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Legge elettorale, via libera del Senato con 113 sì (tra le proteste). M5s: “È legge truffa”. Pd: “Cambiano regole per paura di perdere”. Ora torna alla Camera

La riforma, che è stata modificata a Palazzo Madama, dovrà tornare a Montecitorio per la terza lettura. Critiche sulla norma inserita da Fdi, che prevede l’aumento spropositato delle firme per presentare le liste. Renzi al centrosinistra: "Chi rompe l'unità dà altri cinque anni a Meloni e Vannacci"
Legge elettorale, via libera del Senato con 113 sì (tra le proteste). M5s: “È legge truffa”. Pd: “Cambiano regole per paura di perdere”. Ora torna alla Camera
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  • 14:49

    Foti: “Con questa legge la democrazia è garantita”

    “Mi pare che con questa legge elettorale la democrazia ci sia tutta, il resto fa parte della critica politica, ma come tutte le critiche non è detto che siano delle tesi che abbiano anche una fondatezza”. Così il ministro Tommaso Foti ha risposto a Santa Maria la Fossa (Caserta), presso la sede del Consorzio per i beni confiscati Agrorinasce, ad una domanda dei cronisti sull’approvazione stamani al Senato della legge elettorale. “Tradizionalmente – ha aggiunto Foti – non c’è legge elettorale che non sia accompagnata da critiche. Io però mi permetto di fare una riflessione molto semplice; si può criticare una legge elettorale che prevede che chi vince le elezioni governa e che dà agli elettori la possibilità di sapere innanzitutto chi sarà la persona che verrà proposta dalla coalizione vincente come Presidente del Consiglio e che consenta agli elettori di scegliere gli eletti?” conclude Foti.

  • 14:48

    La Russa: “Grande passo avanti”

    Per Ignazio La Russa, la legge elettorale appena approvata al Senato e diretta alla Camera per il via libera definitivo, “è un grande passo avanti“. Il presidente del Senato l’ha detto al termine del voto parlando con i giornalisti a Palazzo Madama. E sul premio di maggioranza, che scatterà per la coalizione che supererà il 42%, ha aggiunto: “Chi è sicuro oggi di avere il 42%? Nessuno può saperlo. Questo elemento non mi pare che sia emerso chiaramente. Senza parteggiare né per gli uni né per gli altri, io questa legge elettorale la vedo come la possibilità di competere per tutti. Questo penso che sia il miglior commento da parte mia. Visto i sondaggi, la legge non può garantire nessuno, o meglio, garantirà chi avrà un voto di più. Non capisco perchè una parte dice che questa legge non va bene”. Infine sulle modifiche fatte al testo, ha ricordato che “non è stato introdotto il ballottaggio per esempio” concludendo: “Alla fine questa legge dà la possibilità a tutti di competere”.

  • 13:38
  • 13:09

    Il testo torna alla Camera il 28 settembre: le incognite fiducia e voto segreto

    Con il via libera del Senato la partita sulla legge elettorale si sposta nuovamente a Montecitorio. Alla Camera – dove è calendarizzata in aula il 28 settembre –  è probabile, ma non ancora del tutto scontato, che il governo ricorra all’utilizzo della fiducia (con voto palese) per i vari articoli che sono stati toccati da modifiche. Resterebbe l’incognita del voto finale sul quale le opposizioni dovrebbero chiedere il voto segreto. Una eventualità che mette in guardia la maggioranza perchè il rischio di una bocciatura dell’intero provvedimento – si ricorda in alcuni settori del centrodestra – avrebbe l’effetto di far saltare tutto. La novità più corposa è certo quella legata alle preferenze, anche perché è l’argomento che più aveva suscitato polemiche politiche già alla Camera, dove il governo era ‘andato sotto’ con numerosi franchi tiratori. Con le correzioni del Senato le liste non sono più formalmente bloccate, ma grazie al capolista bloccato  (oltre a un elenco di sei candidati tra i quali gli elettori potranno scegliere fino a tre preferenze) gran parte degli eletti saranno soggetti nominati dalle segreterie. Molte polemiche ha suscitato l’altra novità introdotta al Senato, quella sulla raccolta delle firme. È infatti sparita la norma anti cespugli votata alla Camera e adesso per l’assegnazione del premio di maggioranza vengono conteggiati anche i voti delle liste sotto soglia, anche quelle con lo zero virgola. La stessa norma ha però elevato la soglia delle firme necessarie per presentare una lista, almeno 6mila firme in ogni collegio, circa 450mila totali. Riguarderà le nuove formazioni politiche. Sono previste, infatti, esenzioni per i partiti che hanno un gruppo parlamentare in almeno un ramo del Parlamento dal 31 dicembre 2025 (è il caso di Azione, Avs e Noi Moderati). Per chi ha invece un gruppo o una componente in almeno una delle Camere al momento della convocazione dei comizi (come +Europa e Futuro nazionale), resta l’obbligo di raccogliere almeno 1.500 firme per collegio. Piccola novità anche per il voto ai fuori sede, estesa dal Senato anche ai caregiver familiari e ai genitori o familiari conviventi di un minore che sia in cura lontano dalla sua residenza.

