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L’Iran si scusa con i Paesi vicini. “Ma ancora missili sul Qatar”. Domani la nuova Guida suprema. E Trump annuncia nuovi raid

Il presidente iraniano: “Non ci arrenderemo mai”. Teheran: "Hormuz aperto, prenderemo di mira solo navi Usa e Israele". L'aeroporto di Dubai riapre dopo alcune ore di chiusura. Missili su Israele: sirene a Gerusalemme. Libano: "Almeno 41 morti nei raid israeliani", Katz: "Pagherete caro prezzo se Hezbollah continua ad attaccare"
L’Iran si scusa con i Paesi vicini. “Ma ancora missili sul Qatar”. Domani la nuova Guida suprema. E Trump annuncia nuovi raid
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Trump: “Iran non è più il ‘bullo del Medio Oriente'”

L’Iran, che sta venendo sconfitto in modo schiacciante, ha chiesto scusa e si è arreso ai suoi vicini mediorientali, promettendo che non avrebbe più sparato contro di loro”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, spiegando che “questa promessa è stata fatta solo a causa dell’implacabile attacco degli Stati Uniti e di Israele“. “Il loro obiettivo era quello di conquistare e governare il Medio Oriente – ha scritto su Truth Social – È la prima volta in migliaia di anni che l’Iran ha perso contro i paesi mediorientali circostanti. Hanno detto: ‘Grazie, presidente Trump’. Io ho risposto: ‘Prego!’. L’Iran non è più il ‘bullo del Medio Oriente’, ma è invece ‘il perdente del Medio Oriente’ e lo sarà per molti decenni fino a quando non si arrenderà o, più probabilmente, crollerà completamente!”

Momenti chiave

    • 16:14

      Il Kuwait annuncia riduzione produzione e raffinazione del petrolio

      Il Kuwait ha annunciato una riduzione precauzionale della produzione e della raffinazione del petrolio greggio a seguito dei continui attacchi dell’Iran contro il Paese e delle “minacce iraniane al passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz“. Lo riporta il Guardian. Kuwait Petroleum Corporation, la compagnia petrolifera statale, ha affermato che la decisione rientra nella sua “strategia di gestione del rischio e continuità operativa”.

    • 16:12

      Pezeshkian: “Non abbiamo attaccato i Paesi vicini ma basi Usa”

      “Non abbiamo attaccato i nostri Paesi amici e vicini; al contrario, abbiamo preso di mira basi, strutture e installazioni militari statunitensi nella regione”. Lo ha dichiarato su X il presidente iraniano, chiarendo quanto affermato in precedenza e scusandosi con i Paesi del Golfo. “La Repubblica Islamica dell’Iran ha sempre sottolineato l’importanza di preservare relazioni amichevoli con i governi della regione, basate sul buon vicinato e sul rispetto reciproco della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale – ha scritto Pezeshkian su X – Questo non nega il diritto intrinseco dell’Iran di difendersi da aggressioni militari degli Stati Uniti e del regime sionista. Restiamo fermi fino all’ultimo respiro nella difesa del nostro Paese e resistiamo. Le operazioni difensive dell’Iran sono rivolte esclusivamente contro obiettivi e strutture che rappresentano l’origine delle azioni aggressive contro la nazione iraniana”.

    • 16:11

      Idf: “Raid all’aeroporto di Teheran, distrutti 16 aerei”

      L’Idf ha affermato di aver distrutto 16 aerei utilizzati dalla Forza Quds dei pasdaran iraniani presso l’aeroporto internazionale di Mehrabad a Teheran, in un’ondata di attacchi aerei nella capitale iraniana la scorsa notte. Lo riporta il Times of Israel. L’esercito afferma che l’aeroporto di Mehrabad è stato utilizzato dalla Forza Quds “come snodo centrale per armare e finanziare i terroristi affiliati al regime in Medio Oriente”, tra cui Hezbollah in Libano. Nell’ambito degli attacchi, l’Idf ha dichiarato di aver distrutto 16 velivoli utilizzati per trasferire armi a Hezbollah, altre infrastrutture militari presso l’aeroporto, nonché diversi caccia iraniani.

    • 16:10

      Salito a 294 morti il bilancio delle vittime dei raid in Libano

      È salito a 294 morti e 1.023 feriti il bilancio delle vittime degli attacchi di Israele in Libano da lunedì 2 marzo. Lo riferisce il ministero della Sanità del Libano, citato dall’agenzia di stampa nazionale Nna.

