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Nuova ondata di attacchi americani contro l’Iran, missili a Bandar Abbas e l’isola di Qeshm. Houthi minacciano raid in Arabia Saudita

Continuano i raid incrociati tra Washington e la Repubblica Islamica. Intanto i media riferiscono che il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è praticamente azzerato
Nuova ondata di attacchi americani contro l’Iran, missili a Bandar Abbas e l’isola di Qeshm. Houthi minacciano raid in Arabia Saudita
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Media iraniani: “Attacchi Usa ed esplosioni a Bushehr, Bandar Abbas e Ahvaz”

I media statali iraniani hanno segnalato esplosioni e attacchi statunitensi in diverse località del sud del Paese. La televisione di Stato ha riportato due esplosioni nella città di Bushehr, sede dell’unica centrale nucleare civile iraniana, in una “continuazione dell’aggressione nemica americana”, nonché una serie di esplosioni non attribuite nella città costiera di Bandar Abbas. L’agenzia di stampa ufficiale Irna ha inoltre segnalato “attacchi nemici americani nelle aree intorno ad Ahvaz“.

  • 09:12

    Media: “Traffico a Hormuz quasi a zero”

    Il traffico nello Stretto di Hormuz si è ridotto drasticamente. Lo scrive Lloyd’s List, pubblicazione specializzata nell’analisi e nel monitoraggio dell’industria del trasporto marittimo, secondo cui “il traffico marittimo non iraniano è praticamente scomparso” nello Stretto di Hormuz a seguito della ripresa degli scontri tra Stati Uniti e Iran. Secondo quanto riportato, i proprietari delle navi che tentano ancora di attraversare la via navigabile contesa hanno fatto ricorso alla navigazione “al buio”, ovvero senza transponder che comunichino la loro posizione. Lloyd’s List ha inoltre riferito che il rinnovato blocco statunitense sui porti iraniani sta “intensificando i piani, sostenuti dagli Stati Uniti, per rilanciare l’oleodotto Iraq-Siria Kirkuk-Baniyas”.

  • 09:12

    Iran: “Attaccate basi Usa in Kuwait e Bahrein”

    L’esercito iraniano ha dichiarato di aver effettuato attacchi con droni contro basi e installazioni statunitensi in Kuwait e Bahrain, secondo quanto riportato dalla televisione di stato, in seguito agli attacchi statunitensi contro la Repubblica islamica. L’esercito iraniano ha affermato di aver preso di mira “sistemi radar, un sistema di difesa aerea Patriot e depositi di carburante presso la base aerea di Ali Al Salem” in Kuwait e installazioni militari statunitensi presso la base aerea di Sheikh Isa in Bahrain, secondo quanto riportato dall’agenzia Irib.

  • 09:11

    Giordania: “Intercettati otto missili iraniani”

    L’esercito giordano ha annunciato di aver intercettato otto missili iraniani diretti verso il proprio territorio, che non hanno causato né vittime né danni. Poco prima le forze armate iraniane avevano dichiarato di aver preso di mira alcune installazioni militari statunitensi in Giordania, dopo che gli Stati Uniti hanno sferrato nuovi attacchi in Iran.

  • 09:11

    L’Iran ha attaccato installazioni militari Usa in Giordania

    L’esercito iraniano ha annunciato di aver attaccato alcune installazioni militari statunitensi in Giordania utilizzando dei droni. E’ quanto riporta la televisione di Stato iraniana, dopo che gli Stati Uniti hanno sferrato nuovi attacchi in Iran. Le forze armate iraniane hanno colpito un radar e sistemi di comunicazione e impianti di stoccaggio di carburante dell’esercito americano presso la base aerea di Al-Azraq in Giordania, utilizzando droni d’attacco”.

  • 09:09

    Usa: “Colpiti centri di comando iraniani”

    “Le forze statunitensi hanno colpito centri di comando iraniani, siti di difesa aerea, sistemi missilistici e di droni, nonché strutture di sorveglianza costiera, al fine di ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare i marittimi innocenti che prestano servizio a bordo di navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz”. Lo scrive su X il Comando centrale delle forze armate statunitensi, aggiungendo di aver utilizzato munizioni di precisione per colpire obiettivi in diverse località, tra cui Bandar Abbas. Gli attacchi si sono conclusi alle 21 (ora degli Stati Uniti).

  • 09:08

    Esplosioni a Teheran, attivata la difesa aerea

    Pochi minuti fa a Teheran si sono uditi rumori di esplosioni e il sistema di difesa aerea è stato attivato. Sembra che le esplosioni abbiano avuto luogo a Pakdasht. L’agenzia di stampa Tasnim ha affermato che le esplosioni erano collegate a Parchin e Pakdasht e che sono state udite anche a ovest e a est della capitale. Nel frattempo, l’agenzia Fars ha riferito che il rumore era dovuto all’attivazione del sistema di difesa aerea contro alcuni proiettili a Pakdasht.

  • 09:07

    Missili Usa colpiscono vicino a un ospedale ad Ahvaz

    Un attacco missilistico statunitense ha colpito alcune zone vicino a un ospedale specializzato nella cura dei malati di cancro, nella città iraniana di Ahvaz. Lo ha riferito – come riporta il The Guardian – un funzionario del ministero della salute iraniano, Hossein Kermanpour, che ha scritto su X che alcuni pazienti e i loro accompagnatori sono fuggiti dall’ospedale di Boghayi e che “ora sono rimasti solo i pazienti più gravi”.

  • 09:07

    Il Kuwait ha fatto sapere di aver intercettato altri droni iraniani

    Il Kuwait ha dichiarato giovedì di aver intercettato droni iraniani, mentre in Bahrein risuonavano le sirene antiaeree, dopo un’altra notte di attacchi americani sul territorio iraniano. In una dichiarazione rilasciata su X l’esercito kuwaitiano ha affermato di essere impegnato in “attacchi ostili con droni a seguito della nefasta aggressione iraniana”. Il ministero dell’Interno del Bahrain ha esortato cittadini e residenti a “mantenere la calma e a recarsi nel luogo sicuro più vicino”.

  • 08:50

    Trump: “L’Iran ha rilasciato una donna detenuta dal 2024”

    “L’Iran ha permesso a una cittadina americana, detenuta ingiustamente nel dicembre 2024 sotto la ‘presidenzà di Sleepy Joe Biden, di lasciare il Paese”. Lo annuncia Donald Trump su Truth. “Ora si trova al sicuro fuori dall’Iran e in buone condizioni. Gli Stati Uniti apprezzano questo gesto di buona volontà da parte dell’Iran”, ha aggiunto il presidente.