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Referendum giustizia – Feste in tutta Italia, da piazza del Popolo al Duomo di Milano. Conte e Schlein: “Segnale politico”. Meloni: “Rispetto il voto”

Il No va oltre il 53 per cento con un'affluenza che si avvicina al 60 per cento. La premier in un video parla di "rammarico". Per i leader del centrosinistra "il Paese chiede un’alternativa” (e si apre la strada delle primarie). Esultano i magistrati, Gratteri: “La società civile è viva”. Nordio: "Prendo atto con rispetto della decisione del popolo"
Referendum giustizia – Feste in tutta Italia, da piazza del Popolo al Duomo di Milano. Conte e Schlein: “Segnale politico”. Meloni: “Rispetto il voto”
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Momenti chiave

    • 17:46

      Abbracci e sorrisi al Nazareno

      Stato maggiore del Pd riunito al Nazareno dopo la vittoria del No al Referendum sulla riforma della giustizia. Deputati, senatori e dirigenti si sono ritrovati, tra abbracci e sorrisi, sulla terrazza della sede del partito in attesa della conferenza stampa della segretaria Elly Schlein. “Il popolo c’è. La narrazione che da tre anni fa il Governo, il ‘va tutto benissimo’ non regge la realtà”, commenta il capogruppo al Senato Francesco Boccia. “Adesso per Meloni sarà più difficile cambiare la legge elettorale“, azzarda qualcun altro.

    • 17:43

      Come hanno votato gli elettori dei diversi partiti

      Secondo il consorzio Opinio Italia è questa la stima della ripartizione dei voti degli elettori dei principali partiti: nel centrodestra gli elettori di FdI hanno votato per l’88,8% e per il 11,2% no; quelli di Forza Italia-Noi moderati per l’82,1% sì e il 17,9% no; quelli della Lega nell’85,9% sì e nel 14,1% no. Nel centrosinistra gli elettori del Pd avrebbero votato per il 90,4% no e 9,6% sì; quelli del M5s nell’87% no e 13% sì; quelli di Avs per il 93,1% no e 6,9% sì. I non votanti alle europee 2024 si sono espressi nel 57,7% dei casi per il no e nel 42,3% dei casi per il sì. Il consorzio ha elaborato una stima anche per età dei votanti: tra i 18 e i 34 anni si sono espressi al 61,1% per il no e al 38,9% per il sì, tra i 35 e 54 anni il 53,3% ha votato no e il 46,7% sì; oltre i 55 anni la forbice si assottiglia (il 49,3% per il no, il 50,7% per il sì).

    • 17:39

      La vittoria del No sui giornali stranieri: “Meloni indebolita”

      La vittoria del No al Referendum relativo alla riforma della Giustizia trova ampio spazio sui media internazionali. La chiave di lettura comune è che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esca “indebolita” dall’esito delle urne. “La sconfitta al referendum rende Meloni più vulnerabile politicamente”, scrive il Guardian mentre il Financial Times parla di “sonora battuta d’arresto” per la premier e il governo. Politico mette in luce come la sconfitta al referendum “indebolisce” la posizione politica di Meloni, “soprattutto in vista delle elezioni generali previste entro la fine del prossimo anno”. Un’analisi condivisa pure da Libération. Il quotidiano francese sottolinea come la presidente del Consiglio abbia annunciato che, in ogni caso, “resterà al suo posto”. In Germania Der Spiegel parla di “pesante sconfitta” e di una premier “delusa” in quanto la sua “controversa” riforma della giustizia è stata bocciata in una consultazione referendaria con un’affluenza alle urne “degna di nota”. El Pais infine mette in luce come la vittoria del No al referendum sia “la prima sconfitta elettorale in tre anni” di Giorgia Meloni. Un segnale “di stanchezza senza precedenti in vista delle elezioni generali del 2027″, conclude il giornale spagnolo.

    • 17:37

      Calenda: “Italia si mobilita contro, voto è giudizio sul governo”

      “Come ampiamente e pubblicamente previsto ha prevalso il No. L’Italia ha una tradizionale propensione a mobilitarsi ‘contro’ che è stata favorita anche da una campagna sbagliata e inutilmente aggressiva della destra che ha determinato una reazione di rigetto del paese che va oltre il merito della riforma. È chiaro che dietro ai numeri di questa partecipazione – comunque straordinaria e positiva, soprattutto di questi tempi – c’è anche un giudizio sulla qualità del governo nell’affrontare i problemi economici, sociali e internazionali. Io credo che la vicinanza, mai smentita, a Trump abbia danneggiato molto Meloni e l’esecutivo. Esiste la necessità di dare rappresentanza a chi vuole che il paese cambi e che oggi si trova intrappolato tra gli opposti estremismi di destra e sinistra”. Così il leader di Azione Carlo Calenda.

