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Legge elettorale, via libera del Senato con 113 sì (tra le proteste). M5s: “È legge truffa”. Pd: “Cambiano regole per paura di perdere”. Ora torna alla Camera

La riforma, che è stata modificata a Palazzo Madama, dovrà tornare a Montecitorio per la terza lettura. Critiche sulla norma inserita da Fdi, che prevede l’aumento spropositato delle firme per presentare le liste. Renzi al centrosinistra: "Chi rompe l'unità dà altri cinque anni a Meloni e Vannacci"
Legge elettorale, via libera del Senato con 113 sì (tra le proteste). M5s: “È legge truffa”. Pd: “Cambiano regole per paura di perdere”. Ora torna alla Camera
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  • 12:21

    Casellati: “Non vedo scogli. Fiducia alla Camera? Non lo so”

    “Non vedo nessuno scoglio, sono ottimista che passerà Camera. Mi pare non ci siamo dubbi di qualche sovvertimento”. Lo dice la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati, in Senato, subito dopo il via libera dell’aula alla legge elettorale. Sull’ipotesi fiducia alla Camera, la ministra spiega: “Non lo so, facciamo un passo alla volta. Le legge è stata approvata qui”.

  • 12:20

    Ascani (Pd): “Unico obiettivo della destra è evitare sconfitta”

    “Questa legge elettorale pone una miriade di problemi. Il principale è che nasce perché la destra ha fatto i conti con i sondaggi e ha visto che con l’attuale legge perderebbe le elezioni. E credo che sia gravissimo quello che stanno cercando di fare con le formazioni che si presentano per la prima volta perché la previsione di raccogliere un numero di firme spropositato rappresenta un vulnus, un danno alla democrazia. Come anche l’indicazione del candidato premier che o è una presa in giro agli elettori se, come dicono, non è vincolante, oppure lo è e allora è incostituzionale, perché spetta al Presidente della Repubblica decidere a chi conferire l’incarico. Perché lo fanno? Perché la destra ha preso una tranvata al referendum sulla riforma della Giustizia perciò hanno rinunciato a introdurre il premierato con una riforma costituzionale sapendo che avrebbero fatto il bis e provano a introdurlo surrettiziamente”. Lo ha detto Anna Ascani, vicepresidente della Camera e deputata dem, intervenendo a Coffee Break su La7.

  • 12:19

    Bonelli: “Meloni vara svolta autoritaria”

    “Da mesi Giorgia Meloni sta tenendo bloccato il Parlamento sulla legge elettorale. Intanto dà la sua svolta autoritaria: impedisce alle forze politiche fuori dal parlamento di presentarsi alle prossime elezioni. Meloni ha dimenticato da dove viene: non è più l’underdog, oggi è il punto di riferimento dei salotti bancari e finanziari e non certamente del popolo”. Così Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, dichiarando ai cronisti nei pressi di Montecitorio.

