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Iran-Usa, Teheran frena sul negoziato: “Accordo non vicino”. Axios: “Trump valuta un’ultima grande operazione militare”

Nell'intesa mancherebbero nucleare e missili, rimandati a una seconda trattativa. Rubio: "Serve un piano B se non si riapre Hormuz". Axios: "Trump frustrato, valuta ultima grande operazione militare"
Iran-Usa, Teheran frena sul negoziato: “Accordo non vicino”. Axios: “Trump valuta un’ultima grande operazione militare”
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La giornata – Accordo in sospeso. Media arabi “intesa nelle prossime ore”, ma Teheran frena

Resta ancora in sospeso l’accordo fra Stati Uniti e Iran. Se i media arabi parlano di una bozza d’intesa che potrebbe essere siglata “nelle prossime ore”, Teheran predica prudenza. “Non possiamo necessariamente affermare di essere giunti a un punto in cui un accordo sia vicino”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, spiegando che è difficile giungere a un’intesa “dopo poche visite o colloqui”. Il riferimento è alla missione a Teheran del capo di Stato maggiore dell’esercito pakistano Asim Munir, impegnato nella mediazione tra le parti. “La diplomazia ha bisogno di tempo”, ha argomentato Baghaei, parlando di “settimane o mesi” e specificando che “in questa fase non si discuteranno i dettagli relativi al dossier nucleare” e che le divergenze tra Iran e Stati Uniti restano “profonde e significative”. Le dichiarazioni del portavoce iraniano arrivano dopo che i media arabi avevano riferito della possibilità di un consenso delle parti su un testo in nove punti mediato dal Pakistan. Un documento che – secondo quanto riferito – avrebbe previsto un cessate il fuoco immediato su tutti i fronti, lo stop agli attacchi contro infrastrutture militari, civili ed economiche e la cessazione delle operazioni militari e alla cosiddetta ‘guerra mediatica’. La bozza avrebbe incluso inoltre il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale, il non intervento negli affari interni e la garanzia della libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Mar d’Oman. Solo qualche ora prima delle precisazioni iraniane, il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva parlato di “lievi progressi” nei colloqui con Teheran, pur ribadendo che l’Iran “non potrà mai avere un’arma nucleare”. Rubio ha definito “inaccettabile” l’ipotesi di un sistema di pedaggi iraniano nello Stretto di Hormuz – come rimarcato anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani -, sottolineando la necessità di preparare un “piano B” nel caso in cui Teheran decidesse di mantenere il controllo sullo strategico braccio di mare. “Cosa succede se l’Iran si rifiuta di riaprirlo e decide che impone dei pedaggi?”, la questione posta da Rubio, “a quel punto bisognerebbe fare qualcosa”, ovvero “agire”.

  • 22:24

    La giornata – Accordo in sospeso. Media arabi “intesa nelle prossime ore”, ma Teheran frena

    Resta ancora in sospeso l’accordo fra Stati Uniti e Iran. Se i media arabi parlano di una bozza d’intesa che potrebbe essere siglata “nelle prossime ore”, Teheran predica prudenza. “Non possiamo necessariamente affermare di essere giunti a un punto in cui un accordo sia vicino”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, spiegando che è difficile giungere a un’intesa “dopo poche visite o colloqui”. Il riferimento è alla missione a Teheran del capo di Stato maggiore dell’esercito pakistano Asim Munir, impegnato nella mediazione tra le parti. “La diplomazia ha bisogno di tempo”, ha argomentato Baghaei, parlando di “settimane o mesi” e specificando che “in questa fase non si discuteranno i dettagli relativi al dossier nucleare” e che le divergenze tra Iran e Stati Uniti restano “profonde e significative”. Le dichiarazioni del portavoce iraniano arrivano dopo che i media arabi avevano riferito della possibilità di un consenso delle parti su un testo in nove punti mediato dal Pakistan. Un documento che – secondo quanto riferito – avrebbe previsto un cessate il fuoco immediato su tutti i fronti, lo stop agli attacchi contro infrastrutture militari, civili ed economiche e la cessazione delle operazioni militari e alla cosiddetta ‘guerra mediatica’. La bozza avrebbe incluso inoltre il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale, il non intervento negli affari interni e la garanzia della libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Mar d’Oman. Solo qualche ora prima delle precisazioni iraniane, il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva parlato di “lievi progressi” nei colloqui con Teheran, pur ribadendo che l’Iran “non potrà mai avere un’arma nucleare”. Rubio ha definito “inaccettabile” l’ipotesi di un sistema di pedaggi iraniano nello Stretto di Hormuz – come rimarcato anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani -, sottolineando la necessità di preparare un “piano B” nel caso in cui Teheran decidesse di mantenere il controllo sullo strategico braccio di mare. “Cosa succede se l’Iran si rifiuta di riaprirlo e decide che impone dei pedaggi?”, la questione posta da Rubio, “a quel punto bisognerebbe fare qualcosa”, ovvero “agire”.

