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Trump: “Iran ha chiesto un incontro, sarà domani a Doha”. In Oman primo vertice per la gestione di Hormuz

Dopo un fine settimana di alta tensione, Washington e Teheran hanno concordato di sospendere gli attacchi reciproci. A Muscat il primo incontro Oman-Iran per la gestione dello Stretto
Trump: “Iran ha chiesto un incontro, sarà domani a Doha”. In Oman primo vertice per la gestione di Hormuz
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Trump: “Iran ha chiesto un incontro. Si terrà domani a Doha”

“L’Iran ha richiesto un incontro. Si terrà domani a Doha”. Lo ha scritto su Truth Social il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

  • 13:52

    Trump: “Iran ha chiesto un incontro. Si terrà domani a Doha”

    “L’Iran ha richiesto un incontro. Si terrà domani a Doha”. Lo ha scritto su Truth Social il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

  • 12:43

    Iran: “Non sono previsti incontri con gli Usa nei prossimi giorni”

    “Nessuna riunione” è “prevista” in settimana in Qatar tra delegazioni di Iran e Stati Uniti. È quanto afferma Teheran dopo le notizie secondo cui domani o “nei prossimi giorni” potrebbe esserci un incontro a Doha.
    “Non sono previste per questa settimana riunioni a livello tecnico dei gruppi di lavoro”, ha detto il numero due della diplomazia iraniana
    Kazem Gharibabadi, in dichiarazioni diffuse dai media iraniani in cui ha precisato che continuano le consultazioni con il Qatar.

    In precedenza la tv satellitare al-Jazeera aveva dato voce a una fonte secondo cui “le squadre che lavorano a livello tecnico all’attuazione del memorandum d’intesa” tra Usa e Iran “hanno in programma nei prossimi giorni un incontro a Doha“. Ieri Axios ha scritto di un accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran per fermare gli attacchi che nelle scorse ore hanno messo a rischio la tregua, con l’intenzione di un incontro martedì a Doha per parlare dello Stretto di Hormuz.

  • 11:57

    Iran: “Sbloccati 6 miliardi di dollari congelati in Qatar”

    Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che 6 miliardi di dollari congelati in Qatar saranno sbloccati e restituiti a Teheran. “In base ai piani stabiliti, 6 miliardi di dollari dei 12 miliardi di dollari totali di risorse iraniane in Qatar saranno sbloccati e restituiti al Paese, e stiamo seguendo l’iter necessario per la restituzione della parte restante di tali risorse”, ha detto Pezeshkian, come riferisce Isna.

    “Questo accordo è una grande vittoria per il popolo iraniano e, nel suo quadro, sono state revocate le sanzioni sul petrolio e sui prodotti petrolchimici”, ha aggiunto il presidente dell’Iran facendo riferimento al memorandum d’intesa siglato recentemente con gli Usa. “Gli Stati Uniti hanno infine costretto il regime sionista ad accettare l’accordo, sebbene il regime sionista e alcuni movimenti monarchici continuino a opporsi alla sua attuazione”, ha sottolineato Pezeshkian, durante un incontro a Qom con un importante autorità religiosa, l’ayatollah Mousa Shubairi Zanjani

  • 11:56

    Presidente iraniano Pezeshkian: “Non miriamo alla costruzione di armi nucleari”

    “L’Iran non mira alla costruzione di armi nucleari“. Lo ha detto il presidente iraniano Mahsoud Pezeshkian. “Assicuriamo alla comunità internazionale che le attività nucleari dell’Iran si svolgeranno in conformità con le esigenze del Paese e nel quadro delle politiche annunciate dal nostro Paese”, ha sottolineato, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Irna

  • 10:18

    Iran: “A Muscat primo incontro con l’Oman per la gestione di Hormuz”

    L’Iran ha annunciato che si è tenuto il primo incontro con l’Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz, dopo l’intesa trovata con gli Usa. “Durante il viaggio a Muscat, si è tenuto il primo incontro del Comitato congiunto di Hormuz con Abdulaziz Al-Hinai, Ministro di Stato per gli Affari Esteri dell’Oman. Nel corso della discussione sulle questioni attuali relative allo Stretto, abbiamo scambiato opinioni sulla futura gestione dello Stretto nel quadro del paragrafo cinque del Memorandum d’intesa di Islamabad e dei diritti sovrani degli Stati costieri”, ha scritto su X il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi.

  • 09:28

    L’Iran minaccia il Bahrein: “Pronti ad attacchi più forti se provocati”

    Un consigliere della Guida Suprema iraniana ha lanciato un “serio avvertimento” al Bahrein, minacciando di rispondere con maggiore forza in caso di provocazione, in seguito agli attacchi contro una base della Marina statunitense nel regno del Golfo. “Si sta rivolgendo un serio avvertimento ai bahreiniti affinché conoscano i propri limiti e non giochino con il proprio destino, né costringano l’Iran ad adottare decisioni drastiche”, ha dichiarato Ali Akbar Velayati, consigliere di alto livello della Guida Suprema iraniana, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim.

    L’Iran ha affermato che gli attacchi contro la base statunitense in Bahrein, avvenuti venerdì e sabato, erano una rappresaglia per gli attacchi americani sul suo territorio. Teheran ha accusato Washington di utilizzare basi militari negli stati del Golfo per lanciare operazioni contro l’Iran, un’accusa che i paesi del Golfo respingono.

  • 09:22

    Presidente del parlamento libanese: “Accordo quadro con Israele non sarà adottato”

    Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, alleato di Hezbollah e leader del movimento Amal, ha dichiarato in una nota che l’accordo quadro raggiunto tra Libano e Israele con la mediazione americana “non verrà adottato“, poiché “non tutela tuteli gli interessi del suo Paese”.

  • 09:21

    Libano, media: “usa hanno chiesto a Israele ritiro da un villaggio del sud”

    Gli Stati Uniti hanno chiesto a Israele due modifiche al testo per garantire l’accordo con il Libano. Lo rivela Axios precisando che i punti sono stati il ritiro israeliano da un villaggio nel Libano meridionale attualmente sotto occupazione israeliana e una dichiarazione esplicita che ciò segnerebbe l’inizio di un più ampio processo di ridispiegamento fuori dal Libano

  • 09:20

    Libano, Hezbollah: “Ci riserviamo diritto all’autodifesa”

    Hezbollah ha dichiarato di riservarsi il diritto di “difendere la propria patria” dopo i nuovi attacchi sferrati da Israele nel sud del Libano, nonostante l’accordo quadro firmato venerdì volto a garantire una “pace duratura” tra i due Paesi. In un comunicato, il movimento filo-iraniano “ribadisce che quanto fatto dal nemico costituisce una flagrante violazione del cessate il fuoco a cui si era attenuto fino a quel momento, e che sta monitorando e registrando tali violazioni, riservandosi il diritto di difendere la propria patria e il proprio popolo”.