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Falliti i negoziati Usa-Iran, Trump minaccia il blocco di Hormuz. Mezzo italiano Unifil speronato da Israele nel sud del Libano

I pasdaran: "Li intrappoleremo nel vortice mortale dello Stretto". Il presidente iraniano Pezeshkian: "Doppio standard Usa principale ostacolo". La nota dell'Onu: "Significativi danni a un mezzo". Netanyahu in vista alle truppe nel Libano meridionale: ''La guerra continua"
Falliti i negoziati Usa-Iran, Trump minaccia il blocco di Hormuz. Mezzo italiano Unifil speronato da Israele nel sud del Libano
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In Evidenza

Il tycoon: “Fermeremo tutte le navi che abbiano pagato il pedaggio all’Iran”

“Ho ordinato alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni imbarcazione nelle acque internazionali che abbia versato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà libero transito in mare”. Lo ha annunciato Donald Trump su Truth.

Momenti chiave

    • 19:15

      Idf ha speronato due volte veicoli italiani Unifil nel Libano del Sud

      In due occasioni oggi, soldati delle Forze di difesa israeliane hanno speronato veicoli italiani dell’Unifil con un carro armato Merkava, in un caso causando danni significativi. I soldati avevano bloccato una strada a Bayada (Libano) utilizzata per accedere alle posizioni dell’Unifil. Lo si apprende da fonti informate, secondo cui non ci sarebbero feriti. 

    • 19:11

      Il ministro degli Esteri Tajani lunedì in Libano

      Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà domani a Beirut per una serie di incontri istituzionali con il Presidente della Repubblica libanese, Joseph Aoun, e con il Ministro degli Affari Esteri e degli Emigrati, Youssef Rajji. Nel corso della visita – spiega la Farnesina – il ministro incontrerà inoltre il contingente italiano impegnato nel Paese nell’ambito della Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) e del Comitato Tecnico Militare per il Libano (MTC4L). Avrà inoltre un collegamento in videoconferenza con il contingente italiano schierato presso la base UNIFIL di Shamaa, simbolo del costante impegno italiano a sostegno della pace e della stabilità in Medio Oriente. La missione si inserisce nel quadro della profonda instabilità regionale e intende ribadire il pieno sostegno dell’Italia alla stabilità e alla sicurezza del Libano. Durante i colloqui con il Presidente Aoun e il Ministro Rajji, Tajani sottolineerà innanzitutto la volontà di promuovere un dialogo diretto tra Libano e Israele per costruire una pace duratura nella regione.

    • 19:10

      Idf: “Venti razzi dal Libano contro il nord di Israele”

      Le Forze di Difesa Israeliane hanno reso noto che Hezbollah ha lanciato oggi circa 20 razzi dal Libano contro il nord di Israele. I razzi sono stati intercettati o hanno colpito aree aperte, e non si sono registrati feriti.

    • 19:08

      CNN: “Netanyahu in Libano con il ministro della Difesa”

      Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è entrato domenica nel Libano meridionale per condurre una valutazione della situazione nei territori occupati da Israele. Lo scrive la Cnn citando un funzionario israeliano e una fonte a conoscenza della visita. È la prima volta che Netanyahu ha attraversato il confine con il Libano dall’inizio della guerra con l’Iran. Un blitz che avviene appena due giorni prima dei colloqui diretti previsti tra Israele e Libano a Washington. Netanyahu era accompagnato dal ministro della Difesa Israel Katz e dal capo di stato maggiore delle Forze di Difesa israeliane, il tenente generale Eyal Zamir.

    • 19:08

      Arabia Saudita convoca ambasciatore iracheno per attacchi con droni

      Il ministero degli Esteri saudita ha presentato una “nota di protesta” all’ambasciatore iracheno in seguito a quelli che ha definito continui attacchi con droni lanciati dal territorio iracheno contro l’Arabia Saudita e i vicini Stati del Golfo. La Resistenza islamica in Iraq, un gruppo che riunisce diverse milizie irachene sostenute dall’Iran, ha annunciato la scorsa settimana la sospensione delle sue operazioni in Iraq e nella regione per due settimane, poche ore dopo l’accordo di cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran. Dall’inizio della guerra, le milizie irachene sostenute dall’Iran hanno rivendicato la responsabilità di decine di attacchi contro basi statunitensi e altre infrastrutture nel Paese, compiuti in segno di solidarietà con Teheran.