  • 22:19

    Media Iran: “Progressi, ma nessun accordo fino a fine guerra”

    Nei colloqui tra Iran e Stati Uniti sono stati registrati alcuni progressi su specifiche questioni, ma non è ancora stato raggiunto alcun accordo complessivo. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, citando una fonte vicina al team negoziale iraniano. L’agenzia riporta che “sono stati fatti alcuni progressi su alcune questioni rispetto a prima, ma non si raggiungerà alcun accordo finché tutte le questioni controverse non saranno risolte”.
    La fonte ha inoltre precisato che “l’attenzione è ora sulla questione della fine della guerra e, finché questo punto non sarà definito, nessun altro tema sarà negoziato”. Secondo quanto riferito, “i colloqui e le consultazioni sulle questioni controverse sono ancora in corso e non è stato ancora raggiunto alcun risultato finale”, aggiungendo infine che “i testi pubblicati da alcuni media occidentali sui dettagli dell’intesa non sono accurati”.

  • 22:08

    Il capo negoziatore pakistano arriva a Teheran

    Il feldmaresciallo Asim Munir, comandante dell’esercito pakistano, è arrivato a Teheran per proseguire le consultazioni in qualità di mediatore tra Teheran e Washington e per continuare lo scambio di messaggi e suggerimenti. Lo riporta l’agenzia iraniana Isna.

    Il Ministro degli Interni pakistano Syed Mohsen Naqvi si trova a Teheran da mercoledì ed era stato a Teheran anche sabato scorso per seguire da vicino i negoziati con i funzionari iraniani, tra cui il Presidente, il Presidente del Parlamento, il Ministro degli Esteri e il Ministro degli Interni. Alcune notizie diffuse dopo la seconda visita del Ministro degli Interni pakistano in Iran indicavano che le parti erano molto vicine a un “quadro di riferimento” per un accordo e che la possibilità della presenza del capo dell’esercito pakistano a Teheran per finalizzare tale testo si era rafforzata ieri. Allo stesso tempo erano state diffuse notizie secondo le quali non si era ancora raggiunto un accordo definitivo e finale su diverse questioni, in particolare sui materiali nucleari, sull’accettazione dell’arricchimento e sulla gestione dello Stretto di Hormuz.

    Alcuni funzionari hanno sottolineato che la presenza del comandante dell’esercito pakistano Asim Munir non significa necessariamente che l’intesa sul quadro iniziale sia definitiva. L’Iran desidera che questioni quali la fine delle attuali tensioni nella regione, lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero e la garanzia della sicurezza delle navi iraniane nelle vie navigabili internazionali siano al centro di questi negoziati.

  • 22:07

    Axios: “Trump frustrato da negoziati strazianti valuta ultima grande operazione militare”

    Il presidente americano Donald Trump è sempre più “frustrato” negli ultimi giorni dalla mancanza di sviluppi e dai negoziati “strazianti” in corso con l’Iran, e ha sollevato la possibilità di “un’ultima grande operazione militare, dopo la quale potrebbe dichiarare la vittoria e porre fine alla guerra”. Lo ha riferito ad Axios un funzionario statunitense informato sugli sforzi diplomatici in corso.

  • 22:06

    “Terza nave Gnl del Qatar attraversa Hormuz diretta in Cina”

    Secondo dati di tracciamento navale LSEG, una terza nave qatariana per il trasporto di gas naturale liquefatto sta attraversando lo Stretto di Hormuz ed è diretta in Cina. Lo riporta Al Jazeera. La nave, identificata come ‘Al Sahla’, con una capacità di 211.842 metri cubi, è partita dal terminal di Ras Laffan, in Qatar, e secondo le stime dovrebbe arrivare al terminal GNL di Tianjin, in Cina, il 14 giugno.

  • 20:30

    Teheran: “Divergenze tra Iran e Usa sono profonde”

    Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che i colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti non sono necessariamente vicini a una conclusione positiva, nonostante la visita a Teheran del capo dell’esercito pakistano.

    Interpellato sulla missione del capo di Stato Maggiore pakistano, Baghaei ha affermato: “Nonostante diventino più frequenti, questi scambi sono la continuazione dello stesso processo diplomatico. Non possiamo necessariamente dire di essere arrivati a un punto in cui un accordo è vicino”. “Le divergenze tra Iran e Stati Uniti sono così profonde ed estese che non si può dire che si debba necessariamente arrivare a un risultato dopo pochi round di visite o negoziati nell’arco di poche settimane”, ha concluso.

  • 19:58

    Iran: “Non possiamo dire che un accordo con gli Usa sia vicino”

    “Non possiamo necessariamente affermare di essere giunti a un punto in cui un accordo” con gli Stati Uniti “sia vicino”. Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, citato da Iran International, spiegando che nonostante gli scambi con il capo negoziatore pachistano Asim Munir siano diventati più frequenti “rappresentano la continuazione dello stesso processo diplomatico”

  • 19:15

    Delegazione del Qatar arrivata a Teheran

    Una delegazione del Qatar è arrivata a Teheran, in coordinamento con gli Stati Uniti, per contribuire agli sforzi finalizzati a raggiungere un accordo per la fine della guerra. Lo riporta Axios.

  • 18:29

    Meloni: “Garantire libertà di navigazione nello stretto di Hormuz”

    “Continuiamo a seguire l’evolversi della crisi in Medio Oriente, ribadendo ogni sforzo utile per riportare stabilità e garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle dichiarazioni congiunte alla stampa con il primo ministro irlandese Micheàl Martin.

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