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Flotilla, Abukeshek e Avila in carcere fino a martedì. Israele nega “torture” ma confessa: “Sulla nave costretti a usare la forza contro gli attivisti per completare il trasbordo”

Gli avvocati dei due attivisti arrestati: "Iter illegale, non esiste l'applicazione extraterritoriale dei reati”. La Spagna chiede di nuovo il rilascio immediato per il cittadino palestinese con cittadinanza del Paese iberico. I due leader della missione sono comparsi in tribunale con mani e piedi legati con le catene
Flotilla, Abukeshek e Avila in carcere fino a martedì. Israele nega “torture” ma confessa: “Sulla nave costretti a usare la forza contro gli attivisti per completare il trasbordo”
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Avila e Keshek portati in aula con catene a mani e piedi: saranno in carcere per altri due giorni. Israele: “Nessuna tortura”

L’autorità giudiziaria israeliana ha prolungato di due giorni lo stato di fermo nei confronti di Thiago Avila e Saif Abukeshek, i due attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati dopo l’intercettazione di oltre 20 imbarcazioni dell’iniziativa pro-Palestina in acque internazionali alcuni giorni fa: a riferirlo all’Afp è stata Miriam Azem, dell’ong israeliana per i diritti umani Adalah

Entrambi gli attivisti intanto continuano lo sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione illegale e i maltrattamenti subiti e oggi sono comparsi in tribunale con catene alle mani e ai piedi. I due sono comparsi davanti a un tribunale nella città meridionale di Ashkelon e le immagini riprese dall’Afp hanno mostrato i due mentre venivano scortati in aula, con le mani di Avila ammanettate dietro la schiena e i piedi di Abu Keshek incatenati

Durante l’udienza il pubblico ministero israeliano aveva richiesto una proroga della detenzione degli attivisti di quattro giorni, presentando un elenco di presunti reati, tra cui assistenza al nemico in tempo di guerra, contatti con un agente straniero, appartenenza e fornitura di servizi a un’organizzazione terroristica e trasferimento di beni per conto di un’organizzazione terroristica. A renderlo noto successivamente è stata la Global Sumud Flotilla.

Gli avvocati di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, hanno sostenuto davanti al tribunale che l’intero procedimento legale è fondamentalmente viziato e privo di fondamenti giuridici. Hanno contestato – si legge in una nota – la giurisdizione dello Stato, affermando che non esiste alcuna base giuridica per l’applicazione extraterritoriale di questi reati alle azioni di cittadini stranieri in acque internazionali.

Adalah ha inoltre sottolineato che “non solo de Avila e il Abukeshek sono stati sequestrati in acque internazionali senza alcuna autorità giurisdizionale, ma hanno anche testimoniato di gravi abusi fisici, assimilabili a torture, tra cui percosse, isolamento e bendaggio degli occhi per giorni in mare”. Adalah ha precisato che non sono state avanzate accuse formali contro nessuno dei due attivisti e che saranno trasferiti nuovamente al centro di detenzione di Shikma.

Intanto a distanza di giorni, il ministero degli Esteri israeliano ha replicato alle affermazioni degli attivisti della Flotilla, arrestati e trasferiti in Israele, secondo i quali sarebbero stati torturati e picchiati. “Contrariamente alle false e infondate affermazioni preparate in anticipo, Saif Abu Keshek e Thiago Avila non sono mai stati torturati. A seguito di un violento scontro fisico contro i membri dell’equipaggio israeliano, quest’ultimo è stato costretto a intervenire per fermare tali azioni”, si legge nella dichiarazione. “Durante il trasferimento dei passeggeri alle forze greche, alcuni passeggeri si sono rifiutati e hanno iniziato a protestare violentemente – ha aggiunto il ministero -. Per sedare la violenza e completare il trasferimento, un’unità di polizia a bordo di una nave delle Forze di Difesa Israeliane è stata costretta a usare la forza”.

