Lavoro & precari | di Giorgio Meletti
10 luglio 2010
Telecom, i lavoratori scioperano e Bernabè annuncia 3.700 licenziamenti
Ciò che rende ancora più clamoroso l’annuncio di Telecom Italia è il fatto che sia venuto proprio nel giorno dello sciopero nazionale proclamato da tutti i sindacati per protestare contro il piano industriale dell’amministratore delegato Franco Bernabè, caratterizzato soprattutto dai tagli al personale, che è il modo principale escogitato dall’azienda per abbassare i costi di gestione e per difendere la redditività in un mercato che vede le quote dell’ex monopolista e i suoi stessi ricavi in costante erosione. ll pomeriggio di ieri sembrava dedicato alla consueta guerra di cifre sullo sciopero, che è stato comunque un successo. Per i sindacati ha visto l’adesione del 70 per cento dei dipendenti Telecom, con punte dell’80 per cento nei settori più colpiti dalla ristrutturazione, quelli dell’assistenza tecnica e dell’informatica. Per l’azienda hanno scioperato solo il 28 per cento dei lavoratori.
Il quadro di Telecom Italia era già drammatico prima che arrivasse la bomba dei licenziamenti. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, aveva così commentato lo sciopero: “Lo sciopero unitario delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo Telecom induce preoccupazione nel governo perché evidenzia assenza di dialogo tra le parti in relazione a un’ipotesi di ulteriore ristrutturazione organizzativa con pesante ridimensionamento dell’occupazione”. L’assenza di dialogo si dimostra nel fatto che l’azienda non ha commentato lo sciopero e neppure le parole del ministro. Il quale comunque ha auspicato un concreto confronto tra le parti sul piano industriale, ed è stato paradossalmente accontentato: adesso la discussione si svolgerà proprio nel suo ministero, secondo il dettato della legge 223.
In dieci anni il gruppo Telecom Italia è riuscito a ridurre il personale di circa 50 mila unità. Ma mai, nella lunga catena di accordi sindacali che hanno sancito gli esuberi – prima negli anni della gestione firmata da Marco Tronchetti Provera e poi sotto la regia di Bernabè – si era sentita la parola “licenziamenti”. Proprio alla vigilia dello sciopero di ieri l’azienda aveva sottolineato che finora non c’erano mai state uscite non volontarie dall’azienda. Ma ieri la parola “licenziamenti” ha fatto il suo clamoroso esordio nel già agitato scenario di Telecom Italia con una telefonata (e con quale altro sistema, in una società telefonica?).
Rabbiosa la reazione del leader della categoria Cgil, Alessandro Genovesi: “E’ un comportamento vergognoso da parte di un’azienda che nel 2009 ha fatto utili per un miliardo e mezzo di euro, che ha già circa mille lavoratori in contratto di solidarietà (quindi con stipendi integrati da risorse pubbliche) e che continua a remunerare a peso d’oro dirigenti e manager”. Nel 2009, in effetti, la retribuzione di Bernabè si è avvicinata ai 4 milioni di euro, in un anno caratterizzato dall’espulsione di 5.700 dipendenti. I conti della riduzione del personale Telecom preoccupano i sindacati e non solo. Il piano triennale 2010-2012 prevede 6.800 esuberi (i 3.700 di ieri sera sono dunque solo la prima tranche). In più è in corso la cosiddetta esternalizzazione di 2 mila informatici verso la controllata Ssc, dove sono però già previsti altri 645 esuberi. I sindacati paventano poi un’ulteriore esternalizzazione, quella di 7-8- mila addetti al settore del customer care, cioè dell’assistenza clienti, che finirebbero nella controllata Telecontact. E’ chiaro che spostare migliaia di persone da Telecom Italia a una società esterna, sia pure controllata, prelude a sviluppi preoccupanti per gli interessati.
In pratica i sindacati temono che nei prossimi 2-3 anni vengano espulsi dal perimetro di Telecom Italia oltre 10 mila degli attuali 53 mila dipendenti del gruppo in Italia.



la reale ripresa è solo nella corruzione
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La spolpatura di Telecom è iniziata negli anni 90, agli inizi di quel decennio dopo che le TLC furono rinnovate con soldi pubblici in occasione dei Mondiali 90 tenutisi in Italia, quando ancora il Ministero del Tesoro aveva la maggioranza assoluta del pacchetto azionario e la colpa non è solo di Tronchetti ma la colpa risale al vecchio CAF della fine anni 80.
L’attuatore politico della truffa Telecom che ormai dura da 18 anni è stato il professor Giuliano Amato che col suo governicchio tecnico succedutosi al CAF crollato sotto mani pulite, con la legge 58/92 http://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?bLight=true&sVirtualURL=/ac/Sentenze/cgcee/e98343.htm ha dato l’avvio alla nascita di Telecom per poi procedere a spolparla come previsto dal CAF stesso e al banchetto si sono seduti sia il PDS poi PD con Colannino, sia un uomo di Prodi e della finanza internazionale, Tommaso Tommasi di Vignano che sarà anche l’amministratore delegato di Telecom e promotore dell’affaire Telecom Serbjia, sia la Fiat degli Agnelli con Rossignolo.