    • 17:36

      Ampia vittoria del No nelle grandi città, il Sì vince solo nei piccoli centri

      Secondo l’analisi di Youtrend la vittoria del No nelle grandi città è molto ampia, mentre il vince solo nei comuni sotto i 10.000 abitanti. Nelle città con oltre 500 mila abitanti: No 63,5% – Sì 36,5%. Città tra 100mila e 50 mila abitanti: No 58,9% – Sì 41,1%. Città tra 40mila e 100mila abitanti: No 56,6% – Sì 43,4%. Comuni tra 20 e 40 mila abitanti: No 54,8% – Sì 45,2%. Comuni tra 10mila e 20 mila abitanti: No 51,4% – Sì 48,6%. Comuni di 5-10 mila abitanti: Sì 50,8% – No 49,2%. Infine comuni fino a 5 mila abitanti: Sì 53,4% – No 46,6%.

    • 17:32

      Pg Milano: “Vale ancora la pena fare questo lavoro”

      “Non sono stati momenti facili nell’ultimo periodo, ma se l’affermazione del voto è così netta significa che vale ancora la pena fare ancora questo lavoro in questo Paese, nel modo in cui lo abbiamo sempre fatto”. Sono le parole che la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni usa nell’aula magna del Palazzo di giustizia dove in un clima di festa, con tanto di bottiglie di spumante, si festeggia la vittoria del No nel referendum sulla riforma della giustzia. In sala è stato letto il comunicato nazionale dell’Anm e i magistrati presenti, un centinaio, hanno appaludito per oltre un minuto. Nessuna reazione evidente invece quando sullo schermo sintonizzato su Rai1 è apparso il messaggio che la premier Giorgia Meloni ha registrato per prendere atto della decisione del voto referendario.

    • 17:30

      Conte: “Si apre nuova primavera politica”

      “Il risultato mi sembra chiaro, anzitutto larghissima partecipazione e chiara sonora vittoria del No, questo ci rallegra molto. L’impegno è stato enorme del M5S e di altre forze progressiste del Paese”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte commenta dalla sede del partito i dati dello spoglio delle urne sul referendum della giustizia. “Questo risultato sottolinea la grande rimonta perché fino a qualche mese fa il Sì era dato in netto vantaggio – prosegue -, si apre una nuova stagione, una nuova primavera politica dove i cittadini sono protagonisti, vogliono voltare pagina e chiedono nuova politica più attenta alle persone e meno a tutelare i politici dalle inchieste”. “Il M5S ha tutto il diritto di interpretare da protagonista questa nuova primavera e la richiesta di voltare pagina che arriva da parte dei cittadini”, prosegue Conte. 

    • 17:28

      Il Sì avanti in sole 3 Regioni

      Sono tre le Regioni che, a scrutinio quasi ultimato, fanno registrare la vittoria del si al referendum: In Friuli Venezia Giulia il sì è al 54,49% ed il no al 45,51%; In Lombardia il sì ottiene il 53,79% mentre il no è 46,21%. In Veneto il sì è al 58,23% mentre il no è al 41,77%. Vittoria del no sul filo invece in Trentino Alto Adige dove il si ottiene il 50, 47% ed il sì 49,53%.

    • 17:27

      Conte: “Hanno creduto più in De Raho e Scarpinato che in Delmastro”

      Ringrazio “anche per il grande apporto che hanno dato alcuni campioni dell’antimafia che sono a noi cari: hanno creduto più a De Raho e Scarpinato che in Delmastro e Santanchè. Da questo punto di vista invito il governo a mandare a casa i vari ministri e sottosegretari che stanno facendo un grande danno d’immagine anche a livello di internazionale” al Paese. Delmastro non è assolutamente accettabile che sia ancora al suo posto un sottosegretario in affari sono la mafia”. Lo dice il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nella conferenza stampa nella sede di via Campo Marzio convocata dopo il voto del referendum costituzionale sulla giustizia.

    • 17:26

      Tajani: “Fatto tutto il possibile, ci inchiniamo a volontà popolo”

      “Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto”. Così il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani sul voto del referendum sulla giustizia.

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