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Raid su Iran, Israele e Qatar. Missili su base Usa in Bahrein. Netanyahu: “Abbiamo piano per cambio di regime”

Un morto a Dubai. Domani la nuova Guida suprema. I media israeliani: "Ferito il figlio di Khameini designato alla successione"
Raid su Iran, Israele e Qatar. Missili su base Usa in Bahrein. Netanyahu: “Abbiamo piano per cambio di regime”
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Netanyahu: “Abbiamo piano organizzato per cambio regime in Iran”

Israele “ha un piano organizzato con molte sorprese” per la prossima fase della guerra in Iran, “per destabilizzare il regime e rendere possibile un cambio“. È quanto ha sostenuto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un video, nel quale si è rivolto ai Pasdaran: “Siete nel nostro mirino. Chiunque deponga le armi, non subirà alcun danno. Chi non lo farà, avrà il sangue sulla testa”.

Momenti chiave

    • 12:23

      La Cnn a Teheran: primi giornalisti Usa nel Paese

      Teheran “è semideserta, la città è sotto costanti e massicci bombardamenti. In molti hanno deciso di andarsene, perché rimanere qui sembra davvero molto pericoloso”: è il primo reportage dell’inviato della Cnn, Fred Pleitgen, che con la fotoreporter Claudia Otto, è arrivato ieri in tarda serata nella capitale iraniana. Si tratta dei primi giornalisti di un’emittente americana a recarsi nella Repubblica islamica dall’inizio della guerra. La Cnn precisa di operare in Iran solo con il permesso del governo e che Pleitgen condivide i suoi reportage con Erin Burnett.

    • 12:19

      Iran: “Hormuz aperto, colpiremo solo navi Usa e Israele”

      “Controlliamo lo Stretto di Hormuz, ma non lo chiuderemo e tutte le navi potranno attraversarlo. Tuttavia, le navi degli Stati Uniti e di Israele saranno prese di mira dalle forze armate iraniane“: lo ha detto il portavoce delle forze armate iraniane Abolfazl Shekarchi, aggiungendo “che l’Iran non può fornire alcuna garanzia sulla sicurezza delle navi di tutti i Paesi e, se dovessero attraversare lo Stretto, la responsabilità di qualsiasi incidente sarà loro, a causa della situazione di guerra“.

    • 12:15

      Hegseth: “Affronteremo chiunque aiuti Teheran”

      “Assicuro al popolo americano che il loro comandante in capo sa benissimo chi sta parlando con chi”. Così il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth risponde a chi gli chiede delle notizie sul presunto aiuto di Mosca a Teheran, con l’intelligence russa che starebbe fornendo le informazioni per colpire gli obiettivi americani nella regione, in un’intervista con 60 Minutes che andrà in onda domenica. “E qualsiasi cosa che non dovrebbe avvenire, sia pubblicamente o tramite canali segreti, sarà confrontata con forza”, ha aggiunto il capo del Pentagono, secondo le anticipazioni diffuse da Cbsnews, aggiungendo che gli Stati Uniti stanno “controllando ogni cosa” per sviluppare i piani di battaglia.

    • 12:12

      Papa: “La Chiesa pronta a collaborare con tutti per la pace”

      La Chiesa “proclama il Vangelo della pace” ed è “pronta a collaborare con tutti per custodire questo bene universale“. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo in udienza i cappellani militari. “La pace non è soltanto assenza di conflitto, ma pienezza di giustizia, di verità e di amore”, ha aggiunto il Pontefice.

    • 12:03

      Idf: “Nessun resto di Ron Arad trovato nel Libano orientale”

      L’esercito israeliano ha confermato che le forze speciali dell’aeronautica militare israeliana hanno effettuato un raid nel Libano orientale durante la notte nel tentativo di localizzare i resti dell’aviatore dell’Iaf Ron Arad, scomparso dopo essersi paracadutato dal suo aereo sopra il Libano nel 1986. L’Idf ha dichiarato che, durante l’operazione a Nabi Chit, non sono stati rinvenuti resti riconducibili ad Arad.

