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Iran-Usa, Trump: “Incontri positivi, la denuclearizzazione procede”. Media: “Raggiunto accordo per sbloccare 3 miliardi di dollari di Teheran congelati”

Le parti si sono incontrate separatamente oggi a Doha per far progredire i negoziati sul memorandum d’intesa. Wall Street Journal: "Profonda frattura nei rapporti tra Washington e Riad per una disputa sullo Stretto di Hormuz"
Iran-Usa, Trump: “Incontri positivi, la denuclearizzazione procede”. Media: “Raggiunto accordo per sbloccare 3 miliardi di dollari di Teheran congelati”
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In Evidenza

Trump: “La denuclearizzazione dell’Iran sta procedendo”

“La denuclearizzazione dell’Iran sta procedendo”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti prima di partire per il North Dakota. Il presidente ha anche sottolineato che il prezzo del petrolio è più basso oggi di quando “ho attaccato l’Iran per non fargli avere l’arma nucleare”. 

  • 20:17

    Axios: “Intesa a Doha per allentare tensione a Hormuz”

    I negoziatori statunitensi e iraniani a Doha hanno “concordato di mantenere la calma per la prossima settimana” nello Stretto di Hormuz “in modo da poter lavorare sui progressi relativi a tutti gli aspetti del memorandum d’intesa in un ambiente produttivo, senza missili che volano”. Lo ha dichiarato un funzionario statunitense ad Axios, precisando che i colloqui indiretti nella capitale del Qatar si sono concentrati prevalentemente sulla questione di Hormuz. “Il presidente è stato chiaro: ogni volta che spareranno, noi risponderemo con più colpi – e contro obiettivi che indeboliscono ulteriormente la loro posizione nello stretto”, ha aggiunto il funzionario statunitense.

  • 20:05

    Iran: “Conclusi i colloqui a Doha”

    Il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha annunciato la conclusione dei colloqui a Doha sull’attuazione del memorandum d’intesa tra Teheran e Washington per porre fine alla guerra in Medio Oriente, secondo quanto riferito dai media statali. I partecipanti hanno concordato di “istituire un canale di comunicazione entro domani” per segnalare e registrare le violazioni del memorandum; lo ha dichiarato Gharibabadi, citato dall’agenzia di stampa statale Irna.

  • 19:34

    Media: “Iran chiede priorità ad accedere ai propri beni congelati”

    La delegazione iraniana a Doha per colloqui con i mediatori dei negoziati con gli Usa (Qatar e Pakistan) ha chiesto “l’attuazione di cinque disposizioni del memorandum d’intesa prima di passare ad altre questioni”: è quanto riporta Al Arabiya, citando una “fonte di alto livello” a conoscenza delle conversazioni in corso. L’emittente saudita non ha precisato quali siano i punti in questione, ma aggiunge che Teheran ha indicato come priorità l’applicazione delle disposizioni riguardanti lo sblocco dei beni iraniani congelati. “L’Iran ha chiesto di poter accedere ai propri beni congelati e che tali fondi siano messi a disposizione della banca centrale”, ha affermato la fonte in questione. Al Arabiya aggiunge che i colloqui in Qatar hanno toccato la situazione in Libano e a Hormuz, con Teheran che accusa Israele di “minare” l’attuazione dell’intesa Iran-Usa con il mantenimento del proprio esercito in territorio libanese. Inoltre, l’Iran insiste nel sottolineare come ritenga che lo Stretto di Hormuz sia un’area sotto la sovranità propria e dell’Oman.

  • 19:25

    Vance: “Colloqui a Doha stanno andando bene”

    I colloqui indiretti a Doha tra Stati Uniti e Iran stanno procedendo “bene” e a breve inizieranno le discussioni sul dossier nucleare. Lo ha dichiarato il vice presidente Usa, Jd Vance, in un’intervista alla Cnn. “È ancora presto, ma i colloqui stanno andando bene”, ha affermato Vance, precisando che “proprio ora i negoziatori a livello tecnico sono seduti a parlare con gli iraniani, con i qatarioti e con altri a Doha per discutere di alcuni dettagli”, ha detto il vice presidente, secondo cui gli Stati Uniti sono “preoccupati per la questione nucleare e inizieremo a parlarne”.