    • 18:49

      Pezeshkian a Putin: “Pronti per accordo per una pace regionale duratura”

      Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato al presidente russo Vladimir Putin che Teheran è pronta a raggiungere un accordo che garantisca una “pace regionale duratura”. Secondo quanto riportato dai media statali iraniani, Pezeshkian ha aggiunto che gli interessi nazionali dell’Iran rappresentano una linea rossa. Pezeshkian ha poi criticato l’uso da parte degli Stati Uniti di basi nei paesi del Golfo per condurre attacchi contro l’Iran, pur ribadendo che i paesi del Golfo sono “fratelli” e che Teheran è disposta a cooperare con loro per raggiungere la sicurezza regionale “senza l’intervento di potenze esterne”.

    • 18:48

      Pezeshkian: “Principale ostacolo è stata la politica del doppio standard”

      La politica del “doppio standard” degli Stati Uniti è stato il principale ostacolo al raggiungimento di un accordo per porre fine alla guerra. È l’accusa arrivata dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, nel corso di una telefonata con il presidente russo Vladimir Putin. “Durante i negoziati a Islamabad, la continua adesione degli Stati Uniti ai doppi standard e le loro ambizioni di politica di potenza sono stati i maggiori ostacoli”, ha detto Pezeshkian, secondo quanto riferito dall’ufficio presidenziale iraniano. Pezeshkian ha aggiunto che l’Iran resta disponibile a raggiungere un accordo equo per ottenere una pace duratura nella regione. “Un accordo è certamente realizzabile, ma gli Stati Uniti devono aderire alle regole riconosciute a livello internazionale e al diritto internazionale”, ha affermato.

    • 18:41

      Media Iran: “De petroliere pakistane hanno fatto inversione di rotta nello Stretto di Hormuz”

      L’agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che due petroliere battenti bandiera pakistana hanno fatto inversione di rotta nello Stretto di Hormuz. Le petroliere si chiamano Khairpur e Shalamar, ha riferito l’agenzia di stampa. 

    • 18:26

      Fonti Usa: ecco i punti di disaccordo con Teheran

      C’è la fine di tutti i programmi di arricchimento dell’uranio e lo smantellamento degli impianti nucleari, per la maggior parte distrutti, tra i punti principali di divergenza tra Stati Uniti e Iran che hanno fatto naufragare nella notte i colloqui di Islamabad. Li elenca una fonte americana, citata dal giornalista di Axios Barak Ravid. Disaccordo poi anche sul recupero dell’uranio altamente arricchito, sul sì a un quadro più ampio di pace, sicurezza e de-escalation che includa gli alleati regionali, sullo stop al finanziamento per i proxy (Hamas, Hezbollah e gli Houthi), sull’apertura completa dello Stretto di Hormuz, senza imporre pedaggi per il passaggio, e l’ammontare dei fondi iraniani congelati che saranno sbloccati.

    • 17:40

      La versione di Teheran (che smentisce Trump): “Falso che i negoziati sono falliti per il nucleare”

      Teheran contesta le affermazioni di Donald Trump e di altri funzionari americani secondo cui i colloqui di Islamabad sono falliti per rifiuto iraniano di rinunciare al suo programma nucleare. “È falso. La posizione dell’Iran è chiara. L’Iran non cerca di acquisire armi nucleari, ma ha il diritto all’energia nucleare per scopi pacifici. Questo diritto è innegabile e deve essere riconosciuto”, ha affermato una fonte iraniana, secondo quanto riferisce il Times of Israel. La stessa fonte assicura che il suo Paese è pronto a limitare le attività nucleari nell’ambito di misure per costruire la fiducia, compresi i livelli di arricchimento dell’uranio.

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