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Iran, su un quotidiano di Teheran le foto dei leader Ue con la tuta arancione da detenuti: c’è anche Meloni. Il figlio di Khamenei: “Vendetta per l’uccisione di mio padre”

La presidente del Consiglio figura nell'elenco "di chi dovrà attendere la vendetta iraniana" per la morte di Khamenei. Intanto il Paese dichiara: "Se Usa attaccano ancora, noi non vincolati da accordo". Nuovi negoziati in Oman
Iran, su un quotidiano di Teheran le foto dei leader Ue con la tuta arancione da detenuti: c’è anche Meloni. Il figlio di Khamenei: “Vendetta per l’uccisione di mio padre”
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Meloni nella lista nera di un quotidiano iraniano per la morte di Khamenei

Hamshahri, un quotidiano di proprietà del Comune di Teheran, ha pubblicato un’immagine che ritrae il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu in un mirino, accompagnata dalla didascalia: “La vendetta è certa”. L’immagine mostra anche la premier Giorgia Meloni, Pete Hegseth, Marco Rubio, Brad Cooper, Mike Huckabee, Israel Katz, Eyal Zamir, Gideon Sàar, Friedrich Merz, Emmanuel Macron e Keir Starmer in uniforme carceraria. A corredo dell’immagine, il quotidiano richiama le parole pronunciate oggi dal leader iraniano Mojtaba Khamenei sul fatto che vendicare suo padre, il defunto Ali Khamenei, sia il “volere della nazione”. “I criminali si porteranno nella tomba il desiderio di una morte tranquilla”, recita il sottotitolo. Nella lista nera dei presunti responsabili della morte di Khamenei non ci sono invece il vicepresidente  Usa JD Vance né gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, con i quali Teheran ha negoziato il memorandum of understanding per la tregua e lavora all’accordo finale. 

  • 10:32

    Iran: “Esplosione nell’Est di Teheran per smaltimento controllato di munizioni”

    Un’esplosione udita nella parte orientale della provincia di Teheran è stata causata dallo smaltimento controllato di munizioni nella guerra. Lo affermano i media statali iraniani che citano i Pasdaran. In precedenza, i media statali iraniani avevano riferito di un’esplosione udita nella parte orientale della provincia di Teheran, con residenti di Pakdasht e Qiyamdasht che avevano segnalato l’esplosione.

  • 10:31

    Media: “Europa sta valutando proposte per consentire pedaggi a Hormuz”

    L’Europa sta valutando proposte che potrebbero consentire l’applicazione di pedaggi per la navigazione nello Stretto di b, a condizione che tali pedaggi non siano obbligatori e abbiano il sostegno dell’agenzia delle Nazioni Unite che regola il trasporto marittimo. Lo riporta il Guardian. Il vice primo ministro britannico, David Lammy, ha affermato che l’imposizione di pedaggi obbligatori sarebbe disastrosa. Tuttavia, alcuni suoi colleghi di governo hanno riconosciuto che i sistemi di pagamento per specifici servizi di navigazione sono ammissibili in molte vie navigabili naturali, tra cui lo Stretto di Malacca e il Canale della Manica. Questo avviene mentre i funzionari statunitensi hanno chiesto all’Iran di rilasciare una dichiarazione pubblica in cui si afferma che lo Stretto di Hormuz è aperto e che le navi che utilizzano questo vitale corridoio non saranno più attaccate. L’Oman, in collaborazione con avvocati britannici, ha già elaborato una proposta per lo stretto che adatta i principi dello stretto di Malacca. Muscat si è ora offerta di inviare i propri esperti legali a Teheran per illustrare il piano in dettaglio. L’Oman controlla la maggior parte delle acque navigabili dello stretto e si oppone all’introduzione di un pedaggio obbligatorio. 

  • 10:30

    Trump: “Mille missili pronti a colpire l’Iran se sarò ucciso”

    Mille missili sono pronti al lancio e puntati contro la Repubblica Islamica dell’Iran, con migliaia di altri pronti a seguire immediatamente, qualora il governo iraniano agisse in base alla sua minaccia, pronunciata in molti angoli del globo, di assassinare, o tentare di assassinare, l’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, in questo caso, me!”. Lo scrive su Truth il presidente Usa, Donald Trump. “Gli ordini sono già stati impartiti e l’esercito statunitense è pronto, disposto e in grado, per un periodo di un anno soggetto a proroga, di decimare e distruggere completamente tutte le aree dell’Iran – LODATO SIA ALLAH!” conclude il post.

