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La Flotilla promette: “Ripartiremo per Gaza e saremo ancora di più”. L’appello alla mobilitazione permanente: “Presidi a tutte le ambasciate”

I due attivisti sono stati rapiti dalla Marina israeliana in acque internazionali. Ávila ha riferito di essere stato "trascinato a faccia in giù sul pavimento e picchiato così forte da perdere conoscenza due volte". Presentato ricorso alla Cedu contro l'Italia: "I due erano su una barca con bandiera italiana e il governo non fa niente". Greta Thunberg: "Rilasciateli subito, gli Stati agiscano"
La Flotilla promette: “Ripartiremo per Gaza e saremo ancora di più”. L’appello alla mobilitazione permanente: “Presidi a tutte le ambasciate”
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La Flotilla ripartirà per Gaza: “E saremo ancora di più”. L’appello alla mobilitazione permanente

La missione della Global Sumud Flotilla non si ferma. Il blitz della Marina israeliana che in acque internazionali, di fronte all’isola di Creta, ha bloccato 22 imbarcazioni e sbarcato 175 attivisti, non spaventa la flotta di imbarcazioni civili che ha come destinazione la Striscia di Gaza. Non solo gli attivisti promettono che ripartiranno, ma che saranno anche più numerosi di prima. “La Flotilla riparte” ha assicurato Luca, uno degli italiani imbarcati nella missione, all’ancora nella rada di Ierapetra, collegandosi con un presidio della Global Sumud Italia davanti alla Farnesina. “Abbiamo compagni da tutta Europa che si sono mobilitati per venire qui – ha raccontato – Ripartiremo e saremo ancora di più rispetto a quando siamo partiti dalla Sicilia“. Le barche dovrebbero salpare – meteo permettendo – tra due o tre giorni almeno. Ad unirsi alla flotta alcune imbarcazioni dalla Grecia e una ventina dalla Turchia.

Dal movimento invitano a una “mobilitazione permanente“, anche con presidi davanti alle ambasciate, finché non verranno rilasciati i due detenuti in Israele che oggi hanno avuto modo di parlare con gli avvocati del pool legale Adalah nel carcere di Shikma. A loro hanno parlato di “violenze fisiche” da parte delle forze militari israeliane durante i due giorni trascorsi in mare. Thiago, in particolare, ha riferito di essere stato trascinato “faccia in giù sul pavimento e picchiato così violentemente da perdere conoscenza due volte”, di essere rimasto durante la navigazione “in isolamento e bendato”. Saif, invece, ha raccontato di essere stato costretto a “rimanere sdraiato a faccia in giù sul pavimento”, con le mani legate e bendato.

Racconti in linea con quelli degli altri attivisti “portati” in Grecia. “Io e altri cinque compagni siamo stati messi in isolamento – racconta Tony La Piccirella – sono stato in un container completamente chiuso, come una cella. Lì sono rimasto una trentina di ore. Gli altri 175 erano nell’atrio dove entrava acqua e non c’erano coperte. Ventuno di loro, tra cui anche donne, sono stati picchiati. Tre sono rimasti feriti in modo grave e uno è ancora ricoverato in ospedale”.

Domenica mattina i due arrestati dovrebbero comparire davanti al tribunale di primo grado di Ashkelon per un’udienza sulla proroga della loro detenzione. Per Israele Saif è un “membro di spicco del Pcpa” (organizzazione con sede a Istanbul che Israele ha accusato di essere un braccio operativo e finanziario di Hamas) e Thiago Ávila sarebbe appartenente alla stessa organizzazione e “sospettato di attività illegali”.

In queste ore si è messo in moto per loro anche il team italiano. Dopo il ricorso presentato ieri alla Procura di Roma, nella notte ne è stato depositato un altro urgente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro l’Italia. I legali denunciano una “violazione grave” della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nel loro arresto da parte di Israele e ravvedono anche “la responsabilità” dell’Italia “come Stato di bandiera dell’imbarcazione su cui si trovavano al momento della loro intercettazione”. “Nonostante le autorità fossero state tempestivamente informate del rischio concreto e imminente per la vita e l’integrità fisica degli attivisti, non è stata adottata alcuna misura effettiva di protezione”, sostengono. La portavoce italiana della Flotilla Maria Elena Delia evidenzia che “le barche erano a 20 miglia da Creta, in acque internazionali ma di competenza greca: è grave non per gli attivisti ma per l’Europa“. 

