Trump: “L’accordo con l’Iran è vicino”
“Non ci sono punti critici”: l’accordo con l’Iran è “molto vicino”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista alla Afp.
“Non ci sono punti critici”: l’accordo con l’Iran è “molto vicino”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista alla Afp.
Momenti chiave
Le restrizioni di guerra sugli assembramenti in Israele sono state revocate in tutto il Paese. Ad annunciarlo è l’Idf in una dichiarazione ufficiale, ripresa da The Times of Israel, a poche ore dall’entrata in vigore di un cessate il fuoco di 10 giorni con Beirut. “L’intero Paese tornerà a livelli di piena attività”, ha assicurato l’esercito israeliano. L’unica eccezione riguarda le comunità al confine con il Libano, dove gli assembramenti rimarranno limitati a 1.000 persone fino a sabato alle 20:00. In tutto il Paese scuole e luoghi di lavoro potranno operare regolarmente.
È la prima volta dal 28 febbraio, data d’inizio della guerra con Teheran, che Israele revoca tutte le restrizioni attive
“Lo Stretto di Hormuz è completamente aperto, operativo e pronto per il pieno transito. Tuttavia, il blocco navale rimarrà pienamente in vigore ed efficace esclusivamente nei confronti dell’Iran, finché la nostra transazione con l’Iran non sarà completata al 100%”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
“L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto d’Iran (Hormuz, ndr) è completamente aperto e pronto per il transito. Grazie!”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano Donald Trump riprendendo quanto annunciato dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
Crolla il prezzo del greggio dopo l’annuncio del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi che annuncia “in linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco, lungo la rotta coordinata già annunciata dall’Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell’Iran”. Il Wti cede l’11,7% a 83,6 dollari al barile e il Brent cede il 10,8% a 88,6 dollari.
“In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il periodo residuo del cessate il fuoco sulla rotta coordinata come già annunciata dall’organizzazione Porti e organizzazione marittima della repubblica Islamica dell’Iran”. Lo annuncia su X il ministro degli esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi.
Gli Stati Uniti e l’Iran stanno negoziando un piano di tre pagine per mettere fine alla guerra che prevede, fra l’altro, lo sblocco da parte degli Usa di 20 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati in cambio della rinuncia da parte di Teheran delle proprie scorte di uranio arricchito. Lo riporta Axios citando alcune fonti.
Durante un discorso televisivo, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che Israele è stato costretto a “dichiarare un cessate il fuoco” grazie a una forte azione diplomatica e ha ribadito che Tel Aviv non ha “il diritto di attaccare Hezbollah e altri fronti in Libano”. Lo riporta Al Jazeera.
Pezeshkian ha poi assicurato che l’Iran “non ha mai cercato di dotarsi di armi nucleari”, dichiarando che Teheran non ha intenzione di fomentare disordini in Medio Oriente. Infine, un nuovo messaggio diretto agli Stati Uniti: “Resteremo fermi sui nostri principi e questo deve essere compreso dall’altra parte”.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha definito “cruciali” i negoziati diretti con Israele, all’indomani dell’annuncio da parte del presidente statunitense Donald Trump di un cessate il fuoco tra i due Paesi e di un prossimo incontro tra i rispettivi leader. “I negoziati diretti sono cruciali; e un cessate il fuoco è la porta d’accesso per procedere con i negoziati”, ha dichiarato Aoun in una nota diffusa dalla presidenza, ribadendo anche la la necessità di – consolidare il cessate il fuoco, garantire il ritiro delle forze israeliane dai territori meridionali occupati, ottenere il rilascio dei prigionieri e affrontare le questioni di confine ancora irrisolte”.
Tre petroliere iraniane con a bordo cinque milioni di barili di greggio sono diventate le prime navi cariche di questo tipo a lasciare il Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz da quando è entrato in vigore il blocco statunitense. Lo riferisce la società di monitoraggio Kpler all’Afp. La Deep Sea, la Sonia I e la Diona, tutte soggette a sanzioni statunitensi, hanno attraversato lo strategico stretto mercoledì dopo essere partite dall’isola iraniana di Kharg, avendo caricato il 2, l’8 e il 9 aprile rispettivamente, secondo la società di dati marittimi.
Il ministro della Difesa di Israele Israel Katz ha precisato che le forze israeliane continueranno a presidiare tutte le posizioni attualmente occupate in Libano, compresa una zona cuscinetto che si estende per 10 chilometri dal confine con Israele. Ha aggiunto che molte case nella zona saranno distrutte e nessun residente libanese potrà farvi ritorno. Katz ha detto anche che il resto del Libano a sud del fiume Litani deve essere liberato dalla presenza di Hezbollah, o attraverso mezzi diplomatici o mediante la prosecuzione delle operazioni militari israeliane