Trump: “Senza di me ci sarebbe la terza guerra mondiale”
“Se ci fosse la persona sbagliata al mio posto, avremmo la Terza Guerra Mondiale“. Lo ha detto Donald Trump parlando del conflitto in Iran durante un evento alla Casa Bianca.
“Se ci fosse la persona sbagliata al mio posto, avremmo la Terza Guerra Mondiale“. Lo ha detto Donald Trump parlando del conflitto in Iran durante un evento alla Casa Bianca.
Momenti chiave
Le principali Borse europee aprono caute la prima seduta della seduta. Gli occhi degli investitori restano puntati sul conflitto in Iran, dopo le parole del presidente americano, Donald Trump, intenzionato a liberare le navi dei Paesi non coinvolti nel conflitto, ancora bloccate a Hormuz, e il conseguente monito dell’esercito iraniano, pronto ad attaccare le forze statunitensi se tenteranno di entrare nello stretto. Nei primi minuti di scambi, Francoforte segna +0,04%, Parigi cede lo 0,09% e Madrid +0,08%. Londra è invece chiusa per festività. Sulla piazza asiatica, a Tokyo il Nikkei 225 termina le contrattazioni in rialzo dello 0,38% a 59.513 punti.
Il governo pakistano ha dichiarato che i 22 membri dell’equipaggio di una nave portacontainer iraniana sequestrata dagli Stati Uniti sono stati evacuati in Pakistan e saranno consegnati oggi alle autorità di Teheran. Il governo di Islamabad ha aggiunto che l’imbarcazione verrà riportata nelle acque pakistane dopo le riparazioni necessarie, prima di essere restituita ai proprietari.
“Qual è il messaggio di oggi della Comunità politica europea a Donald Trump? Non è tanto un messaggio per qualcuno, quanto per noi stessi. Noi europei stiamo costruendo le nostre soluzioni di sicurezza. È ciò che abbiamo deciso di fare già dal 2022, con la creazione della Comunità politica europea. È ciò che abbiamo fatto creando una ‘coalizione di volenterosì per fornire garanzie di sicurezza all’Ucraina. È ciò che abbiamo fatto con la missione per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Non è una reazione a qualcuno: gli europei stanno prendendo in mano il proprio destino, aumentando le spese per difesa e sicurezza e costruendo soluzioni comuni”. Così il presidente francese Emmanuel Macron, al suo arrivo ai lavori del vertice della Cpe a Erevan, in Armenia. A chi gli chiedeva se prenderà parte all’iniziativa Project Freedom annunciata da Trump per liberare le navi nello Stretto di Hormuz, Macron ha quindi risposto: “Non so a quale iniziativa si riferisca. Dieci giorni fa ci siamo mobilitati subito dopo la dichiarazione del cessate il fuoco per fare due cose. Avevo parlato con il presidente Trump e con il presidente Pezeshkian. Il cessate il fuoco doveva includere il Libano e permettere la riapertura dello Stretto di Hormuz. Oggi osservo la situazione. Se gli Stati Uniti vogliono riaprire lo Stretto di Hormuz, e sono pronti a farlo, è molto positivo: è ciò che chiediamo fin dall’inizio. Tuttavia, non parteciperemo a operazioni di forza il cui quadro, per quanto mi riguarda, non appare chiaro. Auspichiamo una riapertura concertata tra Iran e Stati Uniti. È l’unica soluzione duratura per riaprire lo Stretto di Hormuz, garantire la libera navigazione senza restrizioni né pedaggi”. “Infine – ha concluso Macron – voglio ribadire che è essenziale che il cessate il fuoco sia rispettato in Libano. Nella notte scorsa si sono registrate ancora diverse decine di morti. È fondamentale che il cessate il fuoco venga rispettato: è un impegno preso dalle parti, per la sovranità e l’indipendenza del Libano e per la protezione delle popolazioni civili”.
