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Due hotel colpiti in Bahrein, raid di Israele in Libano. Qatar: “Il Golfo potrebbe fermare l’export di energia”. Reuters: “Usa responsabili della strage nella scuola in Iran”

"Inviare truppe di terra in Iran sarebbe una perdita di tempo", dice Trump a Nbc, ribadendo la pretesa di avere un ruolo centrale nella scelta del prossimo leader. Qatar: "Se la guerra continua il Golfo potrebbe fermare l'export di energia"
Due hotel colpiti in Bahrein, raid di Israele in Libano. Qatar: “Il Golfo potrebbe fermare l’export di energia”. Reuters: “Usa responsabili della strage nella scuola in Iran”
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In Evidenza

Reuters: “Per gli investigatori militari Usa sono gli Stati Uniti i responsabili della strage nella scuola”

Gli investigatori militari statunitensi ritengono probabile che le forze Usa siano responsabili dell’attacco alla scuola femminile iraniana in cui sono morte 150 bambine sabato scorso ma non hanno ancora raggiunto una conclusione definitiva né completato le indagini: lo rivela Reuters in un’esclusiva.
La scuola femminile di Minab, nell’Iran meridionale, è stata colpita nel primo giorno di attacchi statunitensi e israeliani contro il Paese. L’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, ha dichiarato che l’attacco ha ucciso 150 studentesse. 

  • 11:12

    Azerbaigian evacua i suoi diplomatici dall’Iran

    L’Azerbaigian ritira lo staff diplomatico dal vicino Iran. “L’Azerbaigian sta evacuando dall’Iran il suo personale diplomatico”, ha detto il ministro degli Esteri, Jeyhun Bayramov, precisando che la decisione riguarda sia l’ambasciata a Teheran che il consolato a Tabriz.

  • 11:07

    Tajani: “La guerra durerà 6-7 settimane”

    “Non sarà una guerra breve, credo che durerà almeno 6-7 settimane”. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo a Start su Sky TG24. ”Anche le forze armate iraniane hanno capacità per resistere ancora qualche giorno, saranno giornate difficili”, ha aggiunto Tajani.

  • 10:46

    Qatar: “Se la guerra continua il Golfo potrebbe fermare l’export di energia”

    Il ministro dell’energia del Qatar Saad al-Kaabi ha avvertito che la guerra in Medio Oriente potrebbe costringere i paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane e a far salire drasticamente i prezzi del petrolio. Lo ha detto il ministro al Financial Times. “Ciò farà crollare le economie mondiali”, ha dichiarato Saad al-Kaabi al giornale, prevedendo che se la guerra continuasse, la crescita globale ne soffrirebbe e i prezzi dell’energia salirebbero alle stelle.  

  • 10:35

    Tajani: “Nessuno ha richiesto le nostre basi, neanche per uso logistico”

    “Nessuno ci ha chiesto” l’uso delle nostre basi, “neanche per uso logistico”. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo a Start su Sky TG24. “Per concedere ‘uso delle nostre basi ci deve essere un passaggio parlamentare”, ha aggiunto Tajani aggiungendo che “non faremo come ha fatto D’Alema che ordinò di bombardare i Balcani senza il sostegno del Parlamento”. Tajani ha ricordato che “anche ieri abbiamo informato il Parlamento, per rispetto, è stata una scelta del governo”.

  • 10:31

    Quattro uomini arrestati a Londra per spionaggio pro-Iran

    Quattro uomini sono stati arrestati a Londra con l’accusa di aver collaborato con l’intelligence iraniana per spiare obiettivi e personalità legate alla comunità ebraica della capitale britannica. Secondo quanto riferito dalla Metropolitan Police, i sospettati – un cittadino iraniano e tre con doppia cittadinanza britannico-iraniana – sono stati fermati in tre diversi indirizzi di Londra. Altri sei uomini sono finiti in manette con l’accusa di favoreggiamento, ha aggiunto Scotland Yard. 

  • 10:22

    Lancio di missili verso Israele, esplosioni a Tel Aviv

    Secondo le prime informazioni riportate da Times of Israel, che cita fonti mediche, non ci sono state segnalazioni di feriti in seguito all’ultimo attacco missilistico iraniano contro il centro di Israele. Secondo i militari israeliani sono stati lanciati pochi missili e non ci sono segnalazioni di impatti diretti nelle zone residenziali. L’attacco è stato il primo registrato dopo circa 11 ore di stop. Le sirene sono risuonate a Tel Aviv e nell’area circostante, nel centro di Israele. Si sono sentite anche delle esplosioni, apparentemente causate dall’intercettazione o dall’impatto in aree aperte. 

  • 10:03

    Reuters: “Per gli investigatori militari Usa sono gli Stati Uniti i responsabili della strage nella scuola”

    Gli investigatori militari statunitensi ritengono probabile che le forze Usa siano responsabili dell’attacco alla scuola femminile iraniana in cui sono morte 150 bambine sabato scorso ma non hanno ancora raggiunto una conclusione definitiva né completato le indagini: lo rivela Reuters in un’esclusiva.
    La scuola femminile di Minab, nell’Iran meridionale, è stata colpita nel primo giorno di attacchi statunitensi e israeliani contro il Paese. L’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, ha dichiarato che l’attacco ha ucciso 150 studentesse. 

  • 09:52

    In Iran sesto giorno di blackout di Internet

    “Buio digitale” in Iran. NetBlocks, osservatorio di Internet, rileva come i dati “mostrino che l’Iran resta nel buio digitale dopo sei giorni di blackout di Internet, con la connettività all’1%”. In un post su X NetBlocks aggiunge che “il regime continua a promuovere la sua agenda tramite reti autorizzate”. 

  • 09:51

    Wall Street Journal: “Gli Emirati valutano di congelare miliardi di beni iraniani”

    Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal gli Emirati Arabi Uniti stanno valutando la possibilità di impedire all’Iran di accedere a miliardi di dollari detenuti nello Stato del Golfo. Questa mossa – viene spiegato – potrebbe paralizzare l’accesso di Teheran alla valuta estera e alle reti commerciali globali. Le autorità degli Emirati avrebbero avvertito i funzionari iraniani che una simile mossa è stata presa in considerazione, ha affermato il giornale, citando fonti vicine alle discussioni, sebbene non sia stata ancora presa una decisione sull’opportunità o meno di agire, né sui tempi. 

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