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Falliti i negoziati Usa-Iran, Trump minaccia il blocco di Hormuz. Mezzo italiano Unifil speronato da Israele nel sud del Libano

I pasdaran: "Li intrappoleremo nel vortice mortale dello Stretto". Il presidente iraniano Pezeshkian: "Doppio standard Usa principale ostacolo". La nota dell'Onu: "Significativi danni a un mezzo". Netanyahu in vista alle truppe nel Libano meridionale: ''La guerra continua"
Falliti i negoziati Usa-Iran, Trump minaccia il blocco di Hormuz. Mezzo italiano Unifil speronato da Israele nel sud del Libano
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In Evidenza

Il tycoon: “Fermeremo tutte le navi che abbiano pagato il pedaggio all’Iran”

“Ho ordinato alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni imbarcazione nelle acque internazionali che abbia versato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà libero transito in mare”. Lo ha annunciato Donald Trump su Truth.

Momenti chiave

    • 20:50

      Media Israele: “Idf si prepara alla ripresa del conflitto con l’Iran”

      Tutte e tre le principali emittenti televisive ebraiche riportano che le Forze di Difesa Israeliane (Idf) si stanno preparando alla ripresa del conflitto con l’Iran, in seguito al fallimento dei colloqui tra Washington e Teheran. Ynet ha riportato che il capo di stato maggiore dell’Idf Eyal Zamir ha ordinato all’esercito di passare a uno “stato di massima prontezza” e di prepararsi a una ripresa delle ostilità con l’Iran. Channel 12 riporta questa sera, senza citare alcuna fonte, che l’esercito non solo si sta preparando a un rinnovato conflitto con l’Iran, ma si sta anche preparando a un potenziale attacco a sorpresa iraniano contro Israele. Nel frattempo, l’emittente pubblica Kan cita un “alto funzionario della difesa” secondo il quale “Israele è interessato a riprendere la guerra contro l’Iran”, poiché il conflitto si è concluso “troppo presto, senza che sia stata esercitata una pressione sufficiente sull’Iran in merito alla questione nucleare e ai missili balistici”. Anche Channel 13 riporta che il livello di allerta dell’Idf è stato innalzato “significativamente” e che Zamir ha incaricato i militari “di prepararsi a una ripresa immediata dei combattimenti e ha ordinato l’avvio delle procedure di prontezza al combattimento”. L’Idf non ha commentato le notizie. (ANSA).

    • 20:49

      Il premier libanese Salam: “Impegnati a porre fine alla guerra fra Hezbollah e Israele”

      Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha affermato che il suo governo è impegnato a porre fine alla guerra fra Hezbollah e Israele attraverso i negoziati. A partire da martedì, Libano e Israele terranno colloqui diretti a Washington nel tentativo di porre fine al conflitto. A Beirut, sostenitori di Hezbollah e critici della decisione di negoziare hanno protestato, affermando che il governo è troppo debole per porre fine alla guerra. Il governo ha posto una tregua come prerequisito per i colloqui e prevede di chiedere il ritiro israeliano, il rilascio dei prigionieri libanesi e il ritorno di oltre un milione di sfollati libanesi. Le autorità libanesi hanno criticato gli attacchi aerei e l’invasione di terra di Israele, ma hanno anche condannato Hezbollah per aver lanciato razzi il 2 marzo in segno di solidarietà con l’Iran, scatenando l’ultima escalation.

    • 20:49

      Il presidente del parlamento iraniano Ghalibaf: “Non ci piegheremo ad alcuna minaccia”

      L’Iran non cede alle minacce degli Stati Uniti e di Donald Trump, che ha ordinato il blocco navale dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, al suo ritorno a Teheran dopo aver guidato i negoziati a Islamabad: “Se combattono, combatteremo, e se si presentano con la logica, useremo la logica. Non ci piegheremo ad alcuna minaccia, che mettano di nuovo alla prova la nostra volontà in modo che possiamo dare loro una lezione più grande”.

    • 20:04

      Media: “Pakistan ancora in contatto con Usa e Iran per riaprire negoziato”

      Il Pakistan è ancora in contatto sia con gli Stati Uniti sia con l’Iran nel tentativo di riportarli al tavolo dei negoziati, secondo quanto riportato da Channel 12 e rilanciato dai media israeliani. Il principale punto di disaccordo riguarda il destino del programma nucleare iraniano e la possibilità per l’Iran di continuare l’arricchimento dell’uranio, secondo quanto riportato. I negoziatori ritengono che se si raggiungerà un compromesso sulla questione nucleare, allora anche le altre aree di controversia – missili balistici, Stretto di Hormuz, gruppi armati alleati – si risolveranno di conseguenza.

