“Salve, questa è la nostra brochure”: inizia così, in una chat di Facebook, la proposta dei corsi e degli esami di lingua inglese rivolta agli aspiranti insegnanti che devono affrontare il concorso 2018 per entrare nella fase transitoria che gli permetterà di conquistare la cattedra. “Livello B2 – costo 500 euro. Livello C1 – 600 euro”.

A proporlo, un utente che, tra un messaggio e l’altro, posta anche un link al sito dell’agenzia di formazione Geform, che – si legge sul sito – ha collaborazioni con enti accreditati al Miur per la formazione del personale e con l’università telematica “Giustino fortunato”(Geform respinge ogni collegamento). L’aspirante docente, che ha già una certificazione d’inglese, sta al gioco. Chiede informazioni per il livello C1, poi per il livello C2, uno dei più alti e per questo anche quello che garantisce più punti nella graduatoria per il concorso (9 punti). “Non parlo molto bene inglese”, dice. “Per il superamento dell’esame devi stare tranquilla – gli risponde il contatto –. Il problema sono la data e l’ora”. Lei insiste: “Sono di Pesaro ma sono disposta a viaggiare se c’è la garanzia di superarlo, mi fanno comodo 6 punti”. Lui conferma: “Di superarlo sì”. Poi le dice che saranno a Bologna il 16 marzo e che ha tempo per iscriversi e pagare fino alle 12 del giorno seguente. Le chiede l’indirizzo mail per inviarle modulistica e Iban. Nella mail, compaiono altri riferimenti: non si tratta di Geform, ma di un altro istituto, “Agenzia formativa Pirandello”, con sede ad Agrigento, Palermo, Milano e Roma. Chiamiamo Geform per sapere se sono collegati: “Non facciamo esami in giro per l’Italia – spiegano – la nostra unica sede è a Foggia”. Non c’ è nessun collegamento.

Sul suo sito, l’Agenzia Pirandello dichiara di essere centro esami dell’English Speaking Board (un ente accreditato dal Miur) e anche partner dell’Università Telematica “Giustino Fortunato” (il rettore Fantozzi, ex ministro dell’Istruzione, è uno degli indagati per i concorsi truccati di diritto tributario). La mail arriva dallo stesso indirizzo indicato sul sito, il mittente si definisce su Facebook un formatore dell’agenzia e ha tra gli amici chi ha contattato l’aspirante docente.

“La modalità è uguale per tutti gli esami, come superamento” scrive ancora il contatto su Facebook. “Cambia solo il costo?”, chiede la ragazza. “Sì”. Le spiega che il pagamento è meglio in contanti, metà prima e metà dopo. Per avere risultato e certificazione in pochi giorni bastano 50 euro in più, altrimenti dovrà aspettare 8 settimane. “Io, dopo sei mesi in Inghilterra, ho fatto l’esame per la certificazione C1 e ho comunque dovuto studiare per settimane – spiega al Fatto l’aspirante docente –. È durato un’intera giornata. Qui invece assicurano che tutto si conclude, con buon esito, in un paio di ore”. Al concorso, poi, facile raggirare: “Una certificazione così elevata sarebbe facilmente verificabile durante l’orale – spiega Sara Piersantelli del Coordinamento Nazionale Tfa – , ma molti candidati con tale mirabile titolo chiedono di svolgere la prova su una lingua diversa. E il commissario non può neanche mettere in discussione un titolo di un ente approvato dal Miur. Mi chiedo: che requisiti devono avere questi enti certificatori, e come vengono verificati dal ministero?”.

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