Mentre ha fatto rientro in Italia Tony La Piccirella, uno degli attivisti italiani tenuto in isolamento sulla nave cargo che li ha trasportati in Grecia. Il suo volo è atterrato a ora di pranzo all’aeroporto di Fiumicino. “Noi continuiamo: ci stiamo riorganizzando – ha assicurato – Continuiamo finché i nostri governi non troveranno la loro spina dorsale e pongano fine a tutti gli accordi che abbiamo con Israele, per fare gli interessi del popolo palestinese, del popolo italiano e di tutti i popoli che vogliono vivere in pace, solidarietà e giustizia“.

  • 20:03

    Avila e Keshek portati in aula con catene a mani e piedi: saranno in carcere per altri due giorni. Israele: “Nessuna tortura”

    L’autorità giudiziaria israeliana ha prolungato di due giorni lo stato di fermo nei confronti di Thiago Avila e Saif Abukeshek, i due attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati dopo l’intercettazione di oltre 20 imbarcazioni dell’iniziativa pro-Palestina in acque internazionali alcuni giorni fa: a riferirlo all’Afp è stata Miriam Azem, dell’ong israeliana per i diritti umani Adalah

    Entrambi gli attivisti intanto continuano lo sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione illegale e i maltrattamenti subiti e oggi sono comparsi in tribunale con catene alle mani e ai piedi. I due sono comparsi davanti a un tribunale nella città meridionale di Ashkelon e le immagini riprese dall’Afp hanno mostrato i due mentre venivano scortati in aula, con le mani di Avila ammanettate dietro la schiena e i piedi di Abu Keshek incatenati

    Durante l’udienza il pubblico ministero israeliano aveva richiesto una proroga della detenzione degli attivisti di quattro giorni, presentando un elenco di presunti reati, tra cui assistenza al nemico in tempo di guerra, contatti con un agente straniero, appartenenza e fornitura di servizi a un’organizzazione terroristica e trasferimento di beni per conto di un’organizzazione terroristica. A renderlo noto successivamente è stata la Global Sumud Flotilla.

    Gli avvocati di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, hanno sostenuto davanti al tribunale che l’intero procedimento legale è fondamentalmente viziato e privo di fondamenti giuridici. Hanno contestato – si legge in una nota – la giurisdizione dello Stato, affermando che non esiste alcuna base giuridica per l’applicazione extraterritoriale di questi reati alle azioni di cittadini stranieri in acque internazionali.

    Adalah ha inoltre sottolineato che “non solo de Avila e il Abukeshek sono stati sequestrati in acque internazionali senza alcuna autorità giurisdizionale, ma hanno anche testimoniato di gravi abusi fisici, assimilabili a torture, tra cui percosse, isolamento e bendaggio degli occhi per giorni in mare”. Adalah ha precisato che non sono state avanzate accuse formali contro nessuno dei due attivisti e che saranno trasferiti nuovamente al centro di detenzione di Shikma.

    Intanto a distanza di giorni, il ministero degli Esteri israeliano ha replicato alle affermazioni degli attivisti della Flotilla, arrestati e trasferiti in Israele, secondo i quali sarebbero stati torturati e picchiati. “Contrariamente alle false e infondate affermazioni preparate in anticipo, Saif Abu Keshek e Thiago Avila non sono mai stati torturati. A seguito di un violento scontro fisico contro i membri dell’equipaggio israeliano, quest’ultimo è stato costretto a intervenire per fermare tali azioni”, si legge nella dichiarazione. “Durante il trasferimento dei passeggeri alle forze greche, alcuni passeggeri si sono rifiutati e hanno iniziato a protestare violentemente – ha aggiunto il ministero -. Per sedare la violenza e completare il trasferimento, un’unità di polizia a bordo di una nave delle Forze di Difesa Israeliane è stata costretta a usare la forza”.