  • 12:16

    Cosa prevede il testo approvato al Senato

    La legge elettorale, che dopo l’approvazione del Senato torna all’esame della Camera, reintroduce un sistema proporzionale puro ma prevedendo un corposo premio di maggioranza per la lista o la coalizione che superi il 42% dei voti. Il premio consiste in 70 seggi alla Camera e 35 al Senato. È previsto un tetto massimo che il vincitore non può superare, di 220 seggi alla Camera e 113 seggi al Senato, dal quale sono esclusi i seggi conseguiti nelle circoscrizioni Estero. Se nessuna coalizione supera il 42% dei voti validi in entrambe le Camere, la ripartizione dei seggi diventa puramente proporzionale. Il testo non modifica le soglie di sbarramento previste dalla legge precedente, il cosiddetto Rosatellum, e prevede il 3% a livello nazionale per i singoli partiti che non si presentano in coalizione e il 10% per le coalizioni. Resta la clausola di ‘ripescaggio’ secondo la quale, in ogni coalizione, può ottenere seggi anche la lista che, pur restando sotto il 3%, raggiunge la maggior percentuale tra quelle escluse. Grazie a una modifica introdotta dal Senato, che ha cancellato la cosiddetta norma ‘anti-cespugli’, tutte le liste, comprese quelle che non ottengono l’assegnazione dei seggi, contribuiscono al risultato complessivo della coalizione. Un’altra novità che ha provocato numerose polemiche riguarda le firme necessarie  per presentare una lista: per le nuove formazioni (non presenti in Parlamento) ne serviranno ben 6.000 firme per ogni collegio. Le firme richieste scendono a 1.500 nel caso in cui la formazione politica abbia almeno un gruppo parlamentare o una componente e sono esenti dalla raccolta firme le liste delle forze politiche che al 31 dicembre 2025 avevano un gruppo parlamentare alla Camera o al Senato. C’è poi il nome del capo della coalizione che deve essere dichiarato in sede di deposito delle candidature (insieme a simboli e programmi), ma non compare nella scheda elettorale. Il testo riduce da 4 a 2 (Europa ed extra Ue) le ripartizioni geografiche della circoscrizione Estero per la Camera e da 4 a una sola area per il Senato. Per quanto riguarda il voto dei fuorisede, gli elettori che si iscrivono a un apposito elenco potranno votare dove sono temporaneamente domiciliati per motivi di studio, lavoro o cure mediche. La stessa possibilità è stata estesa, nell’esame del Senato, anche ai caregiver familiari. Il senato ha poi introdotte le preferenze con i capilista bloccati: preferenzefarlocche” le hanno definite dall’opposizione visto che, secondo le simulazioni, gran parte degli eletti saranno gli stessi capilista nominati dalle segreterie di partito. 

  • 12:08

    Grimaldi (Avs): “Destra festeggia ma italiani non arrivano a fine mese”

    “Pane più 30%, pomodori + 45% Olio extravergine +49%. Anche una bruschetta costa cara agli italiani. Per non parlare di caffè e delle zucchine a peso d’oro. Gli stipendi reali vanno all’indietro, -8% dal 2021, i peggiori in Europa. Abbiamo un calo produttivo di 36 mesi. Ma che importa? Il governo ha troppo da festeggiare per accorgersi che gli italiani non arrivano a fine mese ma nemmeno a fine spesa. Sulla sicurezza energetica hanno fallito: mentre noi abbiamo deciso di diventare hub del Gas nel momento peggiore della storia e continuiamo a pagare l’energia tra le più care d’Europa, la Spagna ha investito sulle rinnovabili e sul tetto al prezzo del gas e ora ha abbattuto il costo dell’energia e protetto imprese e famiglie. E invece, qui da noi non hanno diversificato le fonti, hanno sostanzialmente cambiato padrone e insabbiato le rinnovabili”. Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs ai microfoni di Rainews24 nel corso di Filo diretto. “Ora – prosegue il deputato rossoverde – sono solo preoccupati di cambiare la legge elettorale a meno di un anno dal voto. È un gesto da manuale del perdente. Questo Paese brama un’alternativa e noi dobbiamo essere all’altezza della sfida. Al campo giusto dico che serve tutta un’altra rotta: non solo salario minimo, congedi paritari e riduzione degli orari, ma rinnovabili fino all’autonomia, trasporto pubblico di massa, messa in sicurezza delle città e adattamento climatico, stop al consumo di suolo e alle fossili. O si chiude l’era fossile ora o il conto lo pagheremo più caro di tutti”.

  • 11:53

    “Legge truffa”: i cartelli delle opposizioni prima del voto

    Al Senato cartelli delle opposizioni poco prima dell’approvazione della legge elettorale. I senatori hanno protestato mostrando cartelli gialli e rossi con la scritta “No alla legge truffa“, subito dopo la dichiarazione di voto di Fratelli d’Italia.