  • 13:03

    Sanchez: “Israele ha di nuovo violato la legalità internazionale”

    Il premier Pedro Sanchez ha denunciato in un messaggio su X che “Israele ha di nuovo violato la legalità internazionale assaltando la Flotilla in acque che non gli appartengono”, esortando l’Unione europea a “sospendere SUBITO” l’accordo di associazione con Israele ed esigendo che il primo ministro Benjamin Netanyahu “rispetti la legge dei nostri mari”. Nella notte fra giovedì e venerdì la Marina israeliana ha intercettato in acque internazionali vicine alla Grecia alcune imbarcazioni della Flotilla e ha arrestato l’attivista ispano-palestinese Saif Abukeshek, che era fra gli oltre 170 fermati, insieme a Thiago Avila.”Voglio essere molto chiaro: siamo davanti un arresto illegale che si è prodotto in acque internazionali al di fuori di ogni giurisdizione delle autorità israeliane”, ha detto il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares.

    Saif Abukeshek, nato nel campo di rifugiati di Askar, a Nablus, a nord della Cisgiordania e residente in Spagna da almeno vent’anni, attivista dell’Intersindacale Alternativa de Catalunya, è accusato da Israele di essere “sospetto di affiliazione a una organizzazione terrorista”. Con il brasiliano Thiago Avila, che Israele ritiene “sospetto di attività illegali”, Abukeshek è rimasto sotto custodia delle forze armate israeliane. Albares ha informato che l’attivista spagnolo è stato portato questa mattina al porto di Ashood, in territorio israeliano, dove riceverà assistenza dal console spagnolo a Tel Aviv e dalle autorità consolari svedesi, avendo anche questa nazionalità.
    “Non dovrebbe trovarsi in questa situazione” di arresto, ha rilevato il capo della diplomazia iberica, che con altri governi europei ha richiesto la liberazione degli attivisti. Il governo spagnolo, subito dopo l’intercettazione della Flotilla, ha convocato “urgentemente” l’incaricata di affari di Israele in Spagna – il massimo rango diplomatico presente, dopo il ritiro reciproco degli ambasciatori dei due Paesi – per esprimere “la più energica condanna” per l’accaduto.

  • 12:57

    Il console spagnolo a Tel Aviv incontra Abukeshek dopo il suo trasferimento in Israele

    Il Ministro degli Affari Esteri, dell’Unione Europea e della Cooperazione, José Manuel Albares, ha confermato sabato che il console spagnolo a Tel Aviv incontrerà l’attivista spagnolo di origine palestinese Saif Abukeshek dopo il suo trasferimento in Israele. In un’intervista a Catalunya Ràdio, Albares ha spiegato che questo primo contatto tra un rappresentante della Spagna e l’attivista sarà possibile dopo che Israele avrà accettato la richiesta formale di assistenza consolare.

     

  • 12:56

    Agenzia di stampa iraniana posta foto sui “dettagli delle 40 ore di tortura agli attivisti della Flotilla”

    Anche l’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha pubblicato su X alcune foto con “dettagli raccapriccianti sulle 40 ore di tortura inflitte agli attivisti” della Flotilla, “durante l’aggressione del regime israeliano al convoglio di aiuti umanitari nelle acque internazionali del Mar Mediterraneo. 31 attivisti sono rimasti feriti. Il convoglio era diretto alla Striscia di Gaza per consegnare aiuti umanitari alla popolazione oppressa”. Le foto, diffuse ieri anche da Global Sumud Flotilla mostrano quattro persone con lividi e ferite agli arti e al volto, ed escoriazioni di forma rotonda. 

  • 12:06

    “Abukeshek e Ávila arrivati in Israele. Saranno trasferiti per essere interrogati”

    Il ministero degli Esteri israeliano conferma su X che “Saif Abukeshek, membro di spicco della PCPA – un’organizzazione designata e sanzionata dagli Stati Uniti come copertura di Hamas – e Thiago Ávila, che opera con la PCPA ed è sospettato di attività illegali, sono arrivati in Israele”. “Saranno trasferiti per essere interrogati dalle autorità di contrasto alle forze dell’ordine. Entrambi riceveranno una visita consolare da parte dei rappresentanti dei rispettivi paesi in Israele”. Il Popular Conference for Palestinians Abroad (PCPA), o Congresso Popolare dei Palestinesi all’Estero, è un’organizzazione con sede a Istanbul che Israele ha accusato di essere un braccio operativo e finanziario di Hamas. 