  • 17:54

    Nyt: “Frizioni tra Trump e bin Salman su gestione guerra”

    La guerra in Iran ha aperto una crepa nei rapporti tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, mettendo in evidenza divergenze profonde sulla gestione del conflitto e sulla sicurezza del Golfo. Lo conferma il New York Times, secondo cui il rapporto tra Washington e Riad si sarebbe progressivamente complicato nel corso delle operazioni militari contro Teheran. All’inizio della crisi, infatti, l’Arabia Saudita avrebbe sostenuto una linea dura, spingendo per un’azione americana più incisiva contro la Repubblica islamica. Il quadro sarebbe cambiato rapidamente con l’escalation del conflitto e soprattutto dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte iraniana, evento che ha avuto un impatto immediato sui mercati energetici e sulla sicurezza del traffico marittimo globale. Da quel momento, secondo la ricostruzione del quotidiano americano, Riad avrebbe progressivamente abbandonato l’ipotesi di un inasprimento degli attacchi contro l’Iran, orientandosi verso un cessate il fuoco e una de-escalation, nel timore che il conflitto potesse estendersi e colpire direttamente i suoi interessi e la stabilità regionale. Le tensioni tra le due capitali non si sarebbero limitate al livello politico, ma avrebbero coinvolto anche la dimensione militare. Nel pieno della crisi, durante una missione degli Stati Uniti per proteggere le rotte commerciali nello Stretto di Hormuz, funzionari sauditi avrebbero inizialmente negato l’utilizzo del proprio spazio aereo alle forze americane. Una decisione che avrebbe colto di sorpresa il Pentagono e innescato una serie di contatti urgenti tra Washington e Riad, con la Casa Bianca costretta ad attivare un canale diplomatico diretto con Mbs, l’acronimo con cui il principe ereditario è noto in Occidente.

  • 17:36

    Medvedev rappresenterà Russia ai funerali di Khamenei

    Dmitry Medvedev si recherà a Teheran per i funerali della defunta Guida Suprema Ali Khamenei, in qualità di inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin. Lo riporta Tasnim. Le cerimonie pubbliche di commiato per l’ayatollah inizieranno il 4 presso la Grande Moschea Imam Khomeini.

  • 16:32

    Delegazione israeliana in Egitto per colloqui sul piano di Trump per Gaza

    Una delegazione israeliana di alto livello è arrivata al Cairo da Tel Aviv per una breve visita in Egitto, con lo scopo di esaminare la situazione nella Striscia di Gaza alla luce del piano del Presidente Trump. La delegazione, giunta con un aereo privato, incontrerà diversi alti funzionari e personalità. Le discussioni si concentreranno sugli ultimi sviluppi a Gaza, incluso il piano del Presidente Trump.
    Fonti informate all’aeroporto del Cairo hanno indicato che la delegazione, composta da tre alti funzionari, esaminerà gli ultimi sviluppi a Gaza, in particolare l’attuazione della prossima fase del piano del Presidente Trump per la Striscia di Gaza, le attività del Consiglio di Pace e le questioni relative alla governance della Striscia di Gaza. Discuteranno anche della situazione regionale, in Libano e nel Golfo.

  • 16:24

    L’emiro del Qatar Al Thani ha incontrato Witkoff e Kushner

    L’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, ha incontrato i negoziatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo ha reso noto l’ufficio dell’emiro, secondo il quale i tre hanno discusso dello “stato di avanzamento dei negoziati” tra Stati Uniti e Iran, nonché della situazione in Libano e dell’”importanza di consolidare il cessate il fuoco” nel Paese dopo l’accordo quadro raggiunto con Israele a Washington.

  • 16:01

    Stallo nello Stretto di Hormuz, Germania valuta ritiro delle navi tedesche

    Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius valuta di richiamare in patria, probabilmente in estate, le due navi della Bundeswehr che erano state dispiegate a Gibuti, in Africa, in vista di una possibile missione militare nello Stretto di Hormuz. “Non aspetteranno all’infinito“, ha affermato il politico dell’Spd, sottolineando che al momento non è prevedibile che le condizioni per un intervento militare volto a garantire la sicurezza di questa importante rotta commerciale vengano soddisfatte a breve.
    Il governo federale aveva già inviato settimane fa nella regione la nave dragamine “Fulda” e la nave da rifornimento “Mosel”, affinché fossero pronte per un’operazione di sminamento. “Al momento non vedo alcuno scenario, nei prossimi giorni o nelle prossime settimane, in cui la situazione possa sbloccarsi rapidamente e noi potremmo entrare nello Stretto di Hormuz per sminare”, ha affermato Pistorius. Martedì l’Iran avrebbe dato alla Francia un chiaro rifiuto riguardo a una missione di questo tipo. “Pertanto, non è affatto all’orizzonte”

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