    • 14:30

      Report 007 Usa: “Anche maxi-attacco a Iran non rovescerà regime”

      Un rapporto classificato del National Intelligence Council ha rilevato che anche un attacco su larga scala all’Iran lanciato dagli Stati Uniti difficilmente riuscirebbe a spodestare il radicato establishment militare e religioso della repubblica islamica, una valutazione che fa riflettere, mentre l’amministrazione Trump solleva lo spettro di una campagna militare estesa che, secondo i funzionari, è “appena iniziata”. Lo scrive il Washington Post, citando tre persone a conoscenza del contenuto del rapporto. Le fonti del giornale sollevano dubbi sul piano dichiarato del presidente Donald Trump di “ripulire” la struttura di leadership iraniana e insediare un governante di sua scelta. Il rapporto, completato circa una settimana prima che Stati Uniti e Israele iniziassero la guerra il 28 febbraio, delineava scenari di successione derivanti da una campagna mirata contro i leader iraniani o da un attacco più ampio contro la sua leadership e le istituzioni governative. In entrambi i casi, l’intelligence ha concluso che l’establishment clericale e militare iraniano avrebbe risposto all’uccisione della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, seguendo protocolli volti a preservare la continuità del potere. La prospettiva che l’opposizione frammentata iraniana prenda il controllo del paese è stata descritta come “improbabile“, hanno affermato le fonti, che hanno parlato a condizione di anonimato per discutere di un rapporto classificato. 

    • 14:26

      Trump alla Cnn: “Un nuovo leader democratico in Iran? Non per forza, basta che tratti bene Usa e Israele”

      La liberazione del popolo iraniano? Non è un obiettivo della guerra degli Usa. È quanto ha detto il presidente Donald Trump alla giornalista della Cnn Dana Bash in un colloquio telefonico. Il tycoon ha dichiarato che sta cercando una nuova leadership che tratterà bene gli Stati Uniti e Israele, anche se si tratta di un leader religioso anche se non democratico. “Non mi danno fastidio i leader religiosi. Ho a che fare con molti leader religiosi e sono fantastici“, ha detto. Incalzato dalla giornalista se l’interesse statunitense fosse quello di avere un leader democratico in Iran, Trump ha risposto: No, sto dicendo che ci deve essere un leader che sia giusto ed equo“. Il punto essenziale è solo uno: che sia capace soprattutto di “trattate bene gli Stati Uniti e Israele, e trattate bene gli altri paesi del Medio Oriente”.

    • 13:54

      Nuovo allarme a Tel Aviv e nel centro di Israele

      Un nuovo allarme per il lancio di missili dall’Iran è scattato in questi minuti a Tel Aviv e nel centro di Israele. Si tratta dell’ottavo attacco contro il Paese da questa notte.

    • 13:52

      Fox: “Usa invieranno terza portaerei nella zona”

      Gli Stati Uniti dovrebbero schierare una terza portaerei, la USS George H.W. Bush, in Medioriente. Lo riporta Fox News, secondo cui dovrebbe dirigersi verso il Mediterraneo orientale. La USS Gerald R. Ford, la più grande portaerei del mondo, ora si trova nel Mar Rosso, mentre la USS Abraham Lincoln è di stanza nel Mar Arabico.

    • 13:51

      Nyt: “Rubio vende 20mila bombe a Israele aggirando il Congresso”

      Il dipartimento di Stato guidato da Marco Rubio ha invocato l’emergenza della guerra con l’Iran per vendere oltre 20mila bombe a Israele, per un valore di quasi 660 milioni di dollari, aggirando l’autorizzazione del Congresso. Lo scrive il New York Times citando tre fonti informate e un comunicato diffuso la notte scorsa dal dipartimento di Stato in cui si afferma che Rubio ha determinato che “esiste un’emergenza che richiede l’immediata vendita” ad Israele di 12mila bombe, di oltre 450 chili ciascuna. La fornitura comprende altre 10mila bombe più piccole, circa 220 chili, e 5mila di piccolo diametro. L’amministrazione Trump ha avviato il conflitto con l’Iran senza chiedere l’autorizzazione del Congresso.

    • 13:27

      Israele: “Libano pagherà caro prezzo se Hezbollah continua ad attaccare”

      Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha avvertito il Libano che “pagherà un caro prezzo” se Hezbollah continuerà ad attaccare il suo Paese. In una dichiarazione trasmessa dalla televisione, ha affermato che Israele non permetterà attacchi alle sue truppe o alle sue comunità dal territorio libanese, affermando che i residenti non saranno evacuati. In un messaggio al presidente libanese Joseph Aoun, ha scritto che se “la scelta diventa proteggere i nostri civili e i nostri soldati o il Libano, sceglieremo di difendere i nostri civili e i nostri soldati, e il governo del Libano e il Libano pagheranno un prezzo molto alto”.

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