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giovedì 23/05/2019

“PerdiSalvini”, continua il nostro concorso. La protesta dei balconi anche in dialetto

Inviateci i vostri striscioni - Il nostro concorso

Come sapete il ministro dell’Interno ha chiamato a raccolta i suoi tifosi con il “Vinci Salvini”: chi clicca compulsivamente sui social della Bestia può ricevere una telefonata da Lui o addirittura incontrarlo per un caffè. Anche il Fatto Quotidiano lancia il suo gioco a premi. Si chiama “Perdi Salvini”. Inviateci le foto dei vostri o degli altrui balconi con gli striscioni sul capo leghista a [email protected]: le pubblicheremo sul giornale e sul sito! E anche voi potrete ricevere una gradita telefonata, non da Lui, ma da chi ha apprezzato la vostra fantasia: il vincitore – scelto dai nostri giornalisti e lettori – sarà ospite della festa del Fatto, nel primo week end di settembre, alla Versiliana. Se il vicepremier “scoraggia” la Rivolta dei Balconi con denunce e blitz della polizia, rispondiamogli con l’arma dell’ironia. Ognuno ha il concorso che si merita.

Continua l’effetto boomerang di Matteo Salvini: dopo aver fatto rimuovere da polizia o vigili del fuoco gli striscioni di protesta che lo hanno accolto nelle città in cui ha tenuto dei comizi, si moltiplicano i nuovi manifesti appesi ai balconi di tutta Italia. Accade così che a Bari sono stati affissi 250 diversi modi per dissentire contro il premier della Lega – da “Renda malvisi” a “Malsani verdi”– anagrammando un eloquente epiteto. Si legge, poi, su un muro della città pugliese: “Salvini rizz vacant” (“riccio vuoto”) che per i baresi è la peggiore delle offese. Anche a Milano si opta per il dialetto: “Te lo dico in padano ‘Scarliga merluss’”. In altre parole, il consiglio dato a Salvini è di andare altrove, perché quello non è il suo posto. Ma se il vicepremier non avesse capito l’appello dei milanesi, a ribadirglielo c’è il Comitato milanesi in Africa: “A scanso di equivoci manco qui sei benvenuto”.

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Le Autorità di vigilanza bancaria europea ritengono che la soluzione della crisi di Banca Carige “debba passare per una procedura di liquidazione se l’istituto non troverà un acquirente, contrariamente al piano di salvataggio pubblico pensato dal governo”. È l’orientamento della Bce rivelato ieri dalla Reuters, di norma assai attenta agli umori provenienti da Francoforte. Se così fosse, verrebbe esclusa la nazionalizzazione, sul modello di Mps, pure prevista dal decreto del governo, che ha stanziato un miliardo e l’unica alternativa sarebbe la liquidazione con cessione della parte sana a un eventuale compratore, sul modello di quanto fatto per le popolari venete (in quel caso a Banca Intesa lo Stato garantì una “dote” da 5 miliardi diretti, 10 comprese le garanzie). Evidentemente Francoforte non ritiene che l’istituto sia solvibile. All’agenzia Ansa, un portavoce della Bce ha definito le indiscrezioni “solo speculazioni” e ribadito che la vigilanza ha piena fiducia che i commissari della banca riusciranno a portare a compimento una soluzione di mercato. Dalla Lega, intanto, potrebbe arrivare un emendamento al Dl Crescita che, a seconda del soggetto acquirente di Carige, potrebbe fare da volano all’operazione.

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