  • 10:29

    Il ministro iraniano Araghchi arrivato in Oman per i colloqui

    Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato a Muscat, in Oman, per gli annunciati colloqui con interlocutori omaniti sugli sviluppi nella regione e in particolare sulla situazione nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono i media iraniani. La missione rientra nelle “consultazioni bilaterali” tra Iran e Oman, ha fatto sapere il ministero degli Esteri di Teheran. Con l’omologo omanita, ha precisato la diplomazia iraniana, Araghchi avrà “colloqui approfonditi volti a istituire i meccanismi operativi necessari per garantire il transito sicuro nello Stretto di Hormuz“. Funzionari Usa di alto grado, hanno riferito i media americani, hanno fatto sapere che gli Stati Uniti si aspettano dall’Iran una dichiarazione pubblica che chiarisca che lo Stretto di Hormuz è aperto con un impegno a non prendere di mira le navi mercantili in transito.

  • 10:28

    Crosetto: “Teheran non rispetta patti, ma parte regime vuole chiudere guerra”

    “È una riedizione di quel che abbiamo visto nei mesi scorsi, con Hormuz bloccato dalla inaccettabile e folle strategia iraniana. Il regime di Teheran prima prende impegni e poi li disattende, bombardando le navi. Nel divenire della guerra, gli iraniani hanno scoperto che la chiusura di Hormuz è la più forte delle armi, perché consente loro di danneggiare tutto il mondo. Una nuova strategia”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto al Corriere della Sera relativamente al fallimento della tregua in Iran. Escluso, dal ministro, un ‘rinvigorimento’ dell’Iran da parte degli Usa: “Trump ha decapitato il regime iraniano, ma eliminando la parte religiosa sono rimasti i pasdaran, i militari più violenti ed estremisti. L’Iran, oggi – spiega – è diviso in due: c’è la parte militare, che vuole chiudere la guerra e trattare anche rinunciando a qualcosa, e c’è la parte più integralista, che è disposta a sacrificare il Paese anche per i futuri decenni. L’interesse prevalente di entrambe le parti è che – il conflitto – finisca prima possibile”.

  • 10:18

    Teheran: “Forza armate monitorano movimenti del nemico”

    Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che le forze armate iraniane monitorano costantemente ogni movimento del nemico. “I valorosi difensori della nobile patria, nelle forze armate, tengono sotto sorveglianza i movimenti del nemico lungo le coste, le isole, i confini e altri punti sensibili del Paese, con occhi vigili e attenti”, ha sottolineato in un post su X, aggiungendo che le forze armate “salvano la sicurezza e la tranquillità dell’Iran” attraverso le loro azioni. Baghaei ieri sera ha dichiarato alla televisione di Stato che “violare gli impegni presi è un’abitudine degli Stati Uniti”: “Gli americani hanno violato il Memorandum d’intesa con il loro recente attacco contro il territorio iraniano e con l’annuncio della revoca della deroga per la vendita di petrolio all’Iran”, ha aggiunto.

  • 10:16

    Fonti Usa: “Iran riconosce errore di aver colpito le navi a Hormuz”

    L’Iran avrebbe ammesso che è stato “un gruppo di estremisti fuori controllo” a tentare di minare i negoziati di pace e la tregua colpendo le navi mercantili nello Stretto di Hormuz e provocando la reazione americana, secondo quanto affermato alcuni funzionari statunitensi alla Cbs News. “Loro (gli iraniani) sono tornati al tavolo delle trattative e hanno detto: ‘Abbiamo sbagliato. Abbiamo commesso un errore. Continuiamo a parlare'”. Gli Stati Uniti vogliono che l’Iran dichiari pubblicamente che lo Stretto di Hormuz è aperto e si impegni a cessare di sparare contro le navi mercantili. I funzionari americani interpellati da Cbs News precisano che la ‘confessione’ è stata fatta “in privato” da dirigenti iraniani ai “consiglieri di Trump”. “Se poi questa non è la posizione ufficiale di Teheran”, ha aggiunto un funzionario americano, questa non è la loro posizione, ha detto il funzionario, “per loro non sarà una bella giornata”. “Siamo decisamente in una fase di attesa e osservazione“, ha affermato un altro funzionario. Ma anche se gli iraniani avrebbero dichiarato agli emissari di Trump che gli attacchi alle navi sono stati orchestrati da un’entità deviata all’interno del loro sistema, intenzionata a minare l’accordo, l’amministrazione Trump – ritengono i funzionari sentiti da Cbs News, sostiene che le navi siano state prese di mira per un altro motivo: gli Stati Uniti credono che la rotta meridionale dello Stretto di Hormuz, quella lungo la costa dell’Oman, sarebbe rimasta aperta in base al memorandum. Ma l’Iran è stato colto di sorpresa dalla rapidità con cui si muoveva il traffico – e dalla quantità di petrolio e gas che transitava attraverso la rotta meridionale – ed è per questo che avrebbero fatto marcia indietro.

