Politica
Referendum giustizia, stravince il No: è al 53,9%, il Sì al 46. Meloni: “Rispettiamo decisione italiani, andremo avanti”. I risultati in diretta
Momenti chiave
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17:03
Grosso (No): “Ha perso chi voleva affievolire indipendenza toghe”
“Sicuramente ha vinto la Costituzione italiana, ha perso chi voleva affievolire le garanzie e l’indipendenza della magistratura“. Così il presidente del Comitato Giusto Dire No Enrico Grosso, in una confenza stampa sull’esito del referendum.
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17:00
Nordio: “Prendo atto con rispetto della decisione del popolo”
“Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall’articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito al risultato del referendum sulla Giustizia.
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16:59
La mappa dei risultati Regione per Regione
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16:58
Magi: “Meloni ha meritato di perdere. Ora stop legge elettorale”
“Da favorevole alla separazione delle carriere dei magistrati dico che Meloni ha meritato di perdere questo referendum. E ha fatto un danno al Paese. La riforma Nordio era scritta male e propagandata peggio”. Lo afferma il segretario di +Europa Riccardo Magi. “Scritta male, perché il governo ha chiuso ogni spazio di confronto: non un autentico iter costituzionale, nessuna apertura agli emendamenti. Hanno ignorato anni di lavoro e proposte precedenti, anche radicali. Propagandata peggio perché Meloni in questa campagna referendaria ha mostrato che la deriva orbaniana nel nostro Paese è già in atto: quando la Presidente del Consiglio interviene su inchieste in corso, suggerisce imputazioni, contesta giudici, non è più solo comunicazione aggressiva ma qualcosa di più grave: è un’idea di potere che travolge la separazione dei poteri e lo stato di diritto costituzionale. Meloni e il suo governo prendano atto del fallimento e tolgano di mezzo una pessima e antidemocratica legge elettorale. Ora riformare la giustizia tocca a chi è davvero garantista: giustizia significa anche depenalizzazione, fine dell’uso politico del diritto penale e dei “pacchetti sicurezza”, carceri dignitose. E va costruita un’alternativa politica, anche su queste battaglie, al governo di Giorgia Meloni”, conclude Magi.
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16:56
Meloni: “Governo ha fatto quello che aveva promesso”
“Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso e noi come sempre rispettiamo la loro decisione”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video pubblicato sui social. “Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia – sottolinea la premier – ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato”. “Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo”, conclude Meloni.
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16:55
Grosso (No): “Italiani hanno premiato nostra sincerità”
“Abbiamo trattato gli elettori da adulti e gli elettori hanno saputo rispondere da persone adulte”. Così il presidente del Comitato Giusto Dire No Enrico Grosso, alla luce della vittoria del No al referendum. “Siamo molto soddisfatti del risultato e che il nostro messaggio sia stato capito – ha sottolineato – La maggioranza degli italiani ci ha premiato per la nostra sincerità“.
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16:54
Landini: “Governo non ha il consenso della maggioranza del Paese”
Il risultato referendario “dice che questo governo non ha il consenso della maggioranza del Paese. E, quindi, che deve cambiare strada rispetto a quella che ha seguito finora”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal Comitato società civile per il no al referendum riunito presso il Centro congressi Frentani. “Se le forze politiche hanno l’umiltà di ascoltare devono pensare a risolvere i problemi e ad applicare la Costituzione. E discutere non solo in Parlamento ma anche con le parti sociali. Questo governo invece ha avuto un certo atteggiamento autoritario, ma chi governa non deve comandare ma deve avere la pazienza di confrontarsi”, rimarca Landini chiedendo di cambiare le politiche economiche e sociali.
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16:53
Da magistrati Milano applausi e commozione
Applausi, commozione e abbracci. C’è anche qualche lacrima, ma soprattutto tanti sorrisi a sciogliere la tensione sui volti dei tanti magistrati milanesi che si sono radunati nella saletta dell’Anm per guardare insieme i risultati del referendum sulla giustizia. Schermi sulle maratone televisive e sui siti per aggiornare i risultati degli scrutini, il primo piano del Palazzo di giustizia ha accolto tra tanti applausi la vittoria del No con circa il 54% dei voti. Un divario immaginato da pochi, visti i primi exit poll che davano un testa a testa. Per circa un’ora, giovani magistrati, procuratori aggiunti con anni di esperienza, giudici e anche una pm in pensione condividono lo stesso spazio e la medesima attesa. Quando la distanza è ormai insanabile, i magistrati si spostano nell’aula magna per continuare a festeggiare.
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16:50
Meloni: “Rispettiamo decisione italiani, andremo avanti”
“Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”. Così la premier Giorgia Meloni pubblicando un videomessaggio sui social.
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16:48
Conte: “Risultato è avviso di sfratto al governo”
L’esito del referendum “è un avviso di sfratto al governo, dopo 4 anni. Un segnale forte, politico”. Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, in una conferenza stampa nella sede del partito, a Roma.