    Mentre ha fatto rientro in Italia Tony La Piccirella, uno degli attivisti italiani tenuto in isolamento sulla nave cargo che li ha trasportati in Grecia. Il suo volo è atterrato a ora di pranzo all’aeroporto di Fiumicino. “Noi continuiamo: ci stiamo riorganizzando – ha assicurato – Continuiamo finché i nostri governi non troveranno la loro spina dorsale e pongano fine a tutti gli accordi che abbiamo con Israele, per fare gli interessi del popolo palestinese, del popolo italiano e di tutti i popoli che vogliono vivere in pace, solidarietà e giustizia“.

  • 18:24

    Bonelli: “Violenze sugli attivisti, proponiamo una denuncia collettiva di tutti i parlamentari italiani

    “Ventiquattro cittadini italiani sono stati rapiti e picchiati in acque internazionali. Oggi, a due attivisti presenti su un’imbarcazione della Global Sumud Flotilla, battente bandiera italiana, è stata prorogata la detenzione di due giorni, e il governo Meloni continua a tacere e non fa nulla. Quanto accaduto configura reati gravissimi: pirateria marittima, sequestro di persona e tortura, tutti perseguibili in Italia perché il fatto ha coinvolto cittadini e navi sotto bandiera italiana. Netanyahu va denunciato alla Procura di Roma e alla Corte Penale Internazionale. Proponiamo una denuncia collettiva di tutti i parlamentari italiani. Meloni smetta di coprire Netanyahu e dimostri nei fatti la discontinuità che proclama a parole. Le parole le abbiamo sentite. Ora vogliamo i fatti”. Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde. 

  • 18:06

    Israele: “Nessuna tortura, ma a bordo costretti a usare la forza”

    Il ministero degli Esteri israeliano ha replicato alle affermazioni degli attivisti della Flotilla, arrestati e trasferiti in Israele, secondo i quali sarebbero stati torturati e picchiati. “Contrariamente alle false e infondate affermazioni preparate in anticipo, Saif Abu Keshek e Thiago Avila non sono mai stati torturati. A seguito di un violento scontro fisico contro i membri dell’equipaggio israeliano, quest’ultimo è stato costretto a intervenire per fermare tali azioni”, si legge nella dichiarazione. “Durante il trasferimento dei passeggeri alle forze greche, alcuni passeggeri si sono rifiutati e hanno iniziato a protestare violentemente – ha aggiunto il ministero -. Per sedare la violenza e completare il trasferimento, un’unità di polizia a bordo di una nave delle Forze di Difesa Israeliane è stata costretta a usare la forza“. 

  • 16:01

    Avila e Abukeshek portati in aula con catene a mani e piedi

    I due attivisti della Flotilla ancora detenuti in Israele sono comparsi oggi in tribunali con catene alle mani e ai piedi. Lo spagnolo Saif Abu Keshek e il brasiliano Thiago Avila sono comparsi davanti a un tribunale nella città meridionale di Ashkelon e le immagini riprese dall’Afp hanno mostrato i due mentre venivano scortati in aula, con le mani di Avila ammanettate dietro la schiena e i piedi di Abu Keshek incatenati. 

  • 14:10

    Scotto (Pd): “Serve una pressione del governo italiano, Avila e Abukeshek vanno liberati”

    “Gli attivisti della Global Sumud Flotilla Thiago Avila e Saif Abukeshek vanno liberati immediatamente. La notizia del rinnovo del fermo nelle carceri israeliane di altri due giorni è la dimostrazione di un accanimento senza precedenti su attivisti che hanno partecipato a una missione umanitaria. Occorre una pressione del governo italiano molto più forte visto che la barca su cui sono stati rapiti Saif e Thiago batteva bandiera italiana. Siamo davanti alla reiterazione di un arbitrio che dimostra ancora una volta il disprezzo da parte del governo di Israele dei diritti umani”. Così il deputato Pd Arturo Scotto

  • 14:09

    L’attivista: “Ci hanno trattato male ‘ma fino a un certo punto’, come direbbe Tajani”

    Nella nave cargo militare israeliana eravamo “tutti ammassati, l’acqua entrava ed usciva, i fucili puntati addosso”. E’ il racconto dell’attivista della Global Sumud Flotilla Tony La Piccirella, rimpatriato in Italia dalla Grecia dopo essere stato sbarcato a Creta. “Ci hanno trattato male ma ‘fino ad un certo punto’, come dice il nostro ministro degli Esteri – continua La Piccirella -. La Flotilla crea problemi? Non so per quale motivo persone come la nostra presidente cercano di ribaltare in continuazione la realtà: i suoi cittadini, quelli chiamati a proteggere, hanno subito un attacco in mare aperto e sposta l’attenzione e la responsabilità su di noi”. 

