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Trump: “Accordo con l’Iran in tempi brevi”. Accuse ai democratici: “Traditori”. Netanyahu: “Israele non ha finito il lavoro”

Il vicepresidente Usa JD Vance atteso in Pakistan per il secondo round di colloqui, ma la situazione resta fluida. La Repubblica Islamica parla di "pirateria" da parte di Washington per il blocco di Hormuz. Il petrolio continua la sua corsa. Onu: "Nessuna giustificazione alla distruzione di infrastrutture"
Trump: “Accordo con l’Iran in tempi brevi”. Accuse ai democratici: “Traditori”. Netanyahu: “Israele non ha finito il lavoro”
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In Evidenza

Wall Street Journal: “Iran ha confermato ai mediatori l’invio della delegazione a Islamabad”

L’Iran ha comunicato ai mediatori nella regione che invierà una delegazione di negoziatori domani a Islamabad per un secondo round di colloqui con gli Usa. Lo scrive il Wall Street Journal, che cita fonti informate in assenza di notizie confermate ufficialmente dal governo della Repubblica islamica.

Momenti chiave

    • 13:34

      Islamabad, completati i preparativi per il secondo round di negoziati

      Il ministro dell’Interno pakistano, Mohsin Naqvi, ha informato l’ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, che sono stati completati i preparativi per il secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran. Lo ha riferito in un post su X il ministero dell’Interno di Islamabad.
      Sottolineando i “rapporti fraterni” tra Pakistan e Iran, Naqvi ha ribadito che Islamabad è favorevole a una soluzione del conflitto tra Washington e Teheran attraverso il dialogo. “Una soluzione duratura del conflitto è garanzia di stabilità e pace per l’intera regione”, ha evidenziato.

    • 13:14

      Libano, Aoun: ex ambasciatore Karam guiderà delegazione in negoziati

      Il presidente libanese Joseph Aoun ha confermato che la delegazione incaricata di negoziare con Israele sarà guidata dall’ex ambasciatore Simon Karam, che in precedenza si era occupato dei colloqui con gli israeliani nell’ambito del meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco istituito nel novembre 2024. “I negoziati bilaterali saranno condotti per conto del Libano attraverso una delegazione guidata dall’ambasciatore Simon Karam, e nessuno parteciperà a questa missione al suo posto o in sua sostituzione”, ha detto il presidente Aoun durante un incontro a Baabda, secondo un comunicato stampa diffuso dalla presidenza. Lo riporta L’Orient Le Jour.

    • 12:52

      Xi Jinping ha sentito Mbs: “Il passaggio per Hormuz deve essere garantito”

      Il presidente cinese, Xi Jinping, ha affermato che il “normale traffico” nello strategico Stretto di Hormuz “deve essere garantito”. Lo ha riferito l’emittente statale Cctv, riportando una telefonata avuta con l’erede al trono saudita e leader ‘de facto’ della monarchia del Golfo, Mohammed bin Salman. Nel colloquio Xi ha ribadito inoltre che la Cina “sostiene un cessate il fuoco immediato e completo”.

    • 12:19

      Il Pakistan ha fatto sapere agli Usa che il loro blocco di Hormuz ostacola i colloqui

      Il capo dell’esercito pakistano Asim Munir, che svolge un ruolo fondamentale nei negoziati, avrebbe avuto colloqui con Trump. Durante la telefonata, Munir ha detto a Trump che il blocco statunitense dei porti iraniani rappresentava un ostacolo alla ripresa dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Trump avrebbe detto a Munir che avrebbe preso in considerazione il suo consiglio. Lo scrive Reuters sul sito citando una fonte della sicurezza pachistana.
      La fonte ha anche affermato che il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif aveva contattato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian per chiedergli di inviare una delegazione per dei colloqui in Pakistan, ma Pezeshkian aveva risposto che l’Iran non lo avrebbe fatto finché non fosse stato revocato il blocco.

    • 11:12

      I Paesi Bassi attivano il piano nazionale contro la crisi energetica

      Nei Paesi Bassi è scattato il piano nazionale per la crisi energetica alimentata dalla crisi in Medio Oriente. È la prima volta che viene attivato dalla sua introduzione dopo lo shock della guerra in Ucraina. La fase uno – riferiscono i media olandesi – non ha effetti immediati, ma segna un aumento dell’allerta, con il rafforzamento del monitoraggio delle forniture e del coordinamento con i settori più energivori, come trasporti e agricoltura. Al peggiorare della situazione, sono previste misure più incisive, tra cui limiti di velocità ridotti in autostrada e domeniche senza auto. Il premier Rob Jetten dovrebbe annunciare a breve aiuti per contenere gli effetti del caro energia, inclusi possibili sgravi fiscali per gli automobilisti.