Il primo che ha venduto immobili a di Telecom a se stesso sottocosto è stato Colannino, il braccino del PiDue d’Alemiano.
Non domo mise la manina anche nella cassa dato che c’erano tanti contanti e con scatole cinesi si trasferì pure quelli aprendo la voragine debitoria di Telecom che da quel momento per pagare le scandenze necessariamente dovette finanziarsi a credito pagandoci interessi alle banche dell’amico Prodi.
Questi articoli così vuoti di vera storia dei fatti, così demagogici, mi fanno davvero schifo, sebbene l’argomento cavalcato sia della massima importanza.
La vera storia della spolpatura di Telecom rubando al popolo italiano centinaia di miliradi delle vecchie lire di proprietà del popolo italiano mentre facevano anche (e perdipiù) calare l’occupazione è una storia che nessun giornale ha mai scritto e continua a non scrivere perchè nessun giornale può scriverla, scavando nelle TLC arriverebbe fino alla Gladio e suoi sistemi di reclutamento oltre che di spionaggio in tempo di pace.
Rimane, per il popolo web, il sito degli esternalizzati di Telecom: http://www.esternalizzati.it/
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La spolpatura di Telecom è iniziata negli anni 90, agli inizi di quel decennio dopo che le TLC furono rinnovate con soldi pubblici in occasione dei Mondiali 90 tenutisi in Italia, quando ancora il Ministero del Tesoro aveva la maggioranza assoluta del pacchetto azionario e la colpa non è solo di Tronchetti ma la colpa risale al vecchio CAF della fine anni 80.
L’attuatore politico della truffa Telecom che ormai dura da 18 anni è stato il professor Giuliano Amato che col suo governicchio tecnico succedutosi al CAF crollato sotto mani pulite, con la legge 58/92 http://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?bLight=true&sVirtualURL=/ac/Sentenze/cgcee/e98343.htm ha dato l’avvio alla nascita di Telecom per poi procedere a spolparla come previsto dal CAF stesso e al banchetto si sono seduti sia il PDS poi PD con Colannino, sia un uomo di Prodi e della finanza internazionale, Tommaso Tommasi di Vignano che sarà anche l’amministratore delegato di Telecom e promotore dell’affaire Telecom Serbjia, sia la Fiat degli Agnelli con Rossignolo.
Il primo che ha venduto sottocosto per du sordi immobili di Telecom a se stesso è stato Colannino, il braccino del PiDue d’Alemiano.
Non domo mise la manina anche nella cassa dato che c’erano tanti contanti e con scatole cinesi si trasferì pure quelli aprendo la voragine debitoria di Telecom che da quel momento per pagare le scandenze dovette necessariamente finanziarsi a credito pagandoci interessi alle banche dell’amico Prodi.
Questi articoli così vuoti di vera storia dei fatti, così demagogici, mi fanno davvero schifo, sebbene l’argomento cavalcato sia della massima importanza.
La vera storia della spolpatura di Telecom rubando al popolo italiano centinaia di miliradi delle vecchie lire di proprietà del popolo italiano mentre facevano anche (e perdipiù) calare l’occupazione è una storia che nessun giornale ha mai scritto e continua a non scrivere perchè nessun giornale può scriverla, scavando nelle TLC arriverebbe fino alla Gladio e suoi sistemi di reclutamento oltre che di spionaggio in tempo di pace.
Rimane, per il popolo web, il sito degli esternalizzati di Telecom: http://www.esternalizzati.it/
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Le privatizzazioni in Italia funzionano sempre e solo per i privati, dopo aver ciucciato il buono ora mollano le scorie.
Beppe Grillo è 3 anni che sta mettendo in guardia tutti, ma quello è un comico!!!!
Ditelo a quegli operai che ora verranno licenziati come ridono
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Una società di telecomunicazioni, “La società di Telecomunicazioni” italiana per eccellenza, ridotta ad un cumulo di macerie.
Prima D’Alema che ne consenti la privatizzazione, poi Colaninno con il suo spezzettamento, poi Tronchetti Provera che l’ha rivenduta sotto costo a se stesso.
Che nel 2010 una società di telecomunicazioni (che distribuisce dividendi)debba licenziare è inaudito, nella profonda crisi economica attuale le uniche società che possono permettersi il lusso di investire ed ingrandirsi sono proprio quelle di Telecomunicazioni..Telecom Italia invece licenzia. Basta mandare via una ventina di dirigenti inutili per evitare licenziamenti nei prossimi 10 anni.
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Il problema e’ che Telecom da un servizio sempre piu’ da schifo.
In termini strettamente economici se c’e’ tutta quella gente e avanza perche’ pagargli lo stipendio? Va bene licenziarli. Ma quando cominci a non avere il personale per tenere in piedi la baracca ammazzi il tuo business.