Funzionari statunitensi hanno precisato che la nuova iniziativa degli Stati Uniti per lo Stretto di Hormuz non comporterà necessariamente la scorta diretta della Marina statunitense alle navi commerciali. Le navi militari si limiteranno a operare “nelle vicinanze” e saranno pronte a intervenire qualora l’esercito iraniano prendesse di mira le navi mercantili. Lo hanno riferito due funzionari ad Axios, aggiungendo che gli Stati Uniti forniranno alle navi commerciali anche indicazioni sulle rotte più sicure attraverso lo stretto, comprese le rotte ritenute prive di mine.
“La sicurezza dello stretto di Hormuz è sotto il controllo dell’Iran e in ogni circostanza qualsiasi movimento sicuro deve avvenire in coordinamento con l’Iran”. Lo ha dichiarato il comandante del quartier generale del Comando di Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi, dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti inizieranno a guidare le navi attraverso il canale a partire da oggi.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il suo omologo pakistano Mohammad Ishaq Dar hanno avuto una conversazione telefonica ieri sera, discutendo di sicurezza regionale, degli sforzi diplomatici in corso da parte di Islamabad per porre fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti e in particolare della situazione nello stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall’agenzia Isna. L’Iran ha avvertito che considererà qualsiasi mossa degli Stati Uniti nello Stretto come una violazione del cessate il fuoco, dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti inizieranno a scortare le navi attraverso lo stretto bloccato a partire da oggi.
Secondo l’Organizzazione marittima internazionale (Imo), fino a 20.000 marittimi sono rimasti bloccati su circa 2.000 navi nello stretto di Hormuz dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, alla fine di febbraio. Lo ricorda Sky News. Tra queste figurano petroliere, navi per il trasporto di gas, portarinfuse, mercantili e navi da crociera turistiche. Secondo l’Imo, dall’inizio della guerra si sono verificati almeno 19 attacchi contro navi nello Stretto, che hanno causato la morte di almeno 10 marittimi e il ferimento di altri otto. L’organizzazione ha inoltre avvertito che le navi bloccate nel Golfo stanno esaurendo le scorte di cibo, carburante e acqua. “Non esiste un precedente per il blocco di un numero così elevato di marittimi nell’era moderna”, ha dichiarato a marzo Damien Chevallier, direttore della Divisione sicurezza marittima dell’Imo. “L’Imo ha esortato tutte le parti coinvolte nel conflitto a ridurre l’intensità degli attacchi affinché i marittimi possano essere evacuati in sicurezza.”
Le forze statunitensi saranno attaccate se entreranno nello Stretto di Hormuz. Lo ha minacciato l’esercito iraniano, dopo che il presidente americano Donald Trump ha annunciato che Washington avrebbe iniziato a scortare le navi attraverso lo Stretto.
“Avvertiamo che qualsiasi forza armata straniera, in particolare l’aggressivo esercito statunitense, qualora intendesse avvicinarsi o entrare nello Stretto di Hormuz, sarà presa di mira e attaccata”, ha dichiarato il generale Ali Abdollahi del comando centrale delle forze armate iraniane, in una nota diffusa dall’emittente statale Irib.
“Abbiamo ripetutamente affermato che la sicurezza dello Stretto di Hormuz è sotto il controllo delle forze armate della Repubblica islamica dell’Iran e, in ogni circostanza, qualsiasi passaggio sicuro deve essere coordinato con queste forze”, ha aggiunto
Emmanuel Macron ha chiesto la riapertura dello Stretto di Hormuz “concordata l’Iran e gli Stati Uniti”, al suo arrivo in Armenia per l’ottavo vertice della Comunità Politica Europea. Il presidente francese si è mostrato scettico riguardo alla nuova operazione lanciata da Donald Trump per sbloccare questa importante via strategica, sottolineando l’esistenza di un quadro giudicato “non chiaro”.
“Due uomini che facevano parte del Mossad israeliano durante il colpo di Stato (e le proteste) di gennaio sono stati giustiziati questa mattina nella città nord-orientale di Mashhad”. Lo ha dichiarato questa mattina la magistratura iraniana in un comunicato, aggiungendo che Mehdi Rasouli ed Ebrahim Dolatabadi hanno avuto un ruolo nell’uccisione di Hamidreza Yousefinejad, membro delle forze di sicurezza, avvenuta durante le proteste.