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Pressioni su Lotito per vendere la Lazio: indagati Bisignani e Masi. I pm: “Notizie false per alterare il prezzo delle azioni”

Inchiesta della procura di Roma per aggiotaggio. Nel registro degli indagati anche i vertici della banca del Fucino. L'ipotesi di una "regia unitaria"
Pressioni su Lotito per vendere la Lazio: indagati Bisignani e Masi. I pm: “Notizie false per alterare il prezzo delle azioni”
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Luigi Bisignani è indagato per aggiotaggio dalla Procura di Roma. L’ex faccendiere, oggi editorialista del Tempo, è coinvolto nell’inchiesta insieme all’ex dg della Rai, Mauro Masi, oggi a capo della Banca del Fucino, e Francesco Maiolini, presidente della stessa Banca abruzzese. L’accusa riguarda le pressioni contro Claudio Lotito per spingere il senatore di Forza Italia a vendere la Ss Lazio. Gli inquirenti stanno cercando di capire se dietro queste manovre esista una “regia unitaria” ed eventuali “mandanti“. Si parla di una campagna di diffusione di notizie false, attraverso i social, la testata Millenovecento e il quotidiano Il Tempo, che secondo la Procura era finalizzata anche a orientare la protesta dei tifosi, ridurre il valore delle azioni della Lazio e quindi indurre Lotito a cedere il controllo del club.

Bisignani aveva dedicato diversi editoriali e interviste nei giorni della protesta più dura della tifoseria («Stadio senza tifosi, Lotito come Nerone? Se il mondo Lazio brucia», e ancora «Laziale alza la voce»), intervenendo su varie radio romane. I carabinieri avrebbero già riscontrato contatti “non occasionali” negli ultimi due anni tra Maiolini e Bisignani, alcuni contatti tra Masi e lo stesso Bisignani e una serie di telefonate e “insistiti tentativi di chiamata” tra Maiolini e Bisignani che si sarebbero concentrati proprio a ridosso della preparazione e della pubblicazione degli articoli. Nel procedimento risulta inoltre coinvolto come coindagato anche Stefano Greco, legato alle pubblicazioni su Millenovecento.

I pm della Dda di Roma contestano a Bisignani, Masi e Maiolini la diffusione di “notizie false” per “provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della SS Lazio Spa, società quotata”. Le contestazioni per manipolazione del mercato partono “dal giugno del 2024 e tuttora in corso”. Nel capo di imputazione si afferma che i tre “agendo in concorso tra loro e con terzi, alcuni dei quali in corso di identificazione, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, concorrevano moralmente alla diffusione a mezzo social network o attraverso la testata ‘Millenovecento’, e concorrevano moralmente e materialmente attraverso il quotidiano II Tempo cui collabora Bisignani alla diffusione di notizie false relative alla imminente cessione da parte di Claudio Lotito del pacchetto azionario di controllo della SS Lazio, allo stato di decozione delle società controllate da Lotito, alla intenzione di Lotito di far deliberatamente retrocedere la squadra della Lazio in una serie minore al fine di ottenere il cosiddetto paracadute di 35 milioni di euro“.

Banca del Fucino ha fornito assistenza alla Fondazione Noi Oltre 365, che si è occupata della raccolta fondi per organizzare le proteste. Fondazione Noi Oltre 365 è quasi omonima della Noi Oltre 365 srl, società legata a Ettore Abramo, ex capo ultrà vicino al boss della camorra romana Michele Senese (circostanza per ora non contemplata nell’inchiesta dei carabinieri).

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