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Netanyahu ricevuto da Trump: “Nostro obiettivo comune è Iran senza armi nucleari”. Media: “Per Israele unica strada è l’attacco militare”

Un'incontro di un'ora e mezza per ricucire i rapporti. Presenti anche Vance, Witkoff e Rubio. Poche ore prima il Tycoon aveva fatto trasparire irritazione in un'intervista alla Fox: "Non ho bisogno delle prove israeliane sul nucleare di Teheran"
Netanyahu ricevuto da Trump: “Nostro obiettivo comune è Iran senza armi nucleari”. Media: “Per Israele unica strada è l’attacco militare”
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Netanyahu ricevuto da Trump: colloquio per ricucire i rapporti. Il premier israeliano: “Obiettivo comune è Iran senza armi nucleari”. Ma per Tel Aviv “l’unica strada è l’intervento militare”

Nessun faccia a faccia a due come le scorse volte, ma un colloquio di un’ora e mezza con delegazioni e vertici, in una Washington blindata per le proteste. È durato un’ora e mezza l’ottavo incontro alla Casa Bianca tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu (un record per il premier israeliano), fortemente voluto da quest’ultimo per riappianare i rapporti dopo settimane di stoccate e gelo, e per incassare il sostegno del tycoon in vista delle elezioni di ottobre. “Un incontro positivo e produttivo”, lo ha descritto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. “Eccellente” ha fatto eco Netanyahu in un video sui social sottolineando che “l’obiettivo comune con Donald Trump” è che Teheran non si doti dell’arma atomica.

“Sosteniamo qualsiasi strada il presidente scelga“, ha aggiunto il portavoce del primo ministro israeliano, minimizzando le divergenze su come procedere in Iran e spiegando come nel corso dell’incontro non si sia parlato degli F-35 alla Turchia, tema di recente attrito fra i due alleati. Secondo un funzionario israeliano citato dal Times of Israel Netanyahu ha ribadito all’inquilino della Casa Bianca che per lui l’unica strada è quella dell’attacco militare, portando a sostegno delle sue idee prove raccolte dall’intelligence sul nucleare di Teheran. “Il momento è critico” ha detto la fonte.

Resta da vedere ora quali saranno le prossime mosse di Trump. Il vertice con l’alleato era iniziato non proprio nel migliore dei modi. Qualche ora prima, in un’intervista alla Fox, Trump aveva fatto trasparire tutta l’irritazione e i risentimenti accumulati in questi mesi nei confronti dell’alleato. E in un’intervista si era mostrato infastidito per la mossa di Netanyahu, reo di aver annunciato di avere nuove informazioni dagli 007 sul sito nucleare di Pickaxe Mountain. “Non ho bisogno che Bibi me lo dica: sappiamo esattamente quello che sta accadendo. Lo dice perché vuole che restiamo coinvolti in Iran. Poi perché lo dice a tutto il mondo?”, sono state le parole di Trump.

Fuori dai cancelli della Casa Bianca un gruppo di manifestanti pro Palestina ha accolto Netanyahu con cartelloni di protesta (“è un criminale di guerra”). La sera del suo arrivo, alcuni hanno anche provato a fare irruzione nell’hotel dove alloggia senza successo. L’immagine di Netanyahu agli occhi degli americani si è parecchio indebolita negli ultimi mesi. I sondaggi sono tutti concordi nel dire che la sfiducia nei confronti di Israele è cresciuta, e il viaggio aveva tra gli obiettivi anche quello di provare a invertire questa tendenza.  

Intanto la guerra in Iran entra nel suo sesto mese, senza la prospettiva di una soluzione, con i negoziati in stallo e il rischio costante di un’escalation e di un allargamento dei confini. Teheran ha fatto sapere di “non aver intenzione di negoziare con gli Stati Uniti”, ma che i colloqui con l’Oman per la gestione dello Stretto di Hormuz stanno procedendo “passo dopo passo”. “Non dobbiamo abituare l’America a combattere quando vuole e a sedersi al tavolo delle trattative quando vuole”, ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi. Anche sull’altro fronte, quello del Mar Rosso, la tensione resta altissima. Dopo gli attacchi dei giorni scorsi, i miliziani yemeniti Houthi hanno confermato di aver lanciato missili balistici contro una petroliera saudita, accusando la nave di aver violato quello che definiscono il loro blocco marittimo contro l’Arabia Saudita e di aver ignorato gli avvertimenti.

 

Momenti chiave

    • 18:17

      Netanyahu nello Studio Ovale con Trump. All’incontro anche Vance, Rubio, Witkoff e Ratcliff

      L’ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu ha diffuso una foto che lo ritrae durante l’incontro con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump nello Studio Ovale. Nell’immagine si vede un modellino di quello che sembra essere il nuovo aereo Air Force One, donato a Trump dal Qatar. All’incontro con Trump partecipano anche il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il direttore della CIA John Ratcliffe e l’inviato speciale Steve Witkoff. La riunione è iniziata circa un’ora fa ed è tuttora in corso.

    • 17:27

      Netanyahu arriva alla Casa Bianca per l’incontro con Trump

      Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è arrivato alla Casa Bianca, dove avrà un incontro a porte chiuse con il presidente americano Donald Trump. Si tratta del primo incontro tra Trump e Netanyahu dall’inizio della guerra contro l’Iran lo scorso 28 febbraio, l’ottavo dall’inizio del secondo mandato presidenziale del tycoon.

