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Legge elettorale: al via le dichiarazioni di voto finali al Senato. Renzi al centrosinistra: “Chi rompe l’unità dà altri cinque anni a Meloni e Vannacci”

La riforma, che è stata modificata a Palazzo Madama, dovrà tornare alla Camera per la terza lettura. Critiche sulla norma inserita da Fdi, che prevede l’aumento spropositato delle firme che i partiti attualmente senza eletti in Parlamento dovranno raccogliere per presentare le liste
Legge elettorale: al via le dichiarazioni di voto finali al Senato. Renzi al centrosinistra: “Chi rompe l’unità dà altri cinque anni a Meloni e Vannacci”
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  • 11:02

    Gelmini: “Riforma afferma principio che chi vince governa”

    “Sostenere che il centrodestra vuole abolire la democrazia è privo di senso, con questa riforma si sta cercando di affermare un principio sacrosanto: chi vince governa“. Lo ha detto la senatrice Maria Stella Gelmini intervenendo in Aula al Senato nell’ambito delle dichiarazioni di voto sulla legge elettorale. “Nel Rosatellum – ha ricordato – le preferenze non c’erano e noi abbiamo introdotto un sistema misto molto simile all’Italicum: vogliamo finirla di spendere tempo e parole in contrapposizioni inutili? Possiamo dividerci in chi è più proporzionalista e chi, come noi, è più maggioritario, ma la differenza che il centrodestra è sempre più” per il maggioritario il centrosinistra a seconda delle convenienze. Giorgia Meloni e questa maggioranza – ha osservato – approvano una legge che non garantisce la vittoria del centrodestra ma che a Chigi si vada con il voto degli italiani”, ha concluso.

  • 10:59

    Onorato (Progetto civico): “Non sulle firme è anticostituzionale”

    “Il tema è legato alle regole democratiche della partita, perché oggi tocca a me e domani potrebbe toccare a qualcun altro. Se chi sta in Parlamento, si unisce nel dire chi sta fuori non può entrare, rimaniamo noi che stiamo dentro, è un problema oggettivamente anticostituzionale, perché la Costituzione parla chiaro. Ci sono almeno tre sentenze della Corte costituzionale che dicono che il legislatore, cioè il Parlamento, è libero di fare la legge elettorale che ritiene più giusta, ma non può mai stabilire delle barriere artificiose d’ingresso. Se metti 400mila firme raccolte a mano su un foglio di carta, neanche con lo Spid in tutta Italia, in Molise 6mila firme vorrebbe dire raccogliere qualcosa come il 5% di chi vota”. Lo ha detto ai microfoni 24 Mattino, su Radio 24, Alessandro Onorato, assessore Comune di Roma e fondatore di Progetto Civico Italia, neonata formazione centrista che dovrà raccogliere le firme per presentarsi alle prossime elezioni politiche.

  • 10:48

    Renzi al centrosinistra: “Chi rompe l’unità dà altri cinque anni a Meloni e Vannacci”

    “È la politica che fa la differenza, non la legge elettorale e l’altra volta non avete vinto per il Rosatellum ma perché la sinistra si è divisa in tre”. Così il leader di Italia Viva Matteo Renzi che parlando in Aula al Senato durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale aggiunge in riferimento al centrosinistra: “Chi romperà l’unità passerà alla storia per aver dato altri cinque anni a Meloni, Vannacci e compagnia”.  

  • 10:35

    Renzi: “Destra bugiarda”

    “Votiamo no perché pensiamo che la destra ha costretto il Parlamento per giorni, settimane e mesi a discutere di legge elettorale non perché c’è una esigenza di stabilità ma perché avete paura di perdere”. Lo ha detto Matteo Renzi in aula al Senato sulla legge elettorale. “Ci avete fatto la capa tanta con il fatto che questo è il governo più stabile della storia, quindi delle due l’una: la stabilità nasce da ragioni politiche e la legge elettorale va benissimo, visto che questa è l’unica che ha consentito un governo stabile. State mentendo, siete convinti che al prossimo giro rischiate seriamente di perdere -ha spiegato il leader di Iv-. È la politica che fa la differenza, non la legge elettorale. Non avete vinto le elezioni per il Rosatellum ma perché la sinistra si è divisa, avete avuto 2 milioni di voti in meno”.

  • 10:34

    Legge elettorale: al via le dichiarazioni di voto finali al Senato

    Ultima seduta sulla legge elettorale al Senato. Concluse le votazioni degli emendamenti, oggi sono previste le dichiarazioni di voto e il voto finale. La riforma, che è stata modificata a Palazzo Madama, dovrà tornare alla Camera per l’ultimo via libera. L’aula, al momento semivuota, si sta riempiendo. Presiede Ignazio La Russa e in rappresentanza del governo sono presenti i ministri Roberto Calderoli (Affari regionali e autonomie) e Luca Ciriani per i Rapporti con il Parlamento.  

  • 10:28

    Calenda: “Votiamo contro. Perpetua lo scontro e produce populismo”

    “Voteremo contro questa legge che mira a perpetuare uno scontro continuo e costante che in questo paese bisognerebbe chiudere mandando in soffitta il bipolarismo”. Così il leader di Azione Carlo Calenda parlando in Aula al Senato durante le dichiarazioni di voto finale alla legge elettorale. “Sappiamo che questo sistema produce sempre nuovi populismi, estremismi, sempre nuovo rumore e nuova propaganda. Lo sappiamo perché lo abbiamo visto in questi giorni – aggiunge -. Adesso ha generato il generale vannacci, chi sarà il prossimo? Tornerà Grillo? Poi avremo altri influencer? Pensate davvero che non accadrà questo? A ogni tornata elettorale la coalizione che non saprà rispondere alle promesse della campagna elettorale, genererà una domanda ancora più estrema. Questa è una dinamica a cui bisognerebbe porre rimedio. Il premio di maggioranza lo si poteva dare al 50% più uno, con un sistema proporzionale e programmi di governo vincolanti per le coalizioni”.