  • 11:50

    Il Senato ha approvato la legge elettorale con 113 sì e 71 no

    L’aula del Senato ha approvato la legge elettorale con 113 , 71 no e 2 astenuti. Il provvedimento passa ora alla Camera per la terza lettura.

  • 11:41

    Casellati: “Stabilità è un valore”

    “La stabilità è un valore, perché significa credibilità a livello internazionale, attrattività degli investimenti esteri, fiducia dei mercati e possibilità, per i cittadini, di programmare la propria vita. Un governo stabile significa anche avere la possibilità di portare a termine tutte le riforme. Dopo dieci anni di instabilità politica, che sono costati agli italiani 265 miliardi di euro di interessi in più sul debito pubblico, credo che questo sia un tema importante”. Lo ha detto la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati intervistata a Start su Sky Tg24 difendendo la riforma elettorale. A questo proposito, Casellati ha osservato: “Interessarsi della legge elettorale non significa non occuparsi del resto. Non è che ci interessiamo soltanto di questo provvedimento e non, per esempio, della diminuzione delle accise sul gasolio. Il Governo ha sempre pensato a tutto il resto. Non c’è solo questo provvedimento sul quale stiamo lavorando: stiamo lavorando su più fronti. Quindi anche questa favola secondo cui, con tutti i problemi che abbiamo, ci si occuperebbe soltanto della legge elettorale non corrisponde alla realtà. Gli altri problemi li affrontiamo tutti”.

  • 11:39

    Boccia (Pd): “Fermatevi o saremo corretti da Consulta”

    “Non vi interessano i problemi del Paese e l’unica cosa che vi interessa è il potere da cui siete ossessionati”. Così il capogruppo del Pd  Francesco Boccia parlando in Aula al Senato durante le dichiarazioni di voto finale alla legge elettorale. “Non riuscite a sentire vostra la Costituzione e c’è una ragione se non riuscite ancora a dichiararvi antifascisti – prosegue -. In questa legge elettorale non c’è equilibrio tra governabilità e rappresentatività”. “Basta parlare della prima donna alla carica più alta se poi da quella carica quella donna danneggia in modo irreparabile le donne di questo paese”, sostiene Boccia che continua: “Fin quando siamo in tempo fermatevi, perché altrimenti saremo ancora una volta purtroppo corretti dalla Corte Costituzionali“.

  • 11:32

    Boccia (Pd): “Cambiano regole per paura di perdere”

    “Prima l’autonomia differenziata, trasformata in merce di scambio dentro la maggioranza e poi fermata nei suoi punti essenziali dalla Corte costituzionale. Poi il premierato, imposto proprio qui al Senato come la madre di tutte le riforme e poi nascosto in un cassetto. Poi la riforma costituzionale della giustizia, sulla quale avete forzato il Parlamento fino al referendum, dove avete incontrato il giudice che conta più di tutti: il popolo italiano. E gli italiani vi hanno detto no. Adesso la legge elettorale. Cambiano le riforme, ma non cambia il metodo: fare da soli, forzare, dividere e utilizzare le istituzioni come terreno di compensazione degli equilibri interni alla maggioranza. Ma la Costituzione non è un mercato. La Repubblica non è un tavolo di scambio. E il Parlamento non è il notaio degli accordi della maggioranza. E dite che tutto questo servirebbe alla stabilità. Ma quale stabilità? Avete governato per quattro anni con una maggioranza parlamentare solida. Avete avuto numeri, tempo e condizioni politiche che pochi governi hanno avuto. Se dopo quattro anni dite che per essere stabili dovete cambiare ancora le regole elettorali, allora il problema non è la stabilità. Il problema è il consenso. Ma il consenso si conquista. Non si fabbrica. Si conquista aumentando i salari, facendo funzionare la sanità, aiutando le imprese, restituendo speranza ai giovani”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia nella dichiarazione di voto a nome del Pd sulla riforma della legge elettorale.