Minzolini ha imparato la lezione. A modo suo. Sulla condanna di Marcello Dell’Utri il Tg1 ha lavorato di fino, evitando di storpiare le sentenze, come fece per il caso Mills. Questa volta le parole sono state soppesate e sono bastate alcune omissioni per occultare la condanna per mafia e trasformarla in un mezzo trionfo. Così nei titoli dell’edizione delle 13.30: “Sette anni a Dell’Utri, pena ridotta in appello. Il senatore assolto per la presunta trattativa Stato-mafia dice “sentenza pilatesca”, confido nella Cassazione”. La parola “condannato” non esiste. Mentre il termine “assolto” è associato a “mafia”. Tecnicamente nulla di clamoroso, ma è evidente la precisa scelta di omettere il motivo della condanna e precisare invece quello dell’assoluzione (per il periodo successivo al ’92).

La sentenza di Palermo non è stata data come prima notizia nei titoli dopo la sigla, ma si è preferito aprire con la morte di Pietro Taricone, l’ex protagonista del Grande Fratello, avvenuta durante le prime ore della notte e già presente in tutti i telegiornali del mattino presto.

Gli stessi titoli e le stesse dichiarazioni erano in primo piano sul sito online, da poco inaugurato, del tg della rete ammiraglia Rai. Identico trattamento nei sommari di Gr1 e Gr2. D’altronde Minzolini in prima persona si era distinto  l’11 dicembre con un suo editoriale nell’edizione di prima serata, quella di massimo ascolto, dopo la deposizione del boss Filippo Graviano per le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, proprio nel processo Dell’Utri. Minzolini così si espresse: “Per sette giorni quelle balle – o ‘minchiate’ – sono andate in giro e hanno danneggiato l’immagine del presidente del Consiglio e quindi dell’Italia’. Questo perché “a chi ha sparato in passato con la lupara è stato consentito di sparare con le deposizioni”. Vedremo se il direttore si è riservato un editoriale, e di che tipo, per l’edizione di questa sera.

Simone Ceriotti e David Perluigi

Ecco il servizio (quasi interamente dedicato ai motivi dell’assoluzione e non a quelli della condanna) che il Tg1 delle 13.30 ha dedicato alla sentenza: