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Papa Leone XIV torna a tuonare contro la guerra: “Non è mai benedetta da Dio, risolviamo i conflitti da uomini e non da bestie con armi iper-tecnologiche”

Il pontefice ha aperto la riunione dei cardinali di tutto il mondo convocata in via straordinaria per fare il punto sul ruolo dei cattolici nel contesto della situazione internazionale e sul cammino interno alla Chiesa
Papa Leone XIV torna a tuonare contro la guerra: “Non è mai benedetta da Dio, risolviamo i conflitti da uomini e non da bestie con armi iper-tecnologiche”
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Papa Leone XIV lancia ancora una volta il suo sguardo sul difficile momento che il mondo sta attraversando. “La guerra non è mai degna dell’uomo, e non è mai benedetta da Dio, perché il Creatore ci ha dotati di intelligenza e volontà per risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi iper-tecnologiche. L’unità della famiglia umana precede i singoli popoli e Stati. Non si tratta solo di un dato biologico: è un principio etico”, ha detto il pontefice nell’omelia della messa a San Pietro che di fatto ha aperto il Concistorio straordinario, la riunione dei cardinali di tutto il mondo per fare il punto sul ruolo dei cattolici nel contesto della situazione internazionale e sul cammino interno alla stessa Chiesa.

Il vescovo di Roma non fa riferimenti, com’è ovvio che sia, ma le parole contrastano con la visione con cui l’amministrazione Trump ha giustificato l’attacco all’Iran. Non è la prima volta che Leone XIV pronuncia questa espressione. Il 10 aprile, nel pieno dello scontro con il capo della Casa Bianca, il Papa ha scritto su X: “Dio non benedice alcun conflitto. Chiunque sia discepolo di Cristo non si schiera mai dalla parte di coloro che un tempo brandivano la spada e oggi sganciano bombe“. “Come si può dire che Dio non sia mai dalla parte di chi impugna la spada? – gli aveva replicato piccato J.D. Vance, ex evangelico convertito al cattolicesimo, – Dio era dalla parte degli americani che liberarono la Francia dai nazisti? Dio era dalla parte degli americani che liberarono i campi dell’Olocausto?”. “Esiste una tradizione millenaria, anzi, più che millenaria, di teoria della guerra giusta“, aveva aggiunto rifacendosi alla vulgata della destra clericale sul cosiddetto “bellum iustum” teorizzato da Sant’Agostino.

Questa posizione è condivisa nell’amministrazione Trump. “Il nostro momento presente è molto simile all’XI secolo – ha scritto nel suo libro American Crusade il segretario alla Difesa Pete Hegseth, membro della Comunione delle Chiese Evangeliche Riformate – Non vogliamo combattere, ma, come i nostri fratelli cristiani mille anni fa, dobbiamo farlo“. Perché Deus vult – “Dio lo vuole” – come recita la scritta che il capo del Pentagono porta tatuata sul bicipite destro.

Dopo la messa il pontefice è arrivato nell’Aula Paolo VI dove ha preso il via la prima sessione di lavori, dedicata proprio agli scenario geopolitici. L’Aula è organizzata con tavoli tondi per consentire ai cardinali di lavorare e confrontarsi, dopo l’introduzione ai lavori del Papa, in piccoli gruppi. “Conto su di voi – ha detto il capo della cristianità -, perché mi aiutiate a discernere ciò che lo Spirito dice oggi alla Chiesa. Ho bisogno del vostro appoggio forte, esplicito e pubblico. Ho bisogno di sentirmi sostenuto da voi come da fratelli”.

“Il Ministero che il Signore mi ha affidato non può essere vissuto da solo. Esso ha bisogno della vostra esperienza, della vostra sapienza pastorale, della vostra conoscenze delle Chiese e dei popoli che vi sono affidate”, ha proseguito Leone. “Molti di voi provengono da terre segnate dalla guerra, dalla violenza, dalla polarizzazione sociale o religiosa, ma nessuno di noi è estraneo alle molte forme di conflitto, di sopraffazione, di frattura che attraversano oggi le nostre società”. “Il discernimento che siamo chiamati a compiere riguarda tutti e interpella la missione della Chiesa in ogni contesto”, ha detto ancora il Papa.

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