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A Ceuta continuano gli arrivi di migranti: oltre 49mila, 24 sono morti. Sanchez: “Violazione sovranità territoriale della Spagna” | La diretta

Il premier spagnolo Pedro Sanchez arrivato nell'exclave spagnola e contestato dai manifestanti. 30 arrestati dalla polizia marocchina durante gli scontri. L'Italia vuole lo stop a Schengen
A Ceuta continuano gli arrivi di migranti: oltre 49mila, 24 sono morti. Sanchez: “Violazione sovranità territoriale della Spagna” | La diretta
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  • 13:15

    La Francia rafforza i controlli al confine con la Spagna

    La Francia annuncia un rafforzamento dei controlli al confine con la Spagna a seguito dell’afflusso di migranti dal Marocco verso Ceuta. In un messaggio pubblicato su X, il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez dice di aver ordinato, da ieri sera, misure di rafforzamento “immediato” dei controlli al confine spagnolo e di aver attivato la “forza di intervento rapido alle frontiere” per effettuare verifiche approfondite.

  • 13:09

    La polizia marocchina arresta 30 persone durante gli scontri

    La polizia marocchina ha arrestato circa 30 persone durante gli scontri vicino a Ceuta.

  • 13:06

    Sanchez: “Violazione sovranità territoriale della Spagna”

    “Quanto accaduto a Ceuta è un attacco e una violazione della sovranità territoriale della Spagna”. L’ha detto il premier Pedro Sanchez durante la sua visita a Ceuta. Sanchez ha espresso “un rimprovero e una condanna al livello più energico possibile” degli arrivi in massa. “È deplorevole”, ha aggiunto.

  • 13:03

    Von der Leyen: “Immagini inaccettabili, rimpatri siano rapidi”

    La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha scritto su X: “Le immagini provenienti da Ceuta sono inaccettabili. Non possiamo permettere a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole. Gli attraversamenti pericolosi devono cessare immediatamente. Le reti di contrabbando devono essere smantellate. E i rimpatri devono essere rapidi, come previsto dalle nostre regole”. Von der Leyen fa sapere che ha incaricato due commissari di offrire supporto per il controllo della situazione. “Magnus Brunner (il commissario alla Migrazione, ndr) sta già lavorando a stretto contatto con la Spagna ed è pronto a recarsi nei punti critici. Si occuperà di fornire ulteriore supporto operativo alla Spagna, anche tramite Frontex. Dubravka Suica (commissaria per il Mediterraneo, ndr) è in contatto con la sua controparte marocchina. Sono fiduciosa che la nostra stretta collaborazione con il Marocco contribuirà a ottenere risultati concreti”, aggiunge.

  • 12:59

    Ministero degli Esteri spagnolo a Meloni e Tajani: “Crisi non ha nulla a che fare con regolarizzazione migranti”

    La crisi migratoria che ha investito Ceuta “non ha nulla a che vedere con la regolarizzazione dei migranti approvata dal governo spagnolo”, ma è stata innescata da un’interpretazione della recente sentenza della Corte Suprema “che vieta i respingimenti delle persone arrivate a nuoto, sfruttata dalle mafie per approfittare della situazione di estrema vulnerabilità dei migranti”. Lo sottolineano all’ANSA fonti del ministero degli Esteri spagnolo, commentando le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani di voler sospendere la libera circolazione nello spazio Schengen.

    “È falso che chi è entrato in questi giorni possa beneficiare del processo di regolarizzazione”, sottolineano le fonti, ricordando che la procedura con la quale Madrid ha regolarizzato circa mezzo milione di residenti stranieri richiede “la residenza in Spagna al 1° gennaio 2026 e una permanenza continuativa di almeno cinque mesi al momento della domanda”. Le stesse fonti assicurano che “i rapporti con il Marocco sono eccellenti” e che la cooperazione in materia migratoria resta “molto intensa”. “I due Paesi hanno concordato meccanismi per il rimpatrio dei migranti che hanno attraversato illegalmente la frontiera e i rispettivi governi sono in contatto permanente per rafforzare ulteriormente il coordinamento e risolvere la situazione di Ceuta”, aggiungono. Il governo spagnolo ribadisce infine di puntare a una gestione della crisi “nel rispetto della legalità spagnola, europea e internazionale e dei diritti umani“, ringrazia i partner europei per la solidarietà e respinge “l’uso demagogico e di parte” dell’emergenza migratoria.

