siamo è più per colpa della non opposizione che del capobanda criminale
il criminale fa il criminale per lo meno e finirebbe in galera se non avesse supporti e sussidi e vitalizi dalla non opposizione
la non sinistra della non opposizione è peggio del capobanda criminale
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Sacropsanto
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Perchè Bongiorno, Fini etc, dovrebbero alleggerire una legge che fa comodo a CHIUNQUE stia al potere? Idem per il PD. Della Democrazia si riempiono tutti la bocca, ma per tutti è comodo castrarla quando non risponde alle proprie porche esigenze. E queste prima o poi le hanno tutti.
Chissà come invidiano b. i politici americani sotto botta per le recenti rivelazioni in rete.
Comunque si tratterà di andarsene sui siti e blog stranieri, sembra che ce ne siano diversi già pronti al subentro (intestati a soggetti o società estere ma gestiti da italiani). Resta anche da vedere cosa faranno i blogger italiani di un certo calibro, come Grillo o il Fatto.Che iniziative prenderanno poi nei confronti di Francia, Germania o Stati Uniti? E se saranno in troppi a dissobbedire (civilmente) come si metteranno le cose? E che succederà con ONU, UE, Strasburgo, TAR etc? Non è certo una legge a prova di ricorsi. Certo, bisognerà rimettersi in pista con referendum e iniziative varie… però che @@ doversi rompere l’anima per diritti che appena girato l’angolo sono dati per scontati ed indiscussi! Se non avessi un’età quasi quasi mi verrebbe voglia di rimetter su lo zaino.
V
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Io sono d’accordo che bisognerà fare ordine sulle intercettazioni.
Non è giusto che imprese come la mia sia sotto controllo della concorrenza,dirottando le chiamate a me indirizzate,verso il mio principale concorrente.
Se così è successo e sono quasi sicuro il problema è molto grave, e bisogna fare regole precise a chi si potrà intercettare.
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[...] al decreto Romani che ancora oggi minaccia le Web-tv, numerose volte si è provato a seguire la scia che oggi porta [...]
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MICHELE SERRA dice che un miliardario con aereo privato,mass media privati,partito privato e cimitero privato pretenda anche una giustizia privata è perfettamente nella logica,io aggiungo anche un popolo “privato”,si,dei suoi diritti ma non trovo la logica.

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Per fortuna a berlino nessuno mi potrá impedire d avere una unformazione corretta. Povera Italia, piange il cuore a vederla in balia di fascisti, mafiosi e puttanieri cocainomani. Felice di vivere all’Estero. Si ricordino i signori del governo che i dittatori in Italia fanno spesso una brutta fine.
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SICCOME LA SITUAZIONE POLITICA ITALIANA,GRAZIE A QUEI MANIGOLDI CHE SI SONO IMPOSSESSATI DEL PAESE,RICHIEDE ORMAI LA VIOLENZA ORGANIZZATA,AL FINE DI ELIMINARLI FISICAMENTE,SICCOME LE CHIACCHERE NON BASTANO PIU’,SICCOME NON VOGLIO FARMI VENIRE L’ULCERA INUTILMENTE,DA OGGI MI FACCIO I ***** MIEI E ME NE SBATTO IL KAZZO DI TUTTO!!!!
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quello che mi fa prudere le mani è che la maggior parte di questi “onorevoli dei miei maroni” sono come li definiva Sciascia, dei “quaqquaraquà” buoni a parlare solo quando “piscia la gallina”. Adios amico
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Sono d’accordo con Dario Burattini, una bella rivoluzione è l’unico modo per farla finita con tutti.
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secondo me la soluzione é inondare la rete di blog, rendendogli impossibile perseguire illegalmente tutti quelli che si considerano liberi.
se restiamo una manciata sará facile per loro fare la figura di quelli che sanno mantenere il controllo sui “dissidenti”. se siamo una valanga saranno costretti a girarsi e mettersi al riparo.
Come ogni valanga basta un bell’urlo per scatenare una forza inarrestabile e credo questo sia il momento giusto per unirci tutti insieme e espettorare il nostro desiderio di porre fine a questo regime che, nel silenzio mediatico, sta imbavagliando tutti noi.
basta con le frasi “gli italiani sono delle pecore”, diamoci da fare e cominciamo a gridare “il parlamento non é composto di italiani, ridateci la nostra democrazia!”
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Dopo una vita di politica attiva nelle fine della sinistra che non c’è più, sto pensando di chiedere asilo politico come profuga da un paese dittatoriale.Penserei alle Antille francesi, ma se qualcuno mi dà altri suggerimenti saranno bene accolti
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Questo è l’ennesimo e ultimo in ordine di tempo,delitto contro la libertà di espressione e di libera comunicazione che ancora esiste al di fuori del potere mediatico in mano al buffone da circo che in questo momento tenta ancora di imporre la legge del silenzio sui suoi misfatti e le sue manovre per imbrigliare ogni cosa che non sia la suo sevizio .
Ma veramente il popolo italiano , e in special modo i giovani hanno delle tele di sacco sugli occhi . All’estero hanno chiaramente capito ( E NE PARLANO , BASTA LEGGERE )in che regime di controllo di ogni cosa pubblica , compresi i nostri diritti più elementari , siamo caduti . MA VERAMENTE LI LASCEREMO FARE TUTTO QUESTO !! E’ adesso che è il momento di buttare a mare questa accozzaglia di ipocriti ladroni . O ORA , O MAI PIU’!!!!!
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Io vorrei capire se quanto da voi pubblicato il 27/08/10 sul collegato lavoro della finanziaria 2010 dell’emendamento!! VOCE che ora è possibile per il datore di lavoro effettuare un licenziamento a voce e non più necessariamente tramite A/R, Ma!! mi sembra strano, ci sono art. di riferimento chiari e non supposizioni come ritengo dalla ducumentazione letta?
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Prendo sempre per esempio e li guardo con tanta ammirazione i ragazzi di Como, che hanno dimostrato coraggio e buon senso e ne sono sicura in caso di bisogno molti altri si presenteranno a salvare l’Italia da una cozzaglia di delinquenti e ladri. Questi sono i giovani per un nuovo Governo onesto e giusto, non quei vecchi barbagianni che fanno tutto a chiacchiere e nienta fatti, di concreto c’è solo che stiamo andando sempre peggio.
Forza diamoci da fare…
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“Il malcelato obiettivo perseguito dal Palazzo con questa disposizione, ancora una volta, non ha niente a che vedere con la tutela della privacy dei cittadini e risponde, piuttosto, alla finalità di disincentivare i non professionisti dell’informazione ad occuparsi di informazione in modo tale che, anche nell’era di internet, l’informazione, in Italia, possa essere controllata esercitando pressioni politiche ed economiche su un numero quanto più limitato possibile di persone.”
Riprendo questa parte, per sottolineare che professionisti nel giornalismo, si diventa solo col master che pubblicizza mediaset: E’ veramente bravo, ora si forma i giornalisti schiavi di domani che parleranno bene di lui per quanto vivrà e lo incenseranno anche da morto incoronandolo eroe della democrazia.
CI SVEGLIAMO O NO?
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