L’addio di GM alla benzina, le buone azioni di Biden, le richieste dei cittadini: la stampa internazionale
Notizie e denunce
Tutte le prime 54 azioni di Biden sul fronte climatico
Nella prima settimana di governo, Biden ha già messo in atto oltre cinquanta azioni di contrasto al cambiamento climatico. Tra le prime, c’è il rientro nell’accordo di Parigi, l’ordine di rivedere e annullare più di 100 azioni di Trump su clima e ambiente, la decisione di stabilire il cambiamento climatico come elemento essenziale della politica estera e della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, lo sviluppo del Nationally Determined Contributiondell’America, cioè l’obiettivo di riduzione delle emissioni di ciascun paese, lo sviluppo di un piano finanziario per il clima, l’istituzione dell’ufficio per la politica climatica nazionale della Casa Bianca, la creazione di una task force nazionale per il clima, l’ordine di garantire che i posti di lavoro ricavati dai fondi per il clima abbiano salario garantito e la scelta di aderire a un sindacato, l’identificazione di misure per raddoppiare la produzione di energia rinnovabile dall’eolico offshore entro il 2030, infine l’individuazione di nuove opportunità per tecnologie e infrastrutture energetiche pulite.
General Motors punta a smettere di vendere auto a benzina e SUV entro il 2035
General Motors, la più grande casa automobilistica statunitense, ha un nuovo obiettivo: la società vuole smettere di vendere veicoli a benzina e diesel entro il 2035. L’obiettivo è in linea con le recenti azioni di Gm che indicano il desiderio di abbandonare i motori a combustione interna e investire nei veicoli elettrici, ma resta un cambiamento sorprendente per un’azienda che ha costruito gran parte dell’immagine e dei profitti del proprio marchio su Suv come Chevrolet Suburban e Cadillac Escalade. La spinta di Gm per eliminare le emissioni dallo scarico fa parte di un piano più ampio dell’azienda, annunciato anche giovedì, per arrivare alla neutralità dal carbonio entro il 2040.
Si possono riprendere gli esperimenti sui macachi, sconfitta la Lav
Il Consiglio di Stato ha deciso: possono riprendere dopo alcuni mesi gli esperimenti sul cervello dei macachi chiusi nello stabulario dell’Università di Parma. Sconfitta l’associazione animalista Lav. “Abbiamo combattuto una battaglia per oltre due anni, contro i giganti favorevoli alla sperimentazione animale. In questa lunga campagna d’informazione e denuncia numerosi esperti scientifici e legali hanno sostenuto la richiesta Lav di fermare la sperimentazione e liberare gli animali. Il Consiglio di Stato ha nei mesi scorsi sospeso lo studio Light-up per ben due volte, fatto unico nella storia del nostro Paese, sottolineando che non era stata sufficientemente argomentata la impossibilità di ricorrere ad altri metodi, e che l’eventuale perdita dei fondi legati al progetto era secondario rispetto alla cecità provocata in sei esseri senzienti, con indubbia sofferenza. Oggi non ha perso solo la Lav, e gli oltre 440mila cittadini che hanno aderito alle nostre richieste, ha perso tutta la ricerca, ha perso l’Italia dove si continua a voler difendere una sperimentazione fuorviante, dispendiosa e ancorata al passato, a discapito del diritto e della vita di tutti e dei metodi innovativi di ricerca”.
L’energia rinnovabile in Europa ha superato i combustibili fossili per l’elettricità europea nel 2020
Secondo un rapporto annuale di Ember e Agora Energiewende, per la prima volta l’anno scorso gli europei hanno ottenuto più elettricità da fonti rinnovabili rispetto ai combustibili fossili. “La rapida crescita dell’eolico e del solare ha costretto il carbone al declino, ma questo è solo l’inizio”, ha affermato Dave Jones, analista senior dell’elettricità per Ember e autore principale del rapporto. “L’Europa fa affidamento sull’eolico e sul solare per garantire non solo l’eliminazione del carbone entro il 2030, ma anche per eliminare gradualmente la generazione di gas, sostituire la chiusura delle centrali nucleari e soddisfare la crescente domanda di elettricità da auto elettriche, pompe di calore ed elettrolizzatori”.
“Per essere circolari al 2050 servono target vincolanti”
“L’Unione europea ha bisogno di obiettivi politici chiari per raggiungere un’economia a emissioni zero, sostenibile dal punto di vista ambientale, priva di sostanze tossiche e completamente circolare entro il 2050 al più tardi”: la commissione Ambiente dell’Europarlamento chiede impegni vincolanti per le istituzioni, le imprese e i cittadini. Se l’economia circolare è un obiettivo di lungo termine, è chiaro infatti che i suoi principi devono essere incardinati in target strategici e da raggiungere obbligatoriamente, prevedendo eventualmente anche penali in caso di risultati mancati. La necessità è quella di definire limiti stringenti su temi come l’uso dei materiali e l’impronta di consumo, che coprano l’intero ciclo di vita di ciascuna categoria di prodotto immessa sul mercato dell’Ue. A tal fine la commissione dell’Europarlamento sollecita l’introduzione, già nel 2021, di indicatori di circolarità armonizzati, comparabili e uniformi per l’impronta dei materiali e dei consumi.
Studi e report
People’s Climate Vote, secondo il più grande sondaggio le persone vogliono azioni più incisive sul clima
Sono stati pubblicati i risultati del Peoples ’Climate Vote, la più grande indagine mondiale mai condotta sull’opinione pubblica sul cambiamento climatico fatta dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), in collaborazione con l’Università di Oxford. Coprendo 50 paesi con oltre la metà della popolazione mondiale, il sondaggio include anche oltre mezzo milione di persone di età inferiore ai 18 anni. L’amministratore dell’Undp Achim Steiner ha dichiarato: “I risultati del sondaggio illustrano chiaramente che l’azione urgente per il clima ha un ampio sostegno tra le persone di tutto il mondo, di tutte le nazionalità, età, sesso e livello di istruzione. Ma più di questo, il sondaggio rivela come le persone vogliono che i loro responsabili politici affrontino la crisi sanitaria. Dall’agricoltura rispettosa del clima alla protezione della natura, investendo in una ripresa verde dal covid-19”.
