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I colloqui di Islamabad verso il fallimento, media pasdaran: “Probabile ripresa della guerra”. Usa sequestrano una nave iraniana. Teheran: “Abbiamo colpito un’imbarcazione americana”

La Repubblica Islamica parla di "pirateria" da parte dei militari di Washington, mentre l'agenzia Tasnim prevede che "la ripresa della guerra è scenario più probabile". Il petrolio continua la sua corsa
I colloqui di Islamabad verso il fallimento, media pasdaran: “Probabile ripresa della guerra”. Usa sequestrano una nave iraniana. Teheran: “Abbiamo colpito un’imbarcazione americana”
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  • 12:19

    Il Pakistan ha fatto sapere agli Usa che il loro blocco di Hormuz ostacola i colloqui

    Il capo dell’esercito pakistano Asim Munir, che svolge un ruolo fondamentale nei negoziati, avrebbe avuto colloqui con Trump. Durante la telefonata, Munir ha detto a Trump che il blocco statunitense dei porti iraniani rappresentava un ostacolo alla ripresa dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Trump avrebbe detto a Munir che avrebbe preso in considerazione il suo consiglio. Lo scrive Reuters sul sito citando una fonte della sicurezza pachistana.
    La fonte ha anche affermato che il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif aveva contattato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian per chiedergli di inviare una delegazione per dei colloqui in Pakistan, ma Pezeshkian aveva risposto che l’Iran non lo avrebbe fatto finché non fosse stato revocato il blocco.

  • 11:12

    I Paesi Bassi attivano il piano nazionale contro la crisi energetica

    Nei Paesi Bassi è scattato il piano nazionale per la crisi energetica alimentata dalla crisi in Medio Oriente. È la prima volta che viene attivato dalla sua introduzione dopo lo shock della guerra in Ucraina. La fase uno – riferiscono i media olandesi – non ha effetti immediati, ma segna un aumento dell’allerta, con il rafforzamento del monitoraggio delle forniture e del coordinamento con i settori più energivori, come trasporti e agricoltura. Al peggiorare della situazione, sono previste misure più incisive, tra cui limiti di velocità ridotti in autostrada e domeniche senza auto. Il premier Rob Jetten dovrebbe annunciare a breve aiuti per contenere gli effetti del caro energia, inclusi possibili sgravi fiscali per gli automobilisti.

  • 10:17

    Spagna: “Non parteciperemo ad alcuna operazione militare nello Stretto di Hormuz”

    “Non parteciperemo ad alcuna operazione militare nello stretto di Hormuz”: lo ha detto il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, in un’intervista alla radio statale Rne. Nella guerra fra Stati Uniti e Israele contro Iran, a 48 ore dalla fine della tregua e con il traffico marittimo sospeso per le operazioni incrociate, Albares ha segnalato: “Quello che vorremmo è che a un certo punto Hormuz torni a essere quello che era, e su questo non deve esserci alcun cambiamento: deve tornare a essere uno stretto con un passaggio libero, sicuro, gratuito per qualunque nave senza discriminazioni”. “Se un giorno ci dovesse essere, una volta terminata la guerra, una verifica” da parte di missioni di Paesi come quelli riuniti nella coalizione dei cosidetti Volenterosi, “dovrebbe essere svolta sotto l’egida dell’Onu”, ha aggiunto il capo della diplomazia iberica. Albares ha riconosciuto che allo stato sono “aumentate le tensioni militari” fra Iran e Stati Uniti: “Questo è lo scenario che vogliamo evitare, quello dell’escalation. Invito Iran ad andare a Islamabad e andare a negoziare”, ha esortato.

  • 10:12

    Cina: “Preoccupati dal sequestro Usa della nave iraniana”

    La Cina ha espresso preoccupazione per il sequestro da parte degli Stati Uniti di una nave battente bandiera iraniana che aveva tentato di eludere un blocco navale, esortando tutte le parti a riprendere i colloqui di pace. “Esprimiamo preoccupazione per l’intercettazione con la forza da parte degli Stati Uniti della nave in questione”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun in conferenza stampa.

