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Iran, Mojtaba Khamenei minaccia: “La vendetta per la morte di mio padre ci sarà, è richiesta dal nostro popolo”. Nuovo round di negoziati in Oman

Trump sui social: “Mille missili pronti a colpire l’Iran se sarò ucciso". Araghchi è in Oman per i colloqui. Cbs: "In arrivo delegazione Usa guidata da Vance"
Iran, Mojtaba Khamenei minaccia: “La vendetta per la morte di mio padre ci sarà, è richiesta dal nostro popolo”. Nuovo round di negoziati in Oman
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  • 13:01

    Khamenei: “La vendetta per la morte di mio padre ci sarà, la vuole il nostro popolo”

    La Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, dichiara in un messaggio scritto che la vendetta per il suo predecessore e padre assassinato è una richiesta della nazione e “deve certamente” avere luogo. “La vendetta è la volontà del nostro popolo e sarà certamente attuata“. “Questi criminali, dei quali esiste un elenco completo, dal primo all’ultimo, porteranno nella tomba il desiderio di una morte tranquilla nel proprio letto”, afferma Khamenei. “Devono sapere che tutto questo non dipende dalla mia presenza o da quella di altri responsabili”, aggiunge la Guida suprema. “Gli assassini della Guida defunta devono sapere che renderanno conto per i loro crimini”, ha concluso. Anche in questo caso si è trattato di un messaggio scritto: il primo, letto dalla tv di Stato iraniana, risale al 12 marzo. Mojtaba Khamenei, 56 anni, sarebbe rimasto ferito nei primi bombardamenti contro la Repubblica islamica. Le sue condizioni restano da allora avvolte nel mistero. Non si è mai fatto vedere in pubblico – né in video – da quando ha preso il posto del padre.

  • 12:13

    Iran: “Atteso messaggio di Mojtaba Khamenei”

    È atteso a breve un nuovo messaggio della Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim, parlando di un messaggio che sarà incentrato sull’addio ad Ali Khamenei, Guida Suprema, ucciso a fine febbraio nel primo giorno di raid di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Fino a giovedì scorso, per sei giorni, una marea umana in Iran ha assistito alle cerimonie per l’ultimo saluto ad Ali Khamenei. Di Mojtaba Khamenei, suo secondogenito, nessuna notizia ufficiale. Non si è mai fatto vedere in pubblico – né in video – da quando ha preso il posto del padre. Da quando è la Guida Suprema dell’Iran – scelto dall’Assemblea degli esperti lo scorso 8 marzo, nove giorni dopo l’uccisione di Ali Khamenei – sono arrivati solo messaggi a nome di Mojtaba Khamenei, mai audio. Il primo messaggio, letto dalla tv di Stato iraniana, risale al 12 marzo. Mojtaba Khamenei, 56 anni, sarebbe rimasto ferito nei primi bombardamenti contro la Repubblica islamica. Le sue condizioni restano da allora avvolte nel mistero.

  • 12:07

    Cbs: “La delegazione Usa in Oman guidata da Vance per i negoziati”

    “Le delegazioni statunitense e iraniana si sono recate in Oman oggi per continuare i negoziati tramite mediatori, nonostante il drammatico scambio di colpi che ha fatto fallire la tregua”. Lo scrive Cbs News citando funzionari, sottolineando che “il team negoziale del presidente Trump, guidato dal vicepresidente JD Vance, Jared Kushner, dal segretario di Stato Marco Rubio e dall’inviato Steve Witkoff, dovrebbe proseguire i colloqui in Oman sabato” con l’Iran. Secondo Cbs, il team americano sarà ai colloqui su istruzione di Trump. Oggi è arrivato in Oman il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

  • 10:32

    Iran: “Esplosione nell’Est di Teheran per smaltimento controllato di munizioni”

    Un’esplosione udita nella parte orientale della provincia di Teheran è stata causata dallo smaltimento controllato di munizioni nella guerra. Lo affermano i media statali iraniani che citano i Pasdaran. In precedenza, i media statali iraniani avevano riferito di un’esplosione udita nella parte orientale della provincia di Teheran, con residenti di Pakdasht e Qiyamdasht che avevano segnalato l’esplosione.

  • 10:31

    Media: “Europa sta valutando proposte per consentire pedaggi a Hormuz”

    L’Europa sta valutando proposte che potrebbero consentire l’applicazione di pedaggi per la navigazione nello Stretto di b, a condizione che tali pedaggi non siano obbligatori e abbiano il sostegno dell’agenzia delle Nazioni Unite che regola il trasporto marittimo. Lo riporta il Guardian. Il vice primo ministro britannico, David Lammy, ha affermato che l’imposizione di pedaggi obbligatori sarebbe disastrosa. Tuttavia, alcuni suoi colleghi di governo hanno riconosciuto che i sistemi di pagamento per specifici servizi di navigazione sono ammissibili in molte vie navigabili naturali, tra cui lo Stretto di Malacca e il Canale della Manica. Questo avviene mentre i funzionari statunitensi hanno chiesto all’Iran di rilasciare una dichiarazione pubblica in cui si afferma che lo Stretto di Hormuz è aperto e che le navi che utilizzano questo vitale corridoio non saranno più attaccate. L’Oman, in collaborazione con avvocati britannici, ha già elaborato una proposta per lo stretto che adatta i principi dello stretto di Malacca. Muscat si è ora offerta di inviare i propri esperti legali a Teheran per illustrare il piano in dettaglio. L’Oman controlla la maggior parte delle acque navigabili dello stretto e si oppone all’introduzione di un pedaggio obbligatorio. 

