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Putin: “I contatti con Kiev continuano, il dialogo con gli Usa sta funzionando. Ma le minacce di Zelensky sui voli civili minano i negoziati”

Un altro attacco con droni in diverse regioni: 17 feriti a Odessa, fra cui tre bambini. La risposta di Mosca a Berlino: chiuse le sedi dell’Istituto Goethe. "Ma non ci sarà escalation diplomatica di ritorsioni"
Putin: “I contatti con Kiev continuano, il dialogo con gli Usa sta funzionando. Ma le minacce di Zelensky sui voli civili minano i negoziati”
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  • 09:43

    Ucraina, massicci attacchi nella notte: 17 feriti a Odessa

    La Russia ha lanciato nella notte un nuovo massiccio attacco con droni contro diverse regioni dell’Ucraina, colpendo in particolare l’area di Odessa, dove almeno 17 persone, tra cui tre bambini, sono rimaste ferite. A Kiev, le esplosioni sono iniziate poco prima delle 23 ora locale, mentre le unità della difesa aerea erano impegnate a respingere i droni russi diretti verso la capitale. Il sindaco Vitali Klitschko ha invitato la popolazione a rimanere nei rifugi. L’allarme aereo è scattato anche in città lontane dal fronte, tra cui Ternopil, nell’Ucraina occidentale. Una nuova serie di esplosioni è stata segnalata a Kiev intorno alle 0.38, dopo gli avvertimenti dell’Aeronautica militare sull’arrivo di droni russi a propulsione a getto. Nella regione di Odessa, l’attacco ha danneggiato 20 appartamenti, dal decimo al diciassettesimo piano di un edificio residenziale, e 12 automobili parcheggiate nelle vicinanze. Lo ha riferito il governatore regionale Oleh Kiper, come riporta il Kiev Independent

  • 09:42

    Cremlino: “Non avvieremo un declassamento automatico delle relazioni con Berlino”

    Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha affermato che la Russia non avvierà un declassamento delle relazioni diplomatiche con la Germania: “Non credo che saremo noi a farlo”. Lo ha dichiarato all’emittente televisiva Vesti. Il portavoce del Cremlino ha commentato la decisione del governo tedesco di chiudere il Consolato Generale russo a Bonn a partire dal 18 settembre. “Sembra tutto incoerente e assurdo. Soprattutto considerando che non sono stati presentati argomenti o prove convincenti a sostegno delle accuse mosse dal ministro degli Interni tedesco”, ha dichiarato Peskov. “È improbabile che la decisione rafforzi la posizione di Merz o salvi la sua carriera politica”, ha concluso il portavoce presidenziale.