    • 20:04

      “Colpo di avvertimento di Idf caduto a un metro di distanza da un cascoblu”

      Nel corso dell’ultima settimana, soldati israeliani hanno sparato ‘colpi di avvertimento’ nell’area, colpendo e danneggiando veicoli dell’Unifil chiaramente identificabili. In un caso, un ‘colpo di avvertimento’ è caduto a un metro di distanza da un peacekeeper che era sceso dal proprio veicolo. Negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno ripetutamente bloccato i movimenti dei peacekeeper su questa strada, oltre ai dinieghi della libertà di movimento registrati in altre aree. Sono i dettagli riferiti da Unifil, in merito all’episodio già emerso dello scorso 8 aprile, a seguito del quale il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano. 

    • 20:02

      Sky News: “Il Regno Unito non sarà coinvolto in un eventuale blocco di Hormuz”

      Il Regno Unito non sarà coinvolto in un eventuale blocco di Hormuz. Lo riporta Sky News Uk citando un portavoce del governo. “Continuiamo a sostenere la libertà di navigazione e l’apertura dello Stretto di Hormuz, urgentemente necessaria per sostenere l’economia globale e il costo della vita in patria. Lo Stretto di Hormuz non deve essere soggetto a pedaggi”, ha detto il portavoce. “Stiamo lavorando con urgenza con la Francia e altri partner per formare un’ampia coalizione a tutela della libertà di navigazione”. Trump aveva dichiarato che Londra avrebbe inviato dragamine per contribuire alle operazioni di bonifica dello stretto. 

    • 19:37

      La nota Onu sullo speronamento: “I soldati israeliani hanno ripetutamente bloccato i movimenti dei caschi blu”

      “In due occasioni, oggi, soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno speronato veicoli dell’Unifil con un carro armato Merkava, causando in un caso danni significativi”. Lo scrive la stessa missione delle Nazioni Unite in un posto su X. “I soldati – viene spiegato – avevano bloccato una strada a Bayada utilizzata per raggiungere le posizioni dell’Unifil”. “Negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno ripetutamente bloccato i movimenti dei caschi blu su questa strada, oltre alle limitazioni alla libertà di movimento registrate in altre zone”, fa sapere ancora l’Unifil. “Dall’inizio di aprile, i soldati israeliani hanno anche distrutto le telecamere di protezione delle forze nel quartier generale dell’Unifil a Naqoura e in altre cinque postazioni lungo la Linea Blu, da Ras Naqoura a Maroun ar Ras. Ieri hanno anche imbrattato con vernice spray le finestre del cancello d’accesso pedonale del quartier generale, impedendo la visibilità sul perimetro esterno”, denunciano ancora i Caschi Blu. “Queste azioni sono incompatibili con gli obblighi di Israele ai sensi della Risoluzione 1701 e con il requisito di garantire la sicurezza dei peacekeeper, nonché la loro libertà di movimento in ogni momento. Ostacolano la capacità dei peacekeeper di segnalare le violazioni commesse da entrambe le parti sul terreno”, dice ancora Unifil. “Le forze di pace rimarranno sul posto e continueranno a segnalare in modo imparziale al Consiglio di Sicurezza le violazioni che osserveremo”, conclude. 

    • 19:17

      Netanyahu in Libano: “La guerra continua”

      Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha visitato oggi le truppe israeliane nel Libano meridionale, insieme al ministro della Difesa e al Capo di Stato Maggiore. ”La guerra continua, anche all’interno della zona di sicurezza in Libano. I nostri nemici – l’Iran e l’Asse del Male – volevano distruggerci, e ora stanno combattendo per la propria sopravvivenza”, ha detto Netanyahu in una dichiarazione video registrata nei pressi di una postazione militare israeliana. “Abbiamo sventato la minaccia di invasione dal Libano grazie a questa fascia di sicurezza, e stiamo eliminando il pericolo dei missili anticarro e dei razzi. C’è ancora molto da fare, ma abbiamo sostanzialmente cambiato il volto del Medio Oriente”, ha aggiunto Netanyahu.

    • 19:16

      Onu su speronamento: “Danni significativi a carro armato”

      Le forze delle Nazioni Unite in Libano hanno reso noto che oggi un carro armato israeliano ha speronato i loro veicoli nel sud del Paese.
      “In due occasioni oggi, i soldati delle Forze di Difesa Israeliane (Ifp) hanno speronato veicoli di Unifil con un carro armato Merkava, in un caso causando danni significativi. I soldati avevano bloccato una strada a Bayada utilizzata per accedere alle posizioni di Unifil”, si legge in un post delle forze Onu su X. 

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