  • 10:30

    Trump: “Mille missili pronti a colpire l’Iran se sarò ucciso”

    Mille missili sono pronti al lancio e puntati contro la Repubblica Islamica dell’Iran, con migliaia di altri pronti a seguire immediatamente, qualora il governo iraniano agisse in base alla sua minaccia, pronunciata in molti angoli del globo, di assassinare, o tentare di assassinare, l’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, in questo caso, me!”. Lo scrive su Truth il presidente Usa, Donald Trump. “Gli ordini sono già stati impartiti e l’esercito statunitense è pronto, disposto e in grado, per un periodo di un anno soggetto a proroga, di decimare e distruggere completamente tutte le aree dell’Iran – LODATO SIA ALLAH!” conclude il post.

  • 10:29

    Il ministro iraniano Araghchi arrivato in Oman per i colloqui

    Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato a Muscat, in Oman, per gli annunciati colloqui con interlocutori omaniti sugli sviluppi nella regione e in particolare sulla situazione nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono i media iraniani. La missione rientra nelle “consultazioni bilaterali” tra Iran e Oman, ha fatto sapere il ministero degli Esteri di Teheran. Con l’omologo omanita, ha precisato la diplomazia iraniana, Araghchi avrà “colloqui approfonditi volti a istituire i meccanismi operativi necessari per garantire il transito sicuro nello Stretto di Hormuz“. Funzionari Usa di alto grado, hanno riferito i media americani, hanno fatto sapere che gli Stati Uniti si aspettano dall’Iran una dichiarazione pubblica che chiarisca che lo Stretto di Hormuz è aperto con un impegno a non prendere di mira le navi mercantili in transito.

  • 10:28

    Crosetto: “Teheran non rispetta patti, ma parte regime vuole chiudere guerra”

    “È una riedizione di quel che abbiamo visto nei mesi scorsi, con Hormuz bloccato dalla inaccettabile e folle strategia iraniana. Il regime di Teheran prima prende impegni e poi li disattende, bombardando le navi. Nel divenire della guerra, gli iraniani hanno scoperto che la chiusura di Hormuz è la più forte delle armi, perché consente loro di danneggiare tutto il mondo. Una nuova strategia”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto al Corriere della Sera relativamente al fallimento della tregua in Iran. Escluso, dal ministro, un ‘rinvigorimento’ dell’Iran da parte degli Usa: “Trump ha decapitato il regime iraniano, ma eliminando la parte religiosa sono rimasti i pasdaran, i militari più violenti ed estremisti. L’Iran, oggi – spiega – è diviso in due: c’è la parte militare, che vuole chiudere la guerra e trattare anche rinunciando a qualcosa, e c’è la parte più integralista, che è disposta a sacrificare il Paese anche per i futuri decenni. L’interesse prevalente di entrambe le parti è che – il conflitto – finisca prima possibile”.

  • 10:18

    Teheran: “Forza armate monitorano movimenti del nemico”

    Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che le forze armate iraniane monitorano costantemente ogni movimento del nemico. “I valorosi difensori della nobile patria, nelle forze armate, tengono sotto sorveglianza i movimenti del nemico lungo le coste, le isole, i confini e altri punti sensibili del Paese, con occhi vigili e attenti”, ha sottolineato in un post su X, aggiungendo che le forze armate “salvano la sicurezza e la tranquillità dell’Iran” attraverso le loro azioni. Baghaei ieri sera ha dichiarato alla televisione di Stato che “violare gli impegni presi è un’abitudine degli Stati Uniti”: “Gli americani hanno violato il Memorandum d’intesa con il loro recente attacco contro il territorio iraniano e con l’annuncio della revoca della deroga per la vendita di petrolio all’Iran”, ha aggiunto.

  • 10:16

    Fonti Usa: “Iran riconosce errore di aver colpito le navi a Hormuz”

    L’Iran avrebbe ammesso che è stato “un gruppo di estremisti fuori controllo” a tentare di minare i negoziati di pace e la tregua colpendo le navi mercantili nello Stretto di Hormuz e provocando la reazione americana, secondo quanto affermato alcuni funzionari statunitensi alla Cbs News. “Loro (gli iraniani) sono tornati al tavolo delle trattative e hanno detto: ‘Abbiamo sbagliato. Abbiamo commesso un errore. Continuiamo a parlare'”. Gli Stati Uniti vogliono che l’Iran dichiari pubblicamente che lo Stretto di Hormuz è aperto e si impegni a cessare di sparare contro le navi mercantili. I funzionari americani interpellati da Cbs News precisano che la ‘confessione’ è stata fatta “in privato” da dirigenti iraniani ai “consiglieri di Trump”. “Se poi questa non è la posizione ufficiale di Teheran”, ha aggiunto un funzionario americano, questa non è la loro posizione, ha detto il funzionario, “per loro non sarà una bella giornata”. “Siamo decisamente in una fase di attesa e osservazione“, ha affermato un altro funzionario. Ma anche se gli iraniani avrebbero dichiarato agli emissari di Trump che gli attacchi alle navi sono stati orchestrati da un’entità deviata all’interno del loro sistema, intenzionata a minare l’accordo, l’amministrazione Trump – ritengono i funzionari sentiti da Cbs News, sostiene che le navi siano state prese di mira per un altro motivo: gli Stati Uniti credono che la rotta meridionale dello Stretto di Hormuz, quella lungo la costa dell’Oman, sarebbe rimasta aperta in base al memorandum. Ma l’Iran è stato colto di sorpresa dalla rapidità con cui si muoveva il traffico – e dalla quantità di petrolio e gas che transitava attraverso la rotta meridionale – ed è per questo che avrebbero fatto marcia indietro.

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