    • 11:54

      Teheran: “Attacchi a basi militari Usa nel Golfo”

      Le forze armate iraniane rivendicano il lancio di droni contro basi militari Usa nel Golfo e contro obiettivi in Israele. “La Marina militare iraniana ha preso di mira basi militari e territori occupati con una massiccia ondata di attacchi di droni”, si legge in un comunicato dell’esercito, riportato dall’Irna, elencando tra gli obiettivi la base AlMinhad negli Emirati, un’altra base in Kuwait e “una struttura strategica” in Israele. In un altro comunicato i Guardiani della Rivoluzione hanno detto di aver preso di mira anche la base aerea Al-Dhafra negli Emirati. “In questo attacco il centro della guerra aerea dei terroristi americani, il centro di comunicazione satellitare, i radar per il primo allarme e i radar per il controllo del fuoco sono stati colpiti”, si legge nel comunicato riportato dall’agenzia Tasnim.

    • 11:52

      Onu: “Situazione destinata a peggiorare”

      Il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Libano ha esortato il Libano e Israele ad avviare colloqui per negoziare la fine delle ostilità dopo la ripresa dei combattimenti tra Israele e Hezbollah. “Per quanto brutta sia, la situazione attuale è destinata a peggiorare ulteriormente”, ha affermato Jeanine HennisPlasschaert. “I colloqui tra Libano e Israele possono rappresentare la svolta necessaria per salvare le generazioni future dal dover rivivere, ancora e ancora, lo stesso incubo”. ha aggiunto.

    • 11:19

      Esplosioni e sirene antiaeree a Gerusalemme

      Esplosioni e sirene antiaeree a Gerusalemme: lo hanno riferito i giornalisti dell’Afp. Sono state udite almeno tre esplosioni, mentre nelle ultime 24 ore sono stati diramati almeno sei allarmi antiaerei in tutto Israele.

    • 11:16

      Teheran: “Colpito centro aviazione militare e hub comunicazioni Usa negli Emirati”

      Le Guardie rivoluzionarie iraniane affermano di aver colpito un centro dell’aviazione militare e un hub di comunicazioni satellitari degli Stati Uniti nella base aerea di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti. Lo riportano Haaretz.

    • 11:03

      Nbc: “Trump ha espresso serio interesse per le truppe di terra”

      In colloqui privati con consiglieri ed esponenti repubblicani, Donald Trump ha espresso un “serio interesse” per l’invio di truppe di terra in Iran. Lo rivela Nbcnews, citando due fonti informate che precisano che il presidente avrebbe discusso l’idea nell’ambito di una visione del dopo guerra in Iran che vedrebbe la messa in sicurezza dell’uranio di Teheran e una collaborazione del nuovo regime con gli Usa sul piano della produzione petrolifera, con un accordo simile a quello imposto al Venezuela dopo il blitz del tre gennaio scorso. Secondo le fonti citate dall’emittente, Trump non starebbe pensando quindi a un’invasione di terra in grande scala ma a piccoli contingenti militari usati per specifici obiettivi strategici. Il presidente, comunque, non avrebbe ancora preso una decisione finale e quindi non ha dato nessun ordine specifico per le truppe di terra, concludono le fonti.

      A una richiesta di commento, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt ha risposto: “Questo articolo è basato su speculazioni di fonti anonime che non fanno parte del team di sicurezza del presidente e chiaramente non sono informate su queste discussioni”. “Il presidente Trump mantiene sempre, saggiamente, tutte le opzioni aperte – ha continuato – ma chiunque tenti di insinuare che lui sia in favore di un’opzione o di un’altra, dimostra di non essere veramente seduto al tavolo delle discussioni“.

      In effetti, Trump non ha escluso “boots on the ground“, come in America viene indicata l’opzione delle truppe di terra, ma finora la guerra viene considerata unicamente una campagna di bombardamenti aerei.

      Le discussioni private riportate dalle fonti dell’emittente americane indicano che il presidente sarebbe più disposto di quanto faccia apparire in pubblico a un allargamento del conflitto con l’invio di truppe di terra, cosa che aumenterebbe drasticamente i rischi per i militari americani. A una settimana dall’inizio del conflitto, gli Stati Uniti contano sei caduti e 18 militari feriti negli attacchi iraniani.

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