  • 12:32

    Sale a 24 il numero di morti recuperati al largo di Ceuta

    È salito a 24 il numero dei corpi dei migranti recuperati nelle acque al largo di Ceuta, morti mentre cercavano di raggiungere a nuoto l’enclave spagnola in Marocco. Lo hanno riferito fonti di polizia citate dai media spagnoli dopo il ritrovamento nelle ultime ore di altri sei corpi.

  • 12:29

    La Spagna invia rinforzi a Ceuta, compresi droni e sommozzatori

    Il ministero degli Interni spagnolo ha annunciato l’invio di nuovi rinforzi a Ceuta. Nelle prossime ore verranno dispiegati decine di agenti di Guardia Civil e Polizia, compresi otto sommozzatori, un’unità navale e droni, ha reso noto il ministero.

  • 12:27

    Ambasciatore italiano a Madrid ricevuto al ministero degli Esteri spagnolo

    L’ambasciatore italiano a Madrid, Giuseppe Buccino Grimaldi, a quanto apprende l’Adnkronos da fonti informate, è stato ricevuto alle 10 dal direttore degli Affari politici del ministero degli Esteri spagnolo per protestare contro le dichiarazioni del titolare della Farnesina Antonio Tajani, che si è detto “a favore” della chiusura dello spazio Schengen per il timore di un’invasione di migranti in arrivo dalla Spagna per l’emergenza a Ceuta. In un post su X ieri sera, il ministro degli Esteri spagnolo Josè Manuel Albares aveva definito “indegno” il messaggio da parte del ministro degli Esteri di “un paese partner e amico da cui ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia partitica”, anticipando la convocazione dell’ambasciatore.

  • 12:24

    Sanchez arrivato a Ceuta, contestato dai manifestanti

    Il premier spagnolo Pedro Sanchez è arrivato all’eliporto di Ceuta poco dopo le 11:40. Il leader socialista, che è accompagnato dal ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, è stato contestato da un gruppo di manifestanti che lo hanno accusato di lasciare senza protezione le frontiere e hanno gridato insulti. All’arrivo del premier si sono verificati anche momenti di tensione tra i manifestanti e la polizia.

  • 11:36

    Open Arms: “Il problema nasce a Bruxelles”

    “Il problema non nasce a Ceuta, né a Lampedusa: il problema nasce a Bruxelles. Nasce nel momento in cui abbiamo deciso di esternalizzare le nostre responsabilità e di voltare lo sguardo dall’altra parte. Sono più di dieci anni che denunciamo tutto questo. E continuiamo a ripetere gli stessi errori. L’Europa ha scelto la strada più facile: pagare Paesi terzi perché fermassero le persone prima che arrivassero alle nostre frontiere, invece di affrontare le cause che costringono milioni di esseri umani a fuggire”. Lo ha detto il fondatore della ong Open Arms, Oscar Camps, commentando i fatti di Ceuta, con migliaia di giovani che hanno raggiunto l’enclave spagnola a nuoto. L’Europa, “invece di fare politica, ha firmato assegni con Turchia, Libia e Tunisia. E anche con il Marocco. Una strategia sostenuta per anni dalla maggioranza del Parlamento europeo, con il Partito Popolare Europeo come principale forza politica, e poi fatta propria da gran parte delle istituzioni europee. E cosa succede quando quei governi decidono che non basta più? Quando chiedono più soldi, più appoggio politico o più concessioni? Succede quello che stiamo vedendo. Perché è stata l’Europa a consegnare loro questo potere”, ha proseguito Camps. “Poi”, ha fatto notare, “arrivano le dichiarazioni, gli slogan, la propaganda e la strumentalizzazione delle persone migranti che sono diventate una moneta di scambio. C’è chi le usa per fare pressione sull’Europa e chi le usa per raccogliere consenso politico. E nel frattempo continuiamo a contare i morti”. Rispetto alle dichiarazioni del governo italiano, che ha dichiarato di voler chiudere la zona Schengen, Open Arms ha affermato che la soluzione non si può ritrovare nell’ennesima frontiera ma anzi, “garantendo i visti e la mobilità in modo che scene come quelle di ieri non si ripetano”.