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Netanyahu attacca i leader europei: “Senza coraggio. Trump? Nessuna crisi, solo disaccordi tattici”. In Libano 48 morti nelle ultime 24 ore: “Colpita anche ambulanza”

Il consigliere di Khamenei: "Diluvio di missili se Stati Uniti attaccano di nuovo". In Libano, Israele colpisce un'ambulanza
Netanyahu attacca i leader europei: “Senza coraggio. Trump? Nessuna crisi, solo disaccordi tattici”. In Libano 48 morti nelle ultime 24 ore: “Colpita anche ambulanza”
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Netanyahu minimizza i dissidi con Trump e si scaglia contro l’Ue. Stallo Usa-Iran dopo la notte di raid nel Golfo: “Nessun progresso”

“Solo disaccordi tattici”. Benjamin Netanyahu prova a sminuire i dissidi con Donal Trump all’indomani dei retroscena su una telefonata tra i due sulle operazioni militari in Libano dai toni molto duri e accesi. Notizie fatte filtrare dalla Casa Bianca e confermate dallo stesso presidente Usa in un video podcast: “Ho detto che è un pazzo ma mi piace, lavoro bene insieme a lui”. In serata il premier israeliano ha voluto dire la sua e in un’intervista alla corrispondente della statunitense Cnbc a Gerusalemme ha minimizzato gli screzi e assicurato che non c’è nessuna crisi con Donald. Per poi attaccare i leader europei, primo tra tutti il presidente francese Emmanuel Macron, per le critiche alle operazioni militari israeliane. “Non hanno il fegato di schierarsi dalla parte giusta, di sostenere ciò che salverà la nostra civiltà da questi barbari”, ha detto. 

Intanto ha preso il via a Washington il secondo ciclo di colloqui tra Israele e il Libano per trovare un accordo su una nuova tregua. Ma al momento, nonostante l’ottimismo del segretario di Stato Marco Rubio, non è stato trovato un punto d’incontro per una dichiarazione di pace congiunta. In Libano il cessate il fuoco regge a Beirut, ma non nel sud, che continua a essere martoriato dai raid di Tel Aviv. Le autorità libanesi hanno denunciato 48 morti nelle ultime 24 ore. Il ministero della salute fa sapere che è stata colpita anche un’ambulanza e uccisi due paramedici. 

Stallo anche sull’altro fronte medio orientale, quello iraniano, dove il lavoro dei mediatori è costantemente messo a rischio. E la tensione è sempre alta con continue accuse reciproche tra Washington e Teheran. La giornata si è aperta con la notizie di missili e droni contro l’aeroporto internazionale del Kuwait, mentre dall’altra parte gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver abbattuto diversi missili e droni iraniani, e condotto raid difensivi sull’isola di Qaeshm. Entrambe le parte hanno rivendicato la legittimità delle azioni, parlando di “raid difensivi”. Il tutto mentre Donald Trump, in un’intervista al New York Post, ha auspicato un incontro con l’ayatollah, Mojtaba Khamenei. E in serata il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto all’emittente libanese Al Mayadeen che non ci sono stati “progressi concreti” nei negoziati con gli Stati Uniti per la fine della guerra. 

 

Momenti chiave

    • 22:05

      Iran: “Colpito cacciatorpediniere americano in Oman”. Usa: “Falso”

      “A seguito delle azioni aggressive, della violazione delle norme dello Stretto di Hormuz e delle atrocità commesse contro navi mercantili iraniane nel Mar d’Oman” da parte dell’esercito americano, “la Marina della Repubblica Islamica dell’Iran ha preso di mira il ‘centro di comando e controllo’ responsabile di queste atrocità situato su un cacciatorpediniere americano che si stava avvicinando alle acque territoriali della Repubblica Islamica dell’Iran nel Mar d’Oman”. Lo riporta l’agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim, smentita a stretto giro dal Centcom statunitense: “L’Iran sta mentendo. Le risorse militari statunitensi in mare continuano a volare, navigare e operare in sicurezza e senza ostacoli”, ha affermato il comando Usa.

    • 22:00

      Netanyahu minimizza i dissidi con Trump e si scaglia contro l’Ue. Stallo Usa-Iran dopo la notte di raid nel Golfo: “Nessun progresso”

      “Solo disaccordi tattici”. Benjamin Netanyahu prova a sminuire i dissidi con Donal Trump all’indomani dei retroscena su una telefonata tra i due sulle operazioni militari in Libano dai toni molto duri e accesi. Notizie fatte filtrare dalla Casa Bianca e confermate dallo stesso presidente Usa in un video podcast: “Ho detto che è un pazzo ma mi piace, lavoro bene insieme a lui”. In serata il premier israeliano ha voluto dire la sua e in un’intervista alla corrispondente della statunitense Cnbc a Gerusalemme ha minimizzato gli screzi e assicurato che non c’è nessuna crisi con Donald. Per poi attaccare i leader europei, primo tra tutti il presidente francese Emmanuel Macron, per le critiche alle operazioni militari israeliane. “Non hanno il fegato di schierarsi dalla parte giusta, di sostenere ciò che salverà la nostra civiltà da questi barbari”, ha detto. 

