“Una mattina vedo mio figlio Brando, allora 13enne, più stanco del solito. Età? Studio? Pensieri? Fidanzate? Mi preoccupo, gli domando il perché di quello stato catatonico. Lui all’inizio non risponde. Insisto. Alla fine, a bassa voce, rivela: ‘Scusa mamma, è per il nonno: gioca tutta la notte alla Playstation e fa un casino assurdo, non […]

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