I Dem conquistano la maggioranza alla Camera: 218 seggi
I democratici hanno raggiunto quota 218 seggi alla Camera, quelli che garantiscono la maggioranza. Lo riporta Cnn.
I democratici hanno raggiunto quota 218 seggi alla Camera, quelli che garantiscono la maggioranza. Lo riporta Cnn.
Momenti chiave
Donald Trump invia ai suoi sostenitori un’email per la raccolta di fondi nella quale afferma che i democratici vogliono procedere con un suo “impeachment”. “Il mio secondo mandato è a metà strada. Sarò sincero: c’è ancora molto da fare per portare a termine il lavoro e rendere America Great Again. Prometto che continuerò a lottare ogni giorno per voi e le vostre famiglie”, si legge nell’email.
I seggi per le Midterm hanno chiuso in North Carolina, Ohio e West Virginia. Occhi puntati sulla sfida per il senato in Ohio dove il democratico Sherrod Brown cerca di riconquistare il seggio perso nel 2024, sfidando il repubblicano Jon Husted, per il quale Donald Trump si è speso moltissimo in questa campagna elettorale.
Quella in Ohio è stata una delle competizioni più costose della storia americana, con oltre 360 milioni di dollari spesi complessivamente. Riflettori accesi anche sulla corsa per la carica di governatore. La dem Amy Acton, ex direttrice del dipartimento della Salute statale, è data in vantaggio sul milionario del tech Vivek Ramaswamy, ex candidato alle primarie presidenziali del 2024. Una competizione accesa, soprattutto dopo le forti polemiche scatenate da uno spot televisivo da 4 milioni di dollari del repubblicano che metteva in piazza l’infanzia difficile della Acton.
In North Carolina l’ex governatore democratico Roy Cooper affronta il repubblicano Michael Whatley e nonostante lo Stato tenda storicamente verso i repubblicani nelle presidenziali, i sondaggio danno in vantaggio di circa 8 punti.
Il democratico Jon Ossoff vince la corsa in al Senato in Georgia mantenendo il proprio seggio. L’Obama bianco, così come è soprannominato, ha battuto il repubblicano Mike Collins, secondo le proiezioni di Decision Desk HQ riportate dall’agenzia Bloomberg. Ossoff è l’unico senatore democratico in carica che nel 2026 difende un seggio in uno stato vinto da Donald Trump nel 2024. La sua vittoria è prevista anche da Nbc ed è importante per i democratici in uno degli Stati in bilico più combattuti del Paese.
A 39 anni Ossoff è il senatore più giovane a Capitol Hill e un astro nascente del partito democratico, un potenziale candidato alla nomination presidenziale del 2028. Nato e cresciuto in Georgia di cui poi è diventato rappresentante, di religione ebraica (a Capitol Hill ha giurato sulla Torah) è sposato con la ginecologa Alisha Kramer, attivista per i diritti riproduttivi, con la quale ha avuto due bambine, Eva nel 2021 e Lila nel 2025. Ex giornalista investigativo, Ossoff ha fatto della lotta alla corruzione e della trasparenza governativa i suoi cavalli di battaglia e i temi su cui ha attaccato più spesso Donald Trump nei suoi comizi.
In alcuni seggi elettorali di Chicago sono terminate le schede cartacee, secondo quanto riferito dai media Usa. Julie Metea, portavoce del Chicago Board of Elections, ha detto che saranno stampate ulteriori schede e che chiunque si trovi in fila al momento della chiusura dei seggi potrà votare, malgrado l’attesa per utilizzare una macchina per il voto elettronico possa rivelarsi lunga. Gli elettori hanno inoltre la possibilità di recarsi presso uno dei centri di voto universali della città.
Il senatore democratico Mark Warner ha ottenuto un quarto mandato in Virginia, secondo le proiezioni di Cnn, Nbc news e Fox news. Warner ha sconfitto il candidato repubblicano Bert Mizusawa. In qualità di vicepresidente della Commissione Intelligence del Senato, Warner è stato uno degli otto legislatori informati sull’avvio del conflitto con l’Iran, un’iniziativa che ha duramente criticato definendola una “guerra per scelta” di Donald Trump.
A poche ore dall’arrivo dei primi risultati delle cruciali elezioni di metà mandato, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che dichiara quella in corso la “settimana dell’ anticomunismo”. “Invito tutti gli americani a restare saldi nella difesa contro qualsiasi minaccia allo stile di vita americano e a proteggere la nostra fiamma ardente della libertà dall’oscurità del comunismo”, si legge nel documento pubblicato dalla Casa Bianca sul suo sito qualche minuto fa. Per tutta la campagna elettorale delle midterm il tycoon ha definito i principali candidati democratici “socialisti e comunisti”. Un messaggio che, nelle elezioni passate, gli ha permesso di guadagnare consensi tra gli elettori di origine latinoamericana, in particolare in Florida.
I primi risultati dello scrutinio in Indiana mostrano segnali di una maggiore forza dei democratici rispetto alle elezioni di due anni fa, anche in alcuni distretti tradizionalmente favorevoli ai repubblicani. Secondo le prime rilevazioni riportate dalla Cnn, nel quinto distretto il democratico J.D. Ford ha ottenuto il 63,6% dei voti nel primo conteggio della contea di Hamilton, contro il 46,3% registrato dai democratici nel 2024, quando la repubblicana Victoria Spartz aveva prevalso con il 50,1%. Nel terzo distretto, Kelly Thompson ha raccolto il 63,5% nel primo rilevamento della contea di Allen, mentre due anni fa il repubblicano Marlin Stutzman aveva ottenuto il 53,6%. Anche in altre contee del terzo distretto Stutzman risulta in vantaggio, ma con margini inferiori rispetto al 2024. Si tratta di dati ancora molto parziali, probabilmente relativi in larga parte al voto anticipato e per posta. La Cnn sottolinea che è troppo presto per stabilire se i due distretti possano diventare competitivi.
Il leader dei Democratici alla Camera, che potrebbe fare la storia diventando il primo speaker della Camera di colore, qualora il suo partito conquistasse la maggioranza, ha affermato che in caso di vittoria “ci impegniamo a realizzare un’America che sia la versione migliore di se stessa”. Parlando a un gruppo di volontari, Jeffries ha affermato che i Democratici sono “determinati a porre fine a questo incubo nazionale, a lottare per rendere questo Paese più accessibile dal punto di vista economico” e a “proseguire il lungo, necessario e grandioso cammino del nostro Paese verso un’unione più perfetta”. Jeffries li ha quindi incitati: “Andiamo a vincere questa sfida”.
“Siamo a punto di svolta, verso un cambiamento radicale della direzione del paese”. Lo ha detto il leader dei democratici in Senato Hakeem Jeffries mentre la maggioranza degli americani sta ancora votando per le elezioni di metà mandato. “Siamo a un passo dal ritorno dei democratici al controllo della Camera”, ha aggiunto.