  • 10:11

    Kallas: “Più impegno collettivo per la soluzione a due Stati”

    “L’obiettivo è esplorare come possiamo intensificare il nostro impegno collettivo per la soluzione dei due Stati, basata sul diritto internazionale. La Dichiarazione di New York fornisce un importante quadro politico per orientare questi sforzi. E, sebbene tali impegni si siano già tradotti in azioni concrete, possiamo e dobbiamo fare di più per garantire il rispetto dei diritti umani e la responsabilità, per proteggere il popolo palestinese e per mettere la soluzione dei due Stati saldamente sul tavolo delle trattative”. Lo ha detto l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, aprendo a Bruxelles la doppia riunione ministeriale dell’Alleanza globale per l’implementazione della soluzione a due Stati e del comitato di collegamento ad hoc (Ahlc).

  • 10:10

    Iran: “Non abbiamo ancora deciso se partecipare ai colloqui”

    Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che l’Iran non ha ancora deciso se partecipare al nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti. “Fino ad ora, non è previsto alcun incontro, poiché riteniamo che gli Stati Uniti non siano seriamente intenzionati a intraprendere un percorso diplomatico. Le autorità iraniane e il nostro team negoziale sono vigili sui complotti del nemico”, ha dichiarato Baghaei, citato dall’agenzia Irna. “Non possiamo dimenticare la costosa esperienza che abbiamo avuto con gli Stati Uniti lo scorso anno, quando hanno attaccato l’Iran per due volte, tradendo al contempo gli impegni del dialogo. Tuttavia, gli Stati Uniti insistono nel ripetere il loro approccio irrazionale e irrealistico del passato. Ma questa volta l’Iran darà una risposta diversa”, ha sottolineato Baghaei.

  • 09:56

    Pezeshkian: “Carenze di energia e carburante, dobbiamo essere sinceri col popolo”

    Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha esortato i funzionari ad attuare riforme nella gestione per evitare ulteriori pressioni sulla popolazione a causa di problemi come le carenze nel settore energetico e dei carburanti. E’ quanto riporta l’agenzia Irna. “Dobbiamo tenere informati i cittadini sulla realtà del Paese in questa situazione di crisi e non presentare informazioni errate o promesse irrealistiche, al fine di evitare un indebolimento della fiducia pubblica. Dobbiamo essere trasparenti e sinceri”, ha sottolineato.

  • 09:30

    Iran: “Se ci saranno segnali positivi potremmo andare a Islamabad”

    Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, apre in un’intervista a Al Jazeera alla presenza iraniana ai colloqui a Islamabad ma a certe condizioni. L’Iran, afferma, ha deciso di proseguire i colloqui con gli Stati Uniti, ma ciò “non significa negoziare a qualsiasi costo” né accettare “qualsiasi approccio adottato dall’altra parte”. L’Iran ha fissato delle linee rosse, e queste “devono essere rispettate”, ha affermato. Alla domanda se l’Iran invierà una delegazione a Islamabad, Aziz ha risposto che dipende dal fatto che Teheran riceva o meno “segnali positivi”.

  • 09:17

    Pezeshkian: “Cercare ogni via diplomatica per ridurre le tensioni”

    Il presidente iraniano Pezeshkian tenta di allentare le tensioni dopo l’escalation del fine settimana tra Stati Uniti e Iran. “La guerra non è nell’interesse di nessuno e, pur resistendo alle minacce, ogni via razionale e diplomatica dovrebbe essere percorsa per ridurre le tensioni”, ha affermato, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Irna. Il presidente iraniano ha pero aggiunto che “la diffidenza verso il nemico e la vigilanza nelle interazioni sono una necessità innegabile”.

  • 09:13

    Nuovo attacco israeliano nel Sud del Libano

    L’esercito israeliano ha attaccato villaggio di Al-Tiri, nel sud del Libano. Lo riporta la rete libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah. Le Idf avvertono intanto i civili libanesi di non tornare nei villaggi del Libano meridionale, nonostante la fragile tregua. “Durante l’accordo di cessate il fuoco, le Forze di Difesa Israeliane continuano a rimanere schierate nelle loro posizioni nel Libano meridionale di fronte alla continua attività terroristica di Hezbollah”, afferma il portavoce dell’esercito, colonnello Avichay Adraee, in un post su X. Il portavoce ha elencato decine di villaggi in cui i civili non possono fare ritorno. “Inoltre, non avvicinatevi alla zona del fiume Litani, a Wadi al-Salhani e a Saluki”, aggiunge Adraee. Durante il cessate il fuoco, l’esercito ha dichiarato che avrebbe continuato a bonificare l’area attualmente sotto il suo controllo dalle infrastrutture, dagli attivisti e da qualsiasi altra minaccia di Hezbollah. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che le Idf raderanno al suolo tutti i villaggi libanesi al confine, ad eccezione di alcune comunità cristiane.