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Razzo contro la base italiana Unifil in Libano: nessun ferito. Wsj: “Usa valutano di riavviare l’operazione Project Freedom”

Svolta diplomatica o nuovo fallimento delle trattative? Teheran: “Esaminiamo proposta Usa, non è ancora stata raggiunta una conclusione”. In serata tensioni vicino allo Stretto di Hormuz, le agenzie iraniane segnalano esplosioni
Razzo contro la base italiana Unifil in Libano: nessun ferito. Wsj: “Usa valutano di riavviare l’operazione Project Freedom”
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  • 22:35

    Iran, “segnali di azione ostile degli Emirati Arabi Uniti”

    L’Iran minaccia gli Emirati Arabi Uniti, mentre la sua agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim afferma che ci sono “segnali di un’azione ostile” da parte degli Emirati Arabi Uniti in seguito a segnalazioni di esplosioni nella città costiera di Bandar Abbas, sul Golfo Persico, e su un’isola iraniana nello Stretto di Hormuz. Il rapporto afferma che l’Iran non ha ancora confermato se sia trattatto di un vero e proprio attacco, ma aggiunge che, in caso affermativo, Abu Dhabi “pagherà”.
    Secondo i media iraniani “le aree commerciali del molo di Bahman, sull’isola iraniana di Qeshm”, sarebbero state “colpite durante uno scontro a fuoco tra le forze armate della Repubblica islamica” e un non meglio precisato “nemico”. L’Isola di Qeshm si trova di fronte alla città di Bandar Abbas, dove i residenti hanno udito le esplosioni.
    Tasnim ha anche affermato che secondo alcune fonti, le esplosioni udite a Bandar Abbas potrebbero essere dovute ai sistemi di difesa aerea impegnati a fronteggiare due droni.

  • 22:29

    Israele: “Non coinvolti nelle esplosioni”

    Israele ha negato qualsiasi collegamento dopo le segnalazioni di esplosioni “di origine sconosciuta” udite questa sera vicino ad una città portuale nel sud dell’Iran. Lo riporta Ynet.

  • 22:06

    “Scontro a fuoco nell’isola di Qeshm”

    Le forze armate iraniane hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con il “nemico” nei pressi dell’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l’agenzia Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, secondo cui “le sezioni commerciali del molo Bahman, sull’isola iraniana di Qeshm, sono state colpite durante uno scambio di fuoco tra le forze armate della Repubblica islamica e il nemico”.

  • 21:28

    Trump sente Von der Leyen

    Il presidente americano Donald Trump e la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, sono “completamente uniti nel ritenere che l’Iran non possa mai avere un’arma nucleare. Abbiamo concordato che un regime che uccide il proprio popolo non possa controllare una bomba capace di uccidere milioni di persone”. Lo ha reso noto lo stesso Trump su Truth Social.

  • 21:05

    Media iraniani: “Udite esplosioni a Bandar Abbas, nel sud”

    Udite esplosioni nei pressi della città portuale iraniana di Bandar Abbas. Lo riporta l’agenzia Fars, affiliata ai Guardiani della Rivoluzione, secondo cui l’esatta origine delle esplosioni è al momento ignota.

  • 20:42

    Iran, Usa: “Liberare immediatamente la premio Nobel Mohammadi”

    Gli Stati Uniti hanno esortato l’Iran a liberare immediatamente la premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi, dopo che i suoi sostenitori hanno lanciato l’allarme sulle sue condizioni di salute, sostenendo che la dissidente rischi di morire in carcere. “Chiediamo al regime iraniano di rilasciarla immediatamente e di garantirle le cure mediche di cui ha bisogno. Il mondo sta osservando”, ha scritto su X Riley Barnes, vice segretario di Stato americano per i diritti umani.