  • 14:06

    “Saif prima di essere isolato mi ha detto: di’ a mio figlio che il prezzo per la libertà non è mai troppo alto”

    “Io ero sull’ultima delle 21 barche intercettate, alcune lasciate alla deriva, con persone a bordo, e completamente distrutte. Sei di noi sono stati isolati. Io, tre ragazzi spagnoli, Thiago e Saif, che rischiano ora tanto e di più; Saif, poco prima di essere isolato, mi ha detto di dire a suo figlio che il prezzo per la libertà non è mai troppo alto”. A raccontare gli istanti del blitz a bordo delle barche della Flotilla da parte della Marina israeliana è Tony La Piccirella, attivista della Global Sumud Flotilla rientrato a Roma da Atene. “Abbiamo paura per i nostri compagni, Saif è palestinese – dice ancora -. E’ stato un rapimento in acque praticamente europee, supervisionato dalla marina greca: una nave cargo di quelle dimensioni e la fregata che l’accompagnava, non passano inosservati: il Mediterraneo è pieno di droni militari, tutti erano in realtà al corrente di quello che stava accadendo e nessuno ha fatto niente. Noi siamo scappati per sei ore, chiedendo aiuto e lanciando sos. Non è un atto di pirateria come dice la nostra presidente: è la conseguenza naturale di quello che succede quando si supporta militarmente, politicamente ed economicamente un Paese che non si è mai fatto nessun problema a rubare terra e petrolio. Io non so quale sarà il passo successivo: probabilmente ci verranno a prendere a casa“, ha aggiunto.

  • 14:04

    L’attivista La Piccirella: “Continuiamo finché i nostri governi non troveranno la loro spina dorsale”

    “Noi continuiamo: ci stiamo riorganizzando. Continuiamo finché i nostri governi non troveranno la loro spina dorsale e pongano fine a tutti gli accordi che abbiamo con Israele, per fare gli interessi del popolo palestinese, del popolo italiano e di tutti i popoli che vogliono vivere in pace, solidarietà e giustizia. Sostegno di parlamentari ora? Si spera che qualcuno si prenda un carico che non dovremmo neanche avere noi”. Lo ha detto, all’aeroporto di Fiumicino, appena rientrato in Italia, Antonio “Tony” La Piccirella, l’attivista della Global Sumud Flotilla fermato dopo il blocco, in acque internazionali, a sud di Creta, tra il 29 e il 30 aprile, delle imbarcazioni dirette a Gaza operato delle forze navali israeliane.

  • 14:02

    L’attivista La Piccirella rientrato in Italia: “Avila e Abukeshek sono ostaggi, vanno liberati”

    Thiago Ávila e Saif Abukeshek sono ostaggi e vanno liberati subito. Facciamo un appello a tutta la società civile per fare pressione perché vengano liberati immediatamente: rischiano tantissimo”. Così, all’aeroporto di Fiumicino, Tony La Piccirella, l’attivista pugliese della Global Sumud Flotilla fermato dopo il blocco, in acque internazionali, a sud di Creta, tra il 29 e il 30 aprile, delle imbarcazioni dirette a Gaza, da parte delle forze navali israeliane, con l’arresto di 170 attivisti, tra i quali 23 italiani. Allo scalo romano, dove è rientrato poco prima delle 13 con un volo via Atene, è stato accolto ed abbracciato da alcuni attivisti al grido di “Free Palestine“.