  • 12:21

    Casellati: “Non vedo scogli. Fiducia alla Camera? Non lo so”

    “Non vedo nessuno scoglio, sono ottimista che passerà Camera. Mi pare non ci siamo dubbi di qualche sovvertimento”. Lo dice la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati, in Senato, subito dopo il via libera dell’aula alla legge elettorale. Sull’ipotesi fiducia alla Camera, la ministra spiega: “Non lo so, facciamo un passo alla volta. Le legge è stata approvata qui”.

  • 12:20

    Ascani (Pd): “Unico obiettivo della destra è evitare sconfitta”

    “Questa legge elettorale pone una miriade di problemi. Il principale è che nasce perché la destra ha fatto i conti con i sondaggi e ha visto che con l’attuale legge perderebbe le elezioni. E credo che sia gravissimo quello che stanno cercando di fare con le formazioni che si presentano per la prima volta perché la previsione di raccogliere un numero di firme spropositato rappresenta un vulnus, un danno alla democrazia. Come anche l’indicazione del candidato premier che o è una presa in giro agli elettori se, come dicono, non è vincolante, oppure lo è e allora è incostituzionale, perché spetta al Presidente della Repubblica decidere a chi conferire l’incarico. Perché lo fanno? Perché la destra ha preso una tranvata al referendum sulla riforma della Giustizia perciò hanno rinunciato a introdurre il premierato con una riforma costituzionale sapendo che avrebbero fatto il bis e provano a introdurlo surrettiziamente”. Lo ha detto Anna Ascani, vicepresidente della Camera e deputata dem, intervenendo a Coffee Break su La7.

  • 12:19

    Bonelli: “Meloni vara svolta autoritaria”

    “Da mesi Giorgia Meloni sta tenendo bloccato il Parlamento sulla legge elettorale. Intanto dà la sua svolta autoritaria: impedisce alle forze politiche fuori dal parlamento di presentarsi alle prossime elezioni. Meloni ha dimenticato da dove viene: non è più l’underdog, oggi è il punto di riferimento dei salotti bancari e finanziari e non certamente del popolo”. Così Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, dichiarando ai cronisti nei pressi di Montecitorio.