  • 10:13

    Iran: “Su cessate il fuoco abbiamo mantenuto parola data”

    Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato sabato che Teheran ha “mantenuto la parola data” sul cessate il fuoco con gli Stati Uniti, dopo che Donald Trump ha insistito sul fatto che la tregua fosse finita, ma che avesse acconsentito a ulteriori negoziati con la Repubblica islamica.
    “Finora l’Iran ha mantenuto la parola data, a differenza del ‘cosiddetto’ Segretario del Tesoro statunitense che sta violando il paragrafo 9 del Memorandum d’intesa”, ha scritto Araghchi su X, riferendosi a una parte del memorandum d’intesa relativa al mancato dispiegamento di ulteriori forze statunitensi nella regione. Nel su post su X, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha aggiunto che “non può esserci rispetto se non è reciproco“. Gli scontri tra Iran e Stati Uniti sono ripresi martedì scorso e sono stati i più significativi dalla firma, il 17 giugno, di un accordo volto a trovare una soluzione definitiva alla guerra iniziata il 28 febbraio con l’attacco israelo-americano all’Iran. Donald Trump ha ribadito ieri che il cessate il fuoco era “finito“, pur accettando di proseguire i colloqui con Teheran. “La Repubblica islamica dell’Iran ci ha chiesto di continuare le ‘discussioni'”. Teheran “non ha avanzato alcuna richiesta di questo tipo“, si è affrettato a precisare il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, annunciando al contempo che Araghchi si sarebbe recato in Oman per discutere dello Stretto di Hormuz. Teheran consente un solo corridoio di navigazione, lungo la sua costa, ed esclude qualsiasi ritorno alla situazione prebellica, quando il passaggio in questo stretto, attraverso il quale transitava normalmente un quinto del commercio mondiale di idrocarburi, era libero. Gli Stati Uniti hanno colpito l’Iran per due notti consecutive dopo aver accusato Teheran di attacchi a tre navi mercantili nello stretto. Per rappresaglia, l’Iran ha fatto fuoco contro i paesi del Golfo: il Kuwait, il Bahrein e il Qatar.

  • 10:11

    Wsj: “Usa pessimisti su accordo sul nucleare”

    L’amministrazione Trump ritiene che un accordo sul nucleare con l’Iran sia sempre più improbabile. Lo riporta il Wall Street Journal citando un funzionario dell’amministrazione, secondo il quale l’Iran dovrebbe rilasciare nelle prossime ore una dichiarazione pubblica per dire che lo Stretto di Hormuz è aperto e per impegnarsi a non sparare alle navi. Se non ci sarà una dichiarazione in questo potrebbero essere gravi conseguenze, ha aggiunto il funzionario dell’amministrazione. L’analisi sembra lasciar intravedere un possibile cambio di strategia per l’Iran.

  • 10:10

    Gli Usa all’Iran: “Chiarisca subito che Hormuz è aperto”

    Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Iran, sia direttamente sia tramite mediatori regionali, di pubblicare entro sabato una dichiarazione pubblica che chiarisca che lo Stretto di Hormuz è aperto e un impegno a non sparare verso le navi commerciali che transitano nella zona. È quanto scrive Axios citando tre alti funzionari americani durante un briefing con i giornalisti. L’amministrazione Usa sostiene che l’Iran ha violato il memorandum d’intesa firmato con gli Stati Uniti tre settimane fa sparando ripetutamente contro navi commerciali dentro e intorno allo Stretto di Hormuz. I funzionari statunitensi sostengono che il mancato rispetto da parte dell’Iran di un impegno così diretto solleva seri dubbi sulla sua volontà e capacità di attuare un accordo nucleare molto più complesso. I funzionari statunitensi si aspettano che l’Iran rilasci una dichiarazione dopo l’incontro in Oman. “Vogliamo che dicano pubblicamente che smetteranno di sparare alle navi e che esplicitamente, o almeno implicitamente, riconoscano di aver sbagliato. Ci stiamo lavorando ora,” ha detto un funzionario statunitense. “Ci aspettiamo che gli iraniani dicano che ogni passaggio dello stretto sarà aperto e che sarà senza pedaggi”. Un secondo funzionario statunitense ha detto che ci saranno conseguenze severe se l’Iran si rifiuta. “Se non sarà la loro posizione domani non sarà una grande giornata per loro”, ha detto il funzionario.

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