Tutti sperimentiamo assistenza sempre piu’ scadente, mancanza di investimenti, tempi biblici per nuovi allacci …
Economicamente e’ un suicidio. Significa curare il malato ammazzandolo.
Si’ tutta la privatizzazione Telecom e’ stata una truffa, e’ iniziata con quelli del centro sinistra, un’altro buon motivo perche’ non sono una opposizione presentabile. Devono sparire tutti. Hanno troppe colpe, troppi scheletri.
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Caro QQ7, ci sono alcune cose che dovresti sapere prima di scrivere o pensare cose inesatte.
In telecom non avanza nessuna persona. Il lavoro c’è e forse ve ne è anche troppo.
Telecom riesce a fare 1 Miliardo e mezzo di utili nel 2009 e questo nonostante il problema di telecom sparkle (controllata da telecom) che è costata come multe all’erario altri 500 milioni di euro (ti ricordo che per colta di pochi dirigenti).
Per quanto riguarda la privatizzazione, è vero che Colaninno è arrivato con D’alema .. ma Tronchetti Provera è arrivato sotto il governo Berlusconi … ed è stato Tronchetti che si è messo in tasca tutti gli immobili (che per ricordarlo a tutti, gli immobili della telecom sono stati negli anni in cui tutti gli italiani pagavano le tasse tipo canone vedi anni 40/50/60/70/80).
Adesso .. visto che c’è un governo bello e buono … (secondo te) .. è tanto difficile mettere una legge che dica: “cara azienda .. se fai gli utili e distribuisci dividendi sul mercato e agli azionisti .. NON puoi licenziare”, oppure in questo ha colpa pure l’opposizione ?
A si .. il servizio fa schifo … hai ragione .. ma a noi non ci danno più neppure il pc per lavorare perchè bisogna pagare i debiti con le banche ….
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A proposito su chi è da licenziare e chi no , provate a cercare traccia del famoso cubo di alice, un pool di servizi lanciati in pompa magna dallo stesso Bernabè…. e dai strateghi (suppongo manager) della TELECOM.
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Ormai dovrebbe essere noto a tutti che l’impresa perfetta nell’era della globalizzazione è costituita da un Amministratore Delegato (al quale spettano i bonus), da una segretaria e da un ragioniere/commercialista (pleonastico e sostituibile con una studio di consulenti), con un fatturato di almeno una decina di miliardi di € ed utili pari almeno al 15% del fatturato (altrimenti gli hedge funds in borsa non se la filano) e tutte le attività operative esternalizzate (e magari sub-appaltate) e quindi al di fuori della responsabilità.
Le stesse società di costruzione di infrastrutture, che dovrebbero essere il massimo della concretezza, sono strutturate nella stessa maniera. Telecom sta perseguendo coerentemente l’obiettivo, e, sembra, con successo. Nell’era della finanziarizzazione spinta, il personale è una inutile seccatura dalla quale mantenere le distanze. L’esempio di Olivetti è emblematico ed istruttivo.
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http://unbeinger.wordpress.com/2010/07/12/come-non-sprecare-la-precarieta-di-un-precario/
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Quando un azienda dichiara un utile netto di 1,4 M I L I A R D I di EURO per legge non dovrebbe poter mettere nessuno nemmeno in cassa integrazione!!!!!!
Dichiarasse perdite per altrettanti soldi e allora se ne potrebbe riparlare.
Questa è un azienda che di utili ne fa eccome ma è altrettanto avida….come tutte
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E’ vero la Telecom fa utili come tutte le grandi aziende italiane, chissà perchè non li utilizzano una parte per diminuire i loro debiti mostruosi ( anche le altre aziende ). Invece preferiscono prendere i soldi degli utili e lasciare i debiti a bagnomaria.
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Iniziassero almeno a pagarseli di tasca loro i viaggi al mare. Due anni fa sono stato superato in autostrada da un auto blu con lampeggiante acceso che andava a velocità folle ed era carica di bagagli e roba da mare.

Che abbiano forse dato vita al ministero dei teli da mare e non me ne sono accorto?
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La più grande società di telefonia italiana ridotta ad uno schifo. Nel passato è stata usata per sistemare personale amico, oggi la pentola scoppia e qualcuno perderà il lavoro.
Grillo è anni che dice queste cose, ma nessuno gli da retta. E’ un comico lui.
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come si fa a mettere in cassa integrazione prima e licenziarlo poi, un così inetto governo, una classe politica così compromessa e corrotta, un presidente del consiglio che incurante, quasi marziano,sbandiera ottimismo. Ovviamente sta pensando alle sue molteplici entrate, al soddisfacimento facile delle sue pulsioni,lui che non ha mai comperato un litro di latte o 1/2 kilo di pane, e che come riferimento gastronomico ha la meno intelligente mortadella d’Italia, Bondi.
Avviamo la procedura necessaria a mandarlo a casa, a quel paese, certamente anche la ha una villa di proprietà.
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