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Iran-Usa, Trump: “Incontri positivi, la denuclearizzazione procede”. Media: “Raggiunto accordo per sbloccare 3 miliardi di dollari di Teheran congelati”

Le parti si sono incontrate separatamente oggi a Doha per far progredire i negoziati sul memorandum d’intesa. Wall Street Journal: "Profonda frattura nei rapporti tra Washington e Riad per una disputa sullo Stretto di Hormuz"
Iran-Usa, Trump: “Incontri positivi, la denuclearizzazione procede”. Media: “Raggiunto accordo per sbloccare 3 miliardi di dollari di Teheran congelati”
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Trump: “La denuclearizzazione dell’Iran sta procedendo”

“La denuclearizzazione dell’Iran sta procedendo”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti prima di partire per il North Dakota. Il presidente ha anche sottolineato che il prezzo del petrolio è più basso oggi di quando “ho attaccato l’Iran per non fargli avere l’arma nucleare”. 

  • 14:48

    Trump: “Incontri molto positivi, vedremo”

    “La de-nuclearizzazione dell’Iran sta procedendo bene. Ci sono stati incontri molto positivi e vedremo”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti prima della partenza per il North Dakota. “Li abbiamo colpiti molto duramente per tre notti – ha aggiunto – ma ora siamo in ottimi rapporti”.

  • 14:38

    Iran: “Trump tenga buoni i suoi cagnolini a Tel Aviv o la risposta sarà potente”

    “I termini del Memorandum d’intesa di Islamabad sono assolutamente chiari e pubblici. Il presidente degli Stati Uniti si è impegnato a tenere sotto controllo i suoi cagnolinì a Tel Aviv. Se questi dovessero ignorare le indicazioni di Washington, l’Iran saprà come farli tornare sui loro passi”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando una dichiarazione del ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha definito un “condannato a morte” l’attuale Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei. “Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo e la nostra leadership riceverà una risposta immediata e potente“, ha aggiunto Araghch

  • 14:35

    Media: “Accordo preliminare per sbloccare tre miliardi di fondi iraniani congelati”

    Gli Stati Uniti, l’Iran e i mediatori avrebbero raggiunto un accordo preliminare per lo sblocco di 3 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, nell’ambito di colloqui tecnici a Doha. Lo riporta il quotidiano egiziano Al-Hadath. Le parti si sono incontrate separatamente oggi a Doha per far progredire i negoziati sul memorandum d’intesa. Teheran aveva subordinato qualsiasi progresso nei negoziati tecnici al ricevimento dei 3 miliardi di dollari. Le discussioni, che secondo il quotidiano saudita Al-Arabiya si stanno svolgendo tra rappresentanti americani e qatarioti, e tra rappresentanti iraniani e pakistani, si concentrano su una nuova proposta omanita riguardante lo Stretto di Hormuz. Al termine dei colloqui, le delegazioni faranno ritorno nelle rispettive capitali per ulteriori discussioni interne sulla proposta.

  • 14:29

    Cnn: “A Doha in corso colloqui tecnici indiretti Usa-Iran”

    Funzionari statunitensi e iraniani stanno conducendo a Doha colloqui indiretti a livello tecnico, con la mediazione di Qatar e Pakistan. Lo ha riferito alla Cnn una fonte diplomatica informata sui negoziati. Secondo la stessa fonte, l’inviato speciale degli Stati Uniti, Steve Witkoff, e il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, pur non partecipando direttamente ai colloqui, hanno incontrato ieri a Doha il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, per preparare il terreno ai negoziati indiretti di oggi.

  • 14:24

    Media: “Scontro diplomatico Usa-Arabia Saudita su Hormuz”

    L’operazione ‘Project Freedom‘ lanciata da Donald Trump per la riapertura dello Stretto di Hormuz avrebbe causato uno scontro diplomatico fra Usa e Arabia Saudita. Lo scrive il Wall Street Journal. A scatenare la tensione – viene spiegato – sarebbe stato il no di Riad all’utilizzo delle basi e dello spazio aereo, considerati cruciali dagli americani, che – di fatto – avrebbe costretto gli Usa ad annullare l’operazione stessa. La Casa Biana in risposta avrebbe minacciato di bloccare la consegna dei missili intercettori di cui l’Arabia Saudita ha bisogno per abbattere missili e droni iraniani, se il regno non avesse cambiato idea, secondo quanto riferito da funzionari statunitensi e arabi a conoscenza delle discussioni. Riad alla fine fece marcia indietro ma i funzionari statunitensi affermarono all’epoca che il danno non sarebbe stato facile da riparare. Secondo fonti citate dal Wsj ora gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di ridurre la propria presenza militare nel Regno in quella che potrebbe essere la più grande frattura degli ultimi anni in un rapporto che per decenni ha costituito la base degli accordi di sicurezza nel Golfo. Il Wsj mette in luce come nel corso della sua visita nel Golfo della scorsa settimana il Segretario di Stato americano Marco Rubio abbia visitato gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e il Bahrein, tre dei paesi più colpiti dall’Iran durante la guerra, ma non l’Arabia Saudita. Secondo fonti vicine a Riad i funzionari sauditi avrebbero interpretato la decisione di Rubio di non visitare Riad come un affronto. Funzionari dell’amministrazione Trump hanno negato che questa fosse l’intenzione e hanno affermato che Rubio ha avuto conversazioni positive con il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan a margine di una riunione del Consiglio di Cooperazione del Golfo in Bahrein.

  • 14:20

    Media: “Per Trump non è un problema se i negoziati con l’Iran andranno oltre la scadenza”

    Donald Trump ha valutato l’ipotesi di tornare a una guerra su vasta scala contro l’Iran, discutendo nei giorni scorsi con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il Capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, la possibilità di ulteriori attacchi. Tuttavia, secondo funzionari Usa a conoscenza dei colloqui, il tycoon ha deciso per il momento di proseguire con la via diplomatica, ha riferito il Wall Street Journal. Secondo quanto riferito, Trump ha detto ai suoi collaboratori di non ritenere un problema se i negoziati con Teheran dovessero protrarsi oltre la scadenza del 18 agosto fissata per l’accordo sul nucleare.

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