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“Iran pronto ad aumentare gli attacchi a Hormuz se la diplomazia fallirà”. Trump: “Sventolino bandiera bianca. Se l’Oman interferisce li bombardiamo”

Finisce oggi, salvo nuovi rinnovi, il cessate il fuoco fra la Repubblica Islamica e Washington. Wsj: "In questi due mesi Teheran si è preparata a una guerra su larga scala"
“Iran pronto ad aumentare gli attacchi a Hormuz se la diplomazia fallirà”. Trump: “Sventolino bandiera bianca. Se l’Oman interferisce li bombardiamo”
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“L’Iran intensificherà gli attacchi a Hormuz se i colloqui con gli Usa falliranno”

L’Iran intensificherà le tensioni nello Stretto di Hormuz e nell’intera regione se la diplomazia con gli Stati Uniti fallirà. Lo ha dichiarato a Reuters un alto funzionario iraniano, sottolineando un cambio di strategia iraniana che si orienterà verso l’offensiva piuttosto che la difesa. Lo riporta Sky News. Il funzionario ha aggiunto che l’Iran ha fissato una scadenza di poche settimane per la piena attuazione del memorandum d’intesa con Washington. La tempistica sarà comunicata agli Stati Uniti e ai paesi della regione tramite mediatori, secondo il funzionario citato da Reuters.

  • 12:39

    Trump. “Il primo obiettivo e impedire all’Iran di avere l’arma nucleare”

    “L’obiettivo numero uno è, e sarà sempre, che l’Iran non possa possedere, in alcun modo, forma o maniera, un’arma nucleare”: lo ha scritto Donald Trump su Truth nel giorno in cui scade il cessate il fuoco di 60 giorni tra Usa e Iran.

  • 11:29

    Iran: “I tre piloti catturati in Iraq sono prigionieri di guerra”

    “Teheran considera i tre piloti iraniani catturati dal Qatar a marzo come prigionieri di guerra, finché il Qatar non smetterà di negarlo e non chiarirà la loro situazione”: lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei. A luglio l’Iran aveva chiesto a Doha di fare chiarezza sulla sorte dei piloti, che stavano effettuando attacchi contro la base aerea statunitense di Al Udeid in Qatar. “Faremo tutto il possibile per far luce sulla loro situazione”, ha spiegato.

  • 11:28

    Houthi lanciano 5 missili verso lo Stretto di Bab al-Mandab

    Secondo quanto riportato da Al Arabiya, che cita fonti governative yemenite, gli Houthi hanno lanciato cinque missili verso lo Stretto di Bab al-Mandab, al largo delle coste dello Yemen.

  • 11:27

    Premier Kurdistan: “Attacchi inaccettabili, escalation pericolosa”

    Il premier del Kurdistan iracheno, Masrour Barzani, “condanna nei termini più forti” quelli che bolla come “attacchi pericolosi e inaccettabili” dopo che il suo “ufficio personale e l’abitazione del capo dell’agenzia di sicurezza e intelligence sono stati presi di mira da attacchi con droni iraniani” alle prime ore di oggi. In un post su X Barzani denuncia come si tratti di “un’escalation pericolosa”, di una “minaccia diretta alla sicurezza e alla stabilità della regione del Kurdistan”. “Questi attacchi non ci impediranno di adempiere ai nostri doveri e proteggere i nostri cittadini”, assicura.

  • 11:26

    Continuano i colloqui Iran-Oman sullo Stretto di Hormuz

    I colloqui tra Teheran e Oman sullo Stretto di Hormuz proseguono. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, in una conferenza stampa citata da Al Jazeera spiegando che le le discussioni su una rotta di transito marittimo proseguono nel contesto di quelle che la Repubblica Islamica ha definito complessità in materia di sicurezza. “L’elaborazione del piano per le rotte di transito marittimo con l’Oman si è rivelata lunga e complessa a causa delle problematiche di sicurezza derivanti dalle azioni degli Stati Uniti e del regime israeliano, dal numero di attori coinvolti e dall’ostruzionismo di elementi destabilizzanti”, ha dichiarato Baghaei. “La questione è intrinsecamente complessa. L’insicurezza imposta allo Stretto di Hormuz, alla regione e al mondo è il risultato dell’azione militare illegale degli Stati Uniti e del regime israeliano”, ha aggiunto. Baghaei ha affermato che il meccanismo proposto mirerebbe a proteggere gli interessi sia dell’Iran che dell’Oman, preservando al contempo il traffico marittimo commerciale. “È la prima volta che si sviluppa un meccanismo per salvaguardare simultaneamente i diritti sovrani dei due Stati e garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali. Nonostante i precedenti disaccordi degli Stati Uniti sui propri impegni, i colloqui intensivi tra Iran e Oman per finalizzare una dichiarazione congiunta e stabilire un meccanismo sicuro che tuteli gli interessi reciproci continuano con impegno”, ha dichiarato.