    • 10:17

      Spagna: “Non parteciperemo ad alcuna operazione militare nello Stretto di Hormuz”

      “Non parteciperemo ad alcuna operazione militare nello stretto di Hormuz”: lo ha detto il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, in un’intervista alla radio statale Rne. Nella guerra fra Stati Uniti e Israele contro Iran, a 48 ore dalla fine della tregua e con il traffico marittimo sospeso per le operazioni incrociate, Albares ha segnalato: “Quello che vorremmo è che a un certo punto Hormuz torni a essere quello che era, e su questo non deve esserci alcun cambiamento: deve tornare a essere uno stretto con un passaggio libero, sicuro, gratuito per qualunque nave senza discriminazioni”. “Se un giorno ci dovesse essere, una volta terminata la guerra, una verifica” da parte di missioni di Paesi come quelli riuniti nella coalizione dei cosidetti Volenterosi, “dovrebbe essere svolta sotto l’egida dell’Onu”, ha aggiunto il capo della diplomazia iberica. Albares ha riconosciuto che allo stato sono “aumentate le tensioni militari” fra Iran e Stati Uniti: “Questo è lo scenario che vogliamo evitare, quello dell’escalation. Invito Iran ad andare a Islamabad e andare a negoziare”, ha esortato.

    • 10:12

      Cina: “Preoccupati dal sequestro Usa della nave iraniana”

      La Cina ha espresso preoccupazione per il sequestro da parte degli Stati Uniti di una nave battente bandiera iraniana che aveva tentato di eludere un blocco navale, esortando tutte le parti a riprendere i colloqui di pace. “Esprimiamo preoccupazione per l’intercettazione con la forza da parte degli Stati Uniti della nave in questione”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun in conferenza stampa.

    • 10:11

      Kallas: “Più impegno collettivo per la soluzione a due Stati”

      “L’obiettivo è esplorare come possiamo intensificare il nostro impegno collettivo per la soluzione dei due Stati, basata sul diritto internazionale. La Dichiarazione di New York fornisce un importante quadro politico per orientare questi sforzi. E, sebbene tali impegni si siano già tradotti in azioni concrete, possiamo e dobbiamo fare di più per garantire il rispetto dei diritti umani e la responsabilità, per proteggere il popolo palestinese e per mettere la soluzione dei due Stati saldamente sul tavolo delle trattative”. Lo ha detto l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, aprendo a Bruxelles la doppia riunione ministeriale dell’Alleanza globale per l’implementazione della soluzione a due Stati e del comitato di collegamento ad hoc (Ahlc).

    • 10:10

      Iran: “Non abbiamo ancora deciso se partecipare ai colloqui”

      Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che l’Iran non ha ancora deciso se partecipare al nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti. “Fino ad ora, non è previsto alcun incontro, poiché riteniamo che gli Stati Uniti non siano seriamente intenzionati a intraprendere un percorso diplomatico. Le autorità iraniane e il nostro team negoziale sono vigili sui complotti del nemico”, ha dichiarato Baghaei, citato dall’agenzia Irna. “Non possiamo dimenticare la costosa esperienza che abbiamo avuto con gli Stati Uniti lo scorso anno, quando hanno attaccato l’Iran per due volte, tradendo al contempo gli impegni del dialogo. Tuttavia, gli Stati Uniti insistono nel ripetere il loro approccio irrazionale e irrealistico del passato. Ma questa volta l’Iran darà una risposta diversa”, ha sottolineato Baghaei.

    • 09:56

      Pezeshkian: “Carenze di energia e carburante, dobbiamo essere sinceri col popolo”

      Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha esortato i funzionari ad attuare riforme nella gestione per evitare ulteriori pressioni sulla popolazione a causa di problemi come le carenze nel settore energetico e dei carburanti. E’ quanto riporta l’agenzia Irna. “Dobbiamo tenere informati i cittadini sulla realtà del Paese in questa situazione di crisi e non presentare informazioni errate o promesse irrealistiche, al fine di evitare un indebolimento della fiducia pubblica. Dobbiamo essere trasparenti e sinceri”, ha sottolineato.

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