      Intanto ha preso il via a Washington il secondo ciclo di colloqui tra Israele e il Libano per trovare un accordo su una nuova tregua. Ma al momento, nonostante l’ottimismo del segretario di Stato Marco Rubio, non è stato trovato un punto d’incontro per una dichiarazione di pace congiunta. In Libano il cessate il fuoco regge a Beirut, ma non nel sud, che continua a essere martoriato dai raid di Tel Aviv. Le autorità libanesi hanno denunciato 48 morti nelle ultime 24 ore. Il ministero della salute fa sapere che è stata colpita anche un’ambulanza e uccisi due paramedici. 

      Stallo anche sull’altro fronte medio orientale, quello iraniano, dove il lavoro dei mediatori è costantemente messo a rischio. E la tensione è sempre alta con continue accuse reciproche tra Washington e Teheran. La giornata si è aperta con la notizie di missili e droni contro l’aeroporto internazionale del Kuwait, mentre dall’altra parte gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver abbattuto diversi missili e droni iraniani, e condotto raid difensivi sull’isola di Qaeshm. Entrambe le parte hanno rivendicato la legittimità delle azioni, parlando di “raid difensivi”. Il tutto mentre Donald Trump, in un’intervista al New York Post, ha auspicato un incontro con l’ayatollah, Mojtaba Khamenei. E in serata il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto all’emittente libanese Al Mayadeen che non ci sono stati “progressi concreti” nei negoziati con gli Stati Uniti per la fine della guerra. 

       

    • 21:27

      Pasdaran negano di aver colpito l’aeroporto del Kuwait: “Colpa di Patriot Usa”

      I Pasdaran hanno negato di aver colpito l’aeroporto internazionale del Kuwait, affermando che l’attacco è stato causato da un malfunzionamento di un sistema missilistico Patriot di fabbricazione statunitense. Lo ha dichiarato un portavoce delle Guardie Rivoluzionarie negando la responsabilità del raid che ha danneggiato parte del terminal passeggeri dell’aeroporto kuwaitiano.

    • 21:22

      Iran: “Non ci sono stati progressi concreti nei negoziati”

      Non ci sono stati progressi concreti‘” nei negoziati tra Iran e Stati Uniti per la fine della guerra. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi intervistato dall’emittente libanese Al Mayadeen. “Le comunicazioni con gli americani non sono state interrotte e ci sono stati scambi di messaggi sulla necessità di fermare gli attacchi contro Beirut.
      Tuttavia, nonostante ciò, non si sono registrati progressi concreti nel processo negoziale. Il ritorno al tavolo delle trattative è subordinato alla garanzia dei diritti del popolo iraniano, alla fine della guerra in Libano e alla cessazione delle tensioni nella regione”, ha spiegato il capo della diplomazia iraniana.

    • 20:41

      VIDEO – Netanyahu: “Con Trump disaccordi tattici, ma li appianiamo sempre”

    • 19:55

      Iran: “È finita l’era delle minacce a Teheran. Risponderemo a qualsiasi aggressione”

      ”L’era in cui si minacciava l’Iran impunemente è finita e qualsiasi aggressione riceverà una risposta decisa” da parte di Teheran. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf citato dall’agenzia di stampa Fars. “Oggi, la nazione iraniana, nella sua battaglia contro l’America e il regime sionista, ha dimostrato che qualsiasi aggressione riceverà una risposta decisa e proporzionata”, ha detto Ghalibaf secondo l’agenzia di stampa Isna.

    • 19:17

      Esercito israeliano: “Non c’è un cessate il fuoco in Libano”

      ‘Non c’è un cessate il fuoco per le nostre truppe in Libano, lavoriamo per massimizzare la libertà d’azione che ci è stata garantita e sfrutteremo ogni opportunità per rimuovere ogni minaccia contro i nostri civili e soldati”. Lo ha detto il capo di stato maggiore Eyal Zamir visitando la base della marina militare a Haifa. Sull’Iran, ha aggiunto che ”l’Idf, in tutte le sue componenti, è pronto per tornare immediatamente a combattere contro il regime terroristico iraniano”.

    • 18:38

      Netanyahu: “Trump? Solo disaccordi tattici, troviamo sempre il modo di appianarli”

      Benjamin Netanyahu ha minimizzato l’ipotesi di una frattura con Donald Trump sull’Iran, affermando che, sebbene a volte vi siano “disaccordi tattici” lui e il presidente “concordano sulle questioni fondamentali”. Tra queste rientra l’impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare e di minacciare Israele. “A volte abbiamo, come accade nelle migliori famiglie, questi disaccordi tattici” ha detto il premier israeliano in un’intervista a Cnbc. “Ma troviamo sempre il modo di appianarli, e lo facciamo come grandi amici”.

    • 18:27

      Netanyahu accusa i leader europei: “Non hanno il coraggio di schierarsi contro i barbari”

      Benjamin Netanyahu, ha criticato diversi leader europei, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron, per le posizioni critiche espresse sulle operazioni militari israeliane. In un’intervista alla Cnbc, Netanyahu ha dichiarato che “il modo in cui i leader europei si adeguano alle minoranze islamiche radicali nei loro Paesi è vergognoso“, aggiungendo che tali governi “sanno che noi li stiamo proteggendo, ma non hanno il coraggio di schierarsi dalla parte giusta e fare ciò che serve a salvare la nostra civiltà da questi barbari“. Il capo del governo israeliano ha quindi accusato i leader europei di non avere il coraggio di sostenere apertamente Israele nelle sue azioni militari.