  • 11:24

    “Droni iraniani contro l’ufficio del premier curdo-iracheno Barzani”

    Due droni Hadid-110 lanciati dall’Iran hanno preso di mira l’ufficio del primo ministro della regione del Kurdistan Mesrour Barzani e la residenza del capo dell’agenzia di sicurezza nel distretto di Pirmam, nella provincia di Erbil. Non sono state segnalate vittime. Lo riferiscono i media locali. La Direzione Generale per l’Antiterrorismo (CTD), ha condannato l’attacco notturno, giudicandolo “del tutto inaccettabile”. Ha inoltre avvertito che “i responsabili di tale azione si assumeranno la piena responsabilità delle conseguenze”.

  • 11:15

    Iran: “Il memorandum non ha una scadenza, ma gli Usa lo hanno violato”

    Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato che il memorandum di 60 giorni firmato con gli Usa esattamente due mesi fa non ha una “scadenza” e che le discussioni con gli Usa si sono interrotte perché Washington ha violato l’intesa. “Nel testo del memorandum d’intesa non è presente alcun riferimento a una scadenza di 60 giorni. Ciò che era previsto nel memorandum era semplicemente un periodo di 60 giorni per le discussioni relative alla ‘revoca delle sanzionì e alla ‘questione nuclearè, che, in caso di mancato raggiungimento di un risultato, poteva essere prorogato. La flagrante violazione del memorandum da parte degli Stati Uniti ha interrotto le discussioni”, ha affermato Baghaei, come riferisce Isna.

  • 11:05

    Wall Street Journal: “L’Iran ha sfruttato i due mesi di tregua per preparare una guerra più ampia”

    L’Iran avrebbe trascorso i due mesi successivi alla firma del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti per prepararsi a un’intensificazione dei combattimenti piuttosto che a dedicarsi alla diplomazia. Lo scrive il Wall Street Journal, che cita funzionari iraniani e arabi. Teheran ritiene che gli Usa stiano solo prendendo tempo per un futuro attacco. Pertanto, negli ultimi 60 giorni di cessate il fuoco, che scade oggi, l’Iran avrebbe intensificato la produzione di missili e droni e nominato figure intransigenti in posizioni chiave. Il Wall Street Journal afferma che i funzionari dell’intelligence araba hanno segnalato un “cambiamento strategico” tra i vertici iraniani per “preparare le proprie forze ad ampliare la guerra”.

  • 11:02

    Kushner vede Netanyahu dopo l’incontro con Hamas

    L’inviato statunitense Jared Kushner incontra oggi il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dopo una serie di colloqui con i leader di Hamas in Egitto, mirati a rilanciare il piano di pace per Gaza sostenuto dagli Stati Uniti e finora respinto da Israele. L’incontro arriva due settimane dopo che Hamas ha approvato l’ultima fase del piano promosso da Trump, che Netanyahu continua a rifiutare, ribadendo che qualsiasi accordo deve garantire il “reale disarmo” del gruppo. Kushner – genero del presidente Trump – ha incontrato il nuovo leader di Hamas, Khalil al-Hayya, nella città egiziana di El Alamein, sul Mediterraneo, domenica. Inoltre, ha sollecitato Hamas a compiere “passi concreti e verificabili”, trasmettendo il messaggio che “Gaza non potrà mai più essere una fonte di terrore per Israele”, ha riferito una fonte all’Afp che ha chiesto l’anonimato vista la sensibilità del tema. Hamas ha poi ribadito il proprio impegno al piano, ha aggiunto un’altra fonte. Il gruppo ha dichiarato di aver chiesto ai mediatori e al cosiddetto Consiglio per la Pace dell’amministrazione Trump di “costringere” Israele ad “approvare la tabella di marcia” e “iniziare a stabilire un calendario per la sua attuazione”. Una foto diffusa dall’Egitto, che ha ospitato l’incontro, non includeva al-Hayya, ma mostrava Kushner seduto a un tavolo insieme ai membri del Consiglio per la Pace, tra cui l’ex primo ministro britannico Tony Blair. Hanno partecipato anche Qatar e Turchia, mediatori chiave insieme all’Egitto.
    Gli Stati Uniti per anni hanno rifiutato qualsiasi contatto con Hamas, che classificano come organizzazione terroristica e responsabile dell’attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele, che ha scatenato la guerra a Gaza. Ma l’amministrazione Trump si è mostrata più incline al dialogo diretto nella speranza di porre fine al conflitto, negoziando l’accordo di cessate il fuoco di ottobre che ha portato alla liberazione degli ostaggi israeliani rimasti.