Fonte: United Nations Development Programme
Biometano, tutti i vantaggi del biocombustibile a km zero
Il biometano è al centro dello sviluppo dell’economia circolare. Una parte dell’opinione pubblica, tuttavia, è contraria agli impianti, in particolare nei territori dove se ne prevede la realizzazione, a causa delle esalazioni di cattivo odore, le emissioni inquinanti, l’impatto visivo, la circolazione di camion per il rifornimento degli impianti, lo sviluppo di batteri patogeni. Tutte obiezioni da parte dei territori che spesso sono frutto di una cattiva informazione, spesso creata ad arte. Queste criticità, infatti, sono state abbondantemente superate dalle moderne e consolidate tecnologie. Il biometano è un gas rinnovabile, prodotto da un processo di trasformazione della materia organica tramite digestione anaerobica, cioè priva di ossigeno, e gli impianti che permettono questa trasformazione rappresentano anche la soluzione ottimale per il trattamento di rifiuti organici differenziati, scarti dell’agroalimentare, deiezioni animali e fanghi di depurazione. Si risolve il problema del loro smaltimento e dalla loro lavorazione si ottengono due prodotti di vitale importanza, il biogas e il digestato da trasformare in compost di qualità. Il primo, trasformato in biometano, sostituisce il gas naturale di origine fossile e può essere immesso nella rete di distribuzione per consumi domestici o per i trasporti. Il secondo può essere riutilizzato in agricoltura, restituendo carbonio ai suoli e permettendo la riduzione dell’uso di fertilizzanti chimici. L’Italia con i suoi 2mila impianti (l’80% dei quali è in ambito agricolo) è il secondo produttore di biogas in Europa e il quarto al mondo, ma il potenziale produttivo di biometano potrebbe essere più elevato.
Buone pratiche
Il primo database sui combustibili in Italia per la prevenzione gestione degli incendi boschivi
Conoscere l’infiammabilità della vegetazione è fondamentale per la gestione degli incendi. Un team di ricercatori italiani appartenenti al GdL Incendi Boschivi della Società italiana di selvicoltura ed ecologia (Sisef) ha pubblicato e reso disponibile il primo database armonizzato di modelli di combustibile a livello nazionale. I ricercatori hanno raccolto, in decenni di ricerca, dati sui diversi tipi di combustibile – la vegetazione, ma anche il suolo organico, la lettiera e la necromassa – realizzando campionamenti in 634 siti, dislocati in 13 regioni italiane rappresentative degli ambienti alpini, temperati e mediterranei. Il risultato è un database che fornisce informazioni rispetto alle caratteristiche dei combustibili di superficie (lettiera indecomposta, lettiera, necromassa, erbe e arbusti) in 19 tipi di combustibile. Questo risultato è il primo passo verso una mappatura dei tipi di combustibile su scala nazionale, essenziale per simulare in modo più accurato il comportamento e gli effetti del fuoco, o per stimare le emissioni di carbonio durante gli incendi.
Slow Food propone l’etichetta narrante
Slow Food propone una nuova etichetta che affianca l’etichetta obbligatoria e, accanto alle indicazioni previste dalla legge, fornisce informazioni sui produttori, sulle varietà vegetali e sui territori dove sono coltivate, sulle razze animali allevate, sulle tecniche di coltivazione, di allevamento e di lavorazione, sul benessere animale. “Per giudicare la qualità di un prodotto, infatti, non bastano analisi chimiche o fisiche e non è sufficiente neppure la degustazione. Qualunque approccio tecnico non tiene conto di ciò che sta alle spalle di un prodotto – l’origine, la storia, la tecnica di trasformazione – e non consente al consumatore di capire se un cibo è prodotto nel rispetto dell’ambiente e della giustizia sociale”. Secondo Slow Food soltanto la narrazione può restituire al prodotto il suo valore reale.
Nasce ItaliaMeteo, il primo servizio meteo civile nazionale
È nato ItaliaMeteo, il primo servizio meteo civile nazionale. Compiti dell’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia sono quelli di coordinare le attività in materia di meteorologia e climatologia, al fine di supportare le Autorità statali e regionali preposte alle funzioni di protezione civile, di tutela della salute e dell’ambiente, con particolare attenzione all’allerta meteo nonché per l’attuazione di misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.
L’opinione
“Nella discussione in Senato per la fiducia ambiente e clima clamorosamente assenti”
Il professore Paolo Pileri, esperto di ambiente e consumo di suolo, ha analizzato la recente discussione sulla crisi di governo in Senato, arrivando a conclusioni molto critiche. “Una cosa come l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite non è parte del discorso. Cambiare il modello di sviluppo? Non se ne parla. La sostenibilità? Assente. Biodiversità: non pervenuta. Le morti per inquinamento? Il dissesto idrogeologico? I fiumi, i rifiuti, l’agricoltura biologica, il clima, la mobilità sostenibile, il suolo e il suo consumo? Tutte cose che – dobbiamo prenderne atto – non sono dirimenti per la fiducia a un governo e neppure per immaginare il futuro di un Paese piegato da tempo su se stesso e che, nei momenti più delicati della sua storia parlamentare, con caparbia illusione si affida al riscatto di quei discorsi che non hanno nulla di ecologico”.