  • 11:06

    M5s: “Governo nei fatti continua a spalleggiare Israele”

    “I racconti di abusi, violenze e maltrattamenti subiti dagli attivisti europei della Global Sumud Flotilla rapiti da Israele, due dei quali ancora sotto sequestro, sono uno scandalo che dovrebbe indurre tutti i governi europei a imporre sanzioni contro il governo criminale di Netanyahu, a partire dall’immediata sospensione dell’accordo di libero scambio Ue-Israele. Invece il governo Meloni, dimostrando la scandalosa ipocrisia delle sue parole di condanna, continua nei fatti a spalleggiare Israele opponendosi in sede europea sia a questa sospensione che all’imposizione di sanzioni non limiate ai coloni ma dirette contro il governo di Israele, mentre a livello nazionale continua a rifiutarsi di fornire spiegazioni sui reali termini dell’ambigua ‘sospensione temporanea del rinnovo automatico’ del memorandum di cooperazione militare Italia-Israele che, a nostro giudizio, non è stato affatto sospeso. Questa ipocrisia è una vergogna non più tollerabile“. Lo dichiarano i parlamentari M5S Marco Croatti – imbarcato sulla prima missione della Gsf – Stefania Ascari e Dario Carotenuto – membri dell’intergruppo parlamentare per la pace tra Palestina e Israele – Alessandra Maiorino, Francesco Silvestri e Arnaldo Lomuti – capigruppo delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

  • 11:05

    Grimaldi (Avs): “Saif e Thiago sono ostaggi politici”

    “Saif Abu Keshek e Thiago Ávila: sono ostaggi politici. Mentre gli altri attivisti della Global Somud Flotilla sono usciti dal sequestro, Netanyahu trattiene i due noti attivisti per inviare un messaggio a Lula a Pedro Sánchez e al resto del globo”. Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs.
    “In gioco non c’è la sicurezza, ma la pressione: – prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – colpire i governi più esposti sul fronte del diritto internazionale e più determinati nel chiedere cessazione de Genocidio e rispetto delle regole. Le accuse di “terrorismo” e “attività illegali” sono utili a blindare la narrativa interna a Israele e a giustificare scelte già decise. È un metodo già noto: trasformare cittadini, attivisti e civili in bersagli, per intimidire la società democratica e zittire le opposizioni politiche. Il punto è politico e riguarda l’Europa: ciò che sta avvenendo in acque internazionali europee chiama una risposta pubblica, non silenzi diplomatici. Per questo pretendiamo tutela consolare, assistenza legale immediata e garanzie effettive, non annunci unilaterali e non “verifiche” affidate soltanto alla stessa autorità che sequestra. L’Italia deve condannare senza ambiguità quanto accaduto e attivare, subito, ogni iniziativa diplomatica e giudiziaria necessaria. Perché se passano i trofei diplomatici e la logica dell’ostaggio, domani – conclude Grimaldi – toccherà ad altri”.

  • 11:03

    Bundu: “Nostra nave affondata per la tempesta”

    L’imbarcazione Trinidad della Flotilla per Gaza è affondata nel Mediterraneo a causa di una tempesta. Una nave di Open Arms ha soccorso coi gommoni 12 naufraghi, tra attivisti e membri dell’equipaggio. Lo riferisce Antonella Bundu, ex candidata di Toscana Rossa alla presidenza della Regione Toscana, che fa parte della spedizione intercettata dalla marina israeliana.

  • 09:41

    Video

  • 09:41

    Carotenuto (M5s): “Governo si attivi per liberare gli attivisti”

    “Quanto sta accadendo ai 175 attivisti della Global Sumud Flotilla, tra cui 22 cittadini italiani, è un fatto inaccettabile che rappresenta una violazione dei diritti fondamentali e che richiede una risposta immediata e decisa da parte dell’intera comunità internazionale. Non possiamo limitarci alle dichiarazioni di circostanza: è necessario che tutte le istituzioni internazionali condannino Israele senza ambiguità e si attivino concretamente per garantire la sicurezza e la liberazione degli attivisti coinvolti, la restituzione delle imbarcazioni e dei beni diretti alla Striscia di Gaza. Al di là delle parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, servono azioni chiare e tempestive. Il Governo italiano deve assumere un ruolo attivo per ottenere la liberazione degli italiani. Le persone attualmente trattenute, inclusi i due cittadini, uno di nazionalità brasiliana e uno di nazionalità spagnola, fermati oggi dalle autorità israeliane in Grecia siano immediatamente liberate e venga interrotta ogni forma di maltrattamento nei confronti degli attivisti. È tempo di dire basta a ogni forma di indulgenza verso il governo terrorista di Netanyahu, è tempo di dire basta all’impunità di Israele”. Lo afferma il deputato del M5S Dario Carotenuto.

  • 09:39

    L’analisi del nostro inviato