Si è dimessa la ministra Santanchè
La ministra Daniela Santanchè si è dimessa
La ministra Daniela Santanchè si è dimessa
Momenti chiave
La vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino, si è dimessa. Ma solo dall’incarico di vice di Alberto Cirio. Ha invece tenuto le deleghe all’Istruzione e al Lavoro. Una dimissione a metà, insomma. Chiorino era tra i soci di Andrea Delmastro nella società “Le 5 forchette” che avevano fondato insieme alla figlia di Mauro Caroccia, ritenuto il prestanome del clan Senese.
Applauso dai banchi delle opposizioni in Aula alla Camera alla notizia delle dimissioni della ministra Daniela Santanchè. “Non capivo, pensavo applaudiste me…poi ho visto le agenzie e ho capito”, ha detto il vicepresidente di turno Giorgio Mulè
“Ci sono voluti tre anni e 15 milioni di cittadini che hanno votato no al referendum per far dimettere una ministra responsabile di una truffa Covid ai danni dello Stato. Chi è responsabile di tutto questo? Ha un solo nome: Giorgia Meloni, una premier oggi debole, debolissima con un governo oggi barcollante, che non si occupa affatto delle urgenze dei cittadini, delle imprese, delle famiglie e che ci ha portato a tutto questo mentre invece queste decisioni andavano prese per tempo per potersi poi dedicare e occupare concretamente, cosa che non è stato fatto, ai bisogni dei cittadini”. Lo dice il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando con i cronisti davanti a Montecitorio a proposito delle dimissioni della ministra del Turismo, Daniela Santanchè.
Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo. Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio.
Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio.
Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Del Mastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire “obbedisco“ e a fare quello che mi chiedi. Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento.
La ministra Daniela Santanchè si è dimessa
“Daniela Santanchè deve dimettersi da tempo. Troppe le ragioni che giustificano il suo passo indietro. Non ultime le novità emerse ancora una volta dall’inchiesta di Report da cui oggi leggiamo ulteriori gravi fatti che non possono lasciare indifferenti la maggioranza di governo. Restiamo colpiti dal fatto che la Presidente del Consiglio non riesca ad ottenerne le dimissioni. Una vicenda davvero penosa”. Così la responsabile giustizia del Pd, la deputata Debora Serracchiani.
Anche in Senato le opposizioni hanno presentato mozione di sfiducia alla ministra Daniela Santanchè. Secondo quanto si apprende, martedì dovrebbe tenersi una riunione di capigruppo per definire la calendarizzazione.
“Vorrei chiedervi se vi è capitato di vedere una nota di un presidente del Consiglio per chiedere le dimissioni di un ministro. Quello di Meloni è un segnale di debolezza evidente, la crisi politica è profonda”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein nel corso di un incontro alla Stampa Estera, a proposito del braccio di ferro in corso tra la premier e la ministra del Turismo Daniela Santanchè.