    L’attivista iraniana per i diritti umani, 54 anni, è stata incarcerata più volte negli ultimi 25 anni per il suo impegno contro la pena di morte e contro l’obbligo del velo imposto alle donne iraniane. Arrestata lo scorso dicembre dopo aver criticato le autorità religiose, è stata condannata a febbraio a diversi anni di carcere con accuse che includono attentato alla sicurezza nazionale. Secondo i suoi sostenitori, Mohammadi si troverebbe “tra la vita e la morte” dopo un ricovero d’urgenza avvenuto nel fine settimana. Vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 2023, la dissidente aveva criticato anche la guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, sostenendo che i bombardamenti colpiscono soprattutto la popolazione civile e finiscono per rafforzare il potere della Repubblica islamica.

  • 20:14

    Wsj: “Arabia Saudita e Kuwait rimuovono le restrizioni alle forze Usa”

    Arabia Saudita e Kuwait hanno ripristinato l’accesso delle forze armate statunitensi alle proprie basi e spazio aereo, dopo aver imposto restrizioni temporanee in seguito all’avvio dell’operazione americana per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo riferiscono al Wall Street Journal fonti statunitensi e saudite, secondo cui la decisione rimuove uno dei principali ostacoli incontrati dall’amministrazione Trump nel tentativo di garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso il corridoio strategico del Golfo.
    La revoca delle limitazioni apre ora la strada alla possibile ripresa di “Project Freedom“, l’operazione statunitense che prevede la scorta navale e aerea alle imbarcazioni commerciali nello Stretto di Hormuz. Secondo fonti americane, la missione era stata sospesa dopo appena 36 ore in seguito alle tensioni con Riad, preoccupata per il rischio di escalation con l’Iran e per le garanzie di sicurezza offerte da Washington ai Paesi del Golfo.

  • 19:42

    Wsj: “Usa valutano di riavviare l’operazione Project Freedom”

    Gli Stati Uniti stanno valutando di riavviare l’operazione Project Freedom per guidare le navi commerciali fuori dallo Stretto di Hormuz forse già in settimana. Lo riporta il Wall Street Journal, citando alcune fonti secondo le quali l’Arabia Saudita e il Kuwait hanno rimosso le restrizioni sull’uso delle loro basi e del loro spazio aereo, imposte quando l’operazione è stata lanciata.

  • 19:34

    Ambasciatore Usa all’Onu: “È illegale seminare mine a Hormuz”

    “Abbiamo strutturato questa risoluzione, e la relativa partnership con i nostri alleati del Golfo, in modo chiaramente conforme al diritto internazionale. E il mondo deve prendere posizione, affermando che non è lecito disseminare indiscriminatamente mine negli oceani semplicemente perché si è in disaccordo con un’altra parte. Non è accettabile considerare tali passaggi come mere fonti di guadagno e iniziare, d’un tratto, a imporre pedaggi al resto del mondo intero”. Lo ha detto l’ambasciatore americano all’Onu Mike Waltz parlando con i giornalisti sullo Stretto di Hormuz. Gli Usa insieme al Bahrein, e con il supporto di Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita, hanno elaborato una bozza di risoluzione che condanna l’Iran per i blocchi nella cruciale via marittima: il testo e’ focalizzato sul posizionamento di mine nelle vie d’acqua internazionali e l’imposizione di pedaggi.

    “È davvero semplice e inoltre vi è un’autentica emergenza umanitaria – ha aggiunto – Le Nazioni Unite chiedono, e con esse le agenzie umanitarie, oltre 80 per l’esattezza, di poter operare. Chiedono che a questi aiuti salvavita sia consentito di transitare. Chi potrebbe opporsi a una richiesta del genere?”. Non e’ chiaro quando il testo andra’ al voto, dove rischia il veto di Russia e Cina.

  • 19:20

    Cnn: “Teheran impone nuove regola per transito di Hormuz”

    L’Iran sta imponendo nuove regole per il transito nello Stretto di Hormuz, nel tentativo di rafforzare il controllo sulla via marittima strategica e consolidare i propri presunti vantaggi. Secondo un documento visionato dalla Cnn, Teheran ha introdotto un protocollo che obbliga le navi commerciali a rispettare nuove procedure di autorizzazione, pena il rischio di attacchi. Il modulo, intitolato “Vessel Information Declaration”, è emesso dalla nuova Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico e deve essere compilato da tutte le imbarcazioni in transito per garantire il passaggio in sicurezza.

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