  • 12:16

    Cosa prevede il testo approvato al Senato

    La legge elettorale, che dopo l’approvazione del Senato torna all’esame della Camera, reintroduce un sistema proporzionale puro ma prevedendo un corposo premio di maggioranza per la lista o la coalizione che superi il 42% dei voti. Il premio consiste in 70 seggi alla Camera e 35 al Senato. È previsto un tetto massimo che il vincitore non può superare, di 220 seggi alla Camera e 113 seggi al Senato, dal quale sono esclusi i seggi conseguiti nelle circoscrizioni Estero. Se nessuna coalizione supera il 42% dei voti validi in entrambe le Camere, la ripartizione dei seggi diventa puramente proporzionale. Il testo non modifica le soglie di sbarramento previste dalla legge precedente, il cosiddetto Rosatellum, e prevede il 3% a livello nazionale per i singoli partiti che non si presentano in coalizione e il 10% per le coalizioni. Resta la clausola di ‘ripescaggio’ secondo la quale, in ogni coalizione, può ottenere seggi anche la lista che, pur restando sotto il 3%, raggiunge la maggior percentuale tra quelle escluse. Grazie a una modifica introdotta dal Senato, che ha cancellato la cosiddetta norma ‘anti-cespugli’, tutte le liste, comprese quelle che non ottengono l’assegnazione dei seggi, contribuiscono al risultato complessivo della coalizione. Un’altra novità che ha provocato numerose polemiche riguarda le firme necessarie  per presentare una lista: per le nuove formazioni (non presenti in Parlamento) ne serviranno ben 6.000 firme per ogni collegio. Le firme richieste scendono a 1.500 nel caso in cui la formazione politica abbia almeno un gruppo parlamentare o una componente e sono esenti dalla raccolta firme le liste delle forze politiche che al 31 dicembre 2025 avevano un gruppo parlamentare alla Camera o al Senato. C’è poi il nome del capo della coalizione che deve essere dichiarato in sede di deposito delle candidature (insieme a simboli e programmi), ma non compare nella scheda elettorale. Il testo riduce da 4 a 2 (Europa ed extra Ue) le ripartizioni geografiche della circoscrizione Estero per la Camera e da 4 a una sola area per il Senato. Per quanto riguarda il voto dei fuorisede, gli elettori che si iscrivono a un apposito elenco potranno votare dove sono temporaneamente domiciliati per motivi di studio, lavoro o cure mediche. La stessa possibilità è stata estesa, nell’esame del Senato, anche ai caregiver familiari. Il senato ha poi introdotte le preferenze con i capilista bloccati: preferenzefarlocche” le hanno definite dall’opposizione visto che, secondo le simulazioni, gran parte degli eletti saranno gli stessi capilista nominati dalle segreterie di partito. 

  • 12:08

    Grimaldi (Avs): “Destra festeggia ma italiani non arrivano a fine mese”

    “Pane più 30%, pomodori + 45% Olio extravergine +49%. Anche una bruschetta costa cara agli italiani. Per non parlare di caffè e delle zucchine a peso d’oro. Gli stipendi reali vanno all’indietro, -8% dal 2021, i peggiori in Europa. Abbiamo un calo produttivo di 36 mesi. Ma che importa? Il governo ha troppo da festeggiare per accorgersi che gli italiani non arrivano a fine mese ma nemmeno a fine spesa. Sulla sicurezza energetica hanno fallito: mentre noi abbiamo deciso di diventare hub del Gas nel momento peggiore della storia e continuiamo a pagare l’energia tra le più care d’Europa, la Spagna ha investito sulle rinnovabili e sul tetto al prezzo del gas e ora ha abbattuto il costo dell’energia e protetto imprese e famiglie. E invece, qui da noi non hanno diversificato le fonti, hanno sostanzialmente cambiato padrone e insabbiato le rinnovabili”. Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs ai microfoni di Rainews24 nel corso di Filo diretto. “Ora – prosegue il deputato rossoverde – sono solo preoccupati di cambiare la legge elettorale a meno di un anno dal voto. È un gesto da manuale del perdente. Questo Paese brama un’alternativa e noi dobbiamo essere all’altezza della sfida. Al campo giusto dico che serve tutta un’altra rotta: non solo salario minimo, congedi paritari e riduzione degli orari, ma rinnovabili fino all’autonomia, trasporto pubblico di massa, messa in sicurezza delle città e adattamento climatico, stop al consumo di suolo e alle fossili. O si chiude l’era fossile ora o il conto lo pagheremo più caro di tutti”.

  • 11:53

    “Legge truffa”: i cartelli delle opposizioni prima del voto

    Al Senato cartelli delle opposizioni poco prima dell’approvazione della legge elettorale. I senatori hanno protestato mostrando cartelli gialli e rossi con la scritta “No alla legge truffa“, subito dopo la dichiarazione di voto di Fratelli d’Italia.