Il punto | Cgil: “Mezzo milione nelle piazze, non ci fermeremo”. Scontro col governo sull’adesione
Da soli, senza la Cisl come accade ormai da tempo, e anche senza la Uil. Una prova di forza, riuscita secondo la Cgil: “Mezzo milione di persone in piazza e adesione al 68%”. È in queste cifre lo sciopero generale contro la Manovra del governo che quindi, secondo il sindacato, è stato un successo. Il segretario generale Maurizio Landini, in piazza a Firenze insieme a 100mila persone secondo gli organizzatori, sostiene che non finisce qui: “Non ci fermeremo fino alla vittoria”.
Tradotto: il governo metta mano alla legge di Bilancio sui temi che la Cgil continua a ritenere importanti. I salari, innanzitutto. “Da tutta Italia – dice il sindacato – sono arrivati messaggi chiari: aumentare salari e pensioni, fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, contrastare la precarietà, introdurre una riforma fiscale equa e progressiva e vere politiche industriali e per il terziario, dire no al riarmo e chiedere maggiori investimenti in sanità e istruzione”. Nei cortei dell’Emilia-Romagna c’erano 40mila persone, 15mila a Milano dove ha sfilato il segretario generale della Fiom Michele De Palma e c’erano anche i giornalisti di Repubblica in sciopero per la cessione al gruppo greco Antenna.
“La maggioranza delle lavoratrici, dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati, la maggioranza cioè di chi tiene in piedi questo Paese – ha dichiarato Landini – non condivide e non accetta la manovra economica di questo Governo. La giornata di oggi dimostra in modo ancor più evidente la necessità di un cambiamento”. Il governo, in particolare la Lega, è tornata ad attaccare il leader della Cgil. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha sostenuto che i disagi nei trasporti sono stati contenuti: “Fortunatamente, i dati sono incoraggianti e i disagi molto limitati”. Pochi problemi anche nella scuola, secondo il ministero dell’Istruzione: “L’adesione è al 3,86%, fra le più basse registrate in questi ultimi 3 anni”.