      Secondo quanto riferito da un funzionario della Casa Bianca, i due leader discuteranno del conflitto in corso con l’Iran, della presenza di Israele nel Libano meridionale e degli sforzi per ampliare gli Accordi di Abramo.

    • 17:16
    • 16:34

      Media: “Netanyahu e Zelensky non si incontreranno a Washington”

      Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non si incontreranno questa settimana a Washington, secondo quanto riferito al Times of Israel da un funzionario informato sui fatti. Tuttavia, ieri si sono visti seduti vicini durante un evento a porte chiuse, ha aggiunto il funzionario.
      Il ministro degli Esteri iraniano Gideon Sa’ar ha parlato però con il suo omologo ucraino Andriy Sibiha: “L’ho invitato il ministro a visitare Israele in occasione del 35esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i nostri Paesi – scrive Sa’ar su X – Israele e Ucraina sono Paesi amici e auspico un ulteriore approfondimento della nostra cooperazione, anche attraverso la creazione di nuovi centri di formazione negli ospedali ucraini”.

    • 16:03

      Trump: “Senza un accordo con l’Iran finiremo il lavoro”

      Donald Trump ribadisce che ci sono stati “colloqui molto buoni” con l’Iran, ma torna a minacciare di “tornare a finire il lavoro” con i bombardamenti se non sarà raggiunto un accordo. “Possiamo essere nel mezzo di una bellissima discussione e loro se ne escono e dicono non possiamo parlare di nucleare – ha detto oggi a Fox News – ma questo è tutto quello di cui dobbiamo discutere perché non avranno mai la bomba atomica. Questo lo capiscono e abbiamo avuto dei colloqui molto buoni”.

      Affermando di “aver già distrutto francamente gran parte dell’Iran
      Trump torna a minacciare Teheran: “se non fanno un accordo, io torno e finisco il lavoro ma ci metteranno un’eternità a ricostruire, già così impiegheranno diversi anni per ricostruire”, ha detto, ripetendo la controversa minaccia di prendere mira ponti e centrali elettriche.

      “Se torno a finire il lavoro, come qualcuno vorrebbe, con i ponti, sarebbe molto facile, potrei distruggere la maggior parte dei ponti in meno di un’ora”, ha continuato, passando poi a parlare delle centrali elettriche che “sono la cosa più difficile da ricostruire”.

    • 15:26

      Ministro israeliano Katz ordina l’occupazione di un altro campo profughi palestinese in Cisgiordania

      Il ministro della Difesa Israel Katz, durante una riunione con i vertici dell’Idf, ha dato istruzione di ”intensificare le attività offensive contro il terrorismo palestinese e prepararsi all’occupazione di un altro campo profughi, seguendo il modello adottato con i campi profughi di Jenin, Tulkarem e Nur a-Shams”. I tre campi profughi sono stati oggetto di devastanti operazioni dell’Idf dagli inizi del 2025. Nella stessa riunione, Katz ha inoltre disposto di non rinnovare l’ordine di detenzione amministrativa nei confronti di Tal Yinon Dardik, un israeliano residente nell’avamposto illegale Tarfon Farm in Cisgiordania, arrestato il mese scorso perché sospettato del coinvolgimento in un attacco nel villaggio palestinese Khirbet Humsa a marzo. Tra le accuse rivolte a Darkik, anche quella di abusi sessuali su un palestinese, di cui avrebbe legato i genitali con una fascetta di plastica. Dardik è in sciopero della fame da 20 giorni e Katz l’ha visitato in carcere a Gerusalemme tre giorni fa.

    • 15:24

      Trump: “Controlliamo noi lo Stretto di Hormuz, non l’Iran”

      L’Iran non controlla lo Stretto di Hormuz, “noi lo controlliamo”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando che l’Iran ha sostanzialmente accettato di non dotarsi di armi nucleari.

    • 15:23

      Ministro israeliano Katz: “Gli Usa ci impediscono di colpire infrastrutture energetiche iraniane”

      “Gli Stati Uniti stanno impedendo a Israele di colpire le infrastrutture energetiche in Iran“. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, sostenendo che gli Stati Uniti temono che un attacco contro i siti energetici iraniani possa innescare un conflitto regionale più ampio e una crisi petrolifera globale.

      “Vogliamo assolutamente colpire gli obiettivi energetici dell’Iran.
      Gli Stati Uniti al momento non lo approvano per il timore che l’Iran possa attaccare i paesi vicini, causando una crisi petrolifera globale”, ha detto Katz alla tv israeliana Canale 14. “Per quanto ci riguarda, siamo pronti a far regredire l’Iran di 40 anni“, ha aggiunto Katz.

    • 15:14

      Trump minaccia di nuovo Pickaxe Mountain: “La distruggeremo senza accordo”

      “Questo è un buon momento per l’Iran per fare un accordo”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, tornando a minacciare Pickaxe Mountain. “So esattamente cosa sta succedendo lì. La distruggeremo in caso di mancato accordo”, ha messo in evidenza

    • 15:13

      Trump: “Netanyahu vuole che Usa rimangano coinvolti nella guerra contro l’Iran”

      Il premier israeliano Benjamin Netanyahu vuole che gli Stati Uniti rimangano coinvolti nella guerra con l’Iran. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox. Il presidente riceverà nelle prossime ore Netanyahu alla Casa Bianca.