Grazie a Di Pietro! E grazie ai lettori del Fatto!

Rispondo alle critiche e alle proposte ricevute.

Ho iniziato su queste pagine un serie di lettere a persone che hanno un ruolo importante nella nostra società.

Ho scritto una lettera a Bersani proponendo di creare un centro studi che analizzi e diffonda le esperienze positive nel campo del risparmio energetico realizzate da decine di sindaci del PD con ottimi risultati.

Poi ho proposto a Di Pietro di lanciare una campagna di azioni legali (ogni lunedì) che colpiscano chiari momenti di illegalità che sopravvivono solo per la debolezza delle istituzioni. In Italia la metà dei caschi per motociclisti in commercio non rispetta gli standard di qualità obbligatori: chiediamo a un giudice il sequestro su scala nazionale. (http://www.antoniodipietro.com/2010/07/costituzione_e_obbedienza_civi.html)

Di Pietro ha risposto accettando la proposta.

E’ la prima volta, credo, che un politico italiano accetta pubblicamente consigli, mi sembra una cosa buona.

E la risposta di Di Pietro non è stata solo a parole.

Ha deciso di affidare a Gianfranco Mascia, persona che ha dato prova di grandissime capacità, la direzione di un settore “Costituzione e Obbedienza Civile” all’interno dell’IDV.

Gianfranco Mascia è la persona che all’inizio dell’era B. lanciò il BoBi, Boicottiamo il Biscione, un’iniziativa poco compresa dal movimento progressista ma che la destra vide subito come una minaccia mortale. Boicottare l’acquisto delle merci spacciate dal Cavaliere… Pazzesco! Partì dunque la reazione furibonda e Gianfranco fu aggredito ad opera di una squadraccia.

Con lui organizzammo alcuni grandi eventi televisivi, mettendo insieme per la prima volta decine di emittenti locali, satellitari e web, riuscendo a dimostrare che si poteva fare televisione indipendente con milioni di spettatori nel regno di B. (poi al movimento progressista non interessò sfruttare in modo stabile questa possibilità…). Recentemente Mascia è stato tra gli animatori del Movimento Viola.

Quindi una persona che è realmente capace, quindi c’è una concreta possibilità che si riesca a passare dalla teoria alla pratica. Almeno risono le premesse.

Ovviamente per questo risultato e per gli sviluppi futuri si deve dire grazie per il sostegno di centinaia di lettori del Fatto e del blog di Di Pietro.

Non vi nascondo che ho provato una grande soddisfazione nel vedere questo risultato. Quando Mascia mi ha telefonato dicendomi che accettavano le proposte ho provato un’emozione fortissima. Sono malato di ottimismo ma non speravo in un risultato così forte e immediato.

Ovviamente non tutti sono d’accordo con le mie proposte.

Cerco in appendice a questo articolo di rispondere alle contestazioni.

Ma prima di farlo mi preme di lanciare un invito a chi invece si è associato a questo modo di pensare e ai molti che si sono dichiarati perfino disponibili a dare una mano.

La mia idea è quella di realizzare una campagna di Pressione per il Cambiamento.

La società italiana è bloccata.

C’è gran confusione. Potrebbe avere senso che un gruppo di persone costituiscano un centro informale di distribuzione di consigli non richiesti? Un centro studi che offra “servizi strategici a gruppi politici e sociali” (questa frase va letta con un minimo di ironia…).

Idee semplici, che possano cambiare subito aspetti concreti della vita quotidiana, come la differenza tra avere un casco che regge un urto o avere un casco che si spacca.

Dal primo risultato di questo mio tentativo oserei supporre che ci sono possibilità. I primi due articoli hanno dimostrato un tasso di successo del 50%. Ma forse è solo la fortuna del principiante.

Ma vorrei continuare e vi chiedo contributi. Idee.

Vorrei però chiarire che il gioco che sto conducendo ha regole precise.

Innanzi tutto si tratta di mettersi realmente al servizio della persona alla quale si vuol proporre un’azione.

Io non vado da Bersani a criticarlo. Non sono del PD. Avrei parecchie critiche da portare al PD. Ma non mi interessa farlo. Rientra nella logica del muro contro muro che sta immobilizzando l’Italia.

Il mio obiettivo è ben diverso. Smuovere le acque stagnanti.

Indurre a sfruttare le opportunità positive per tutti.

Io credo che ci siano cose di semplice buon senso che si potrebbero fare con l’accordo di molti, a prescindere se sono di destra o di sinistra, buoni, mezzi buoni, mezzi cattivi o cattivi.

Anche a uno cattivo può convenire realizzare qualche cosa di buono… Internet all’inizio è stato finanziato dal Pentagono che non è certo un’organizzazione di  crocerossine.

Ricapitolando: io scrivo non per portare critiche ma per proporre azioni semplici, banali, concrete, perfettamente in linea con le idee e la storia della persona alla quale mi rivolgo.

Non parlo di ideologia, non chiedo di cambiare, non propongo stravolgimenti, idee lontane dal modo di sentire dell’interlocutore.

Mi metto modestamente al servizio, offrendo un punto di vista creativo.

So che a molti questo discorso potrà apparire folle e forse addirittura osceno. Ma io lo considero un ottimo approccio pacifista ai problemi concreti.