Rottura tra Milena Gabanelli e la Rai. In un incontro andato in scena nella serata di ieri con Mario Orfeo, la giornalista ha rifiutato la proposta, inaccettabile rispetto alle premesse, emersa durante la giornata nel corso del consiglio di amministrazione (su iniziativa di Carlo Freccero), e che il direttore generale furbescamente aveva fatto propria. Ovvero la condirezione di Rainews (a fianco del direttore Antonio Di Bella) con la delega per lo sviluppo web e la gestione del piccolo sito della testata. Questo è ciò che Orfeo ha messo sul piatto in quello che è sembrato un estremo e fasullo tentativo per mantenere Gabanelli in Rai. L’ideatrice di Report è stata costretta a rifiutarlo, mettendo Orfeo davanti a una sorta di aut aut: o si torna al progetto originario per il quale era stata chiamata a Viale Mazzini lo scorso febbraio oppure sarebbe pronta ad andarsene. Non c’è altra scelta possibile e l’ufficialità arriverà inesorabilmente nelle prossime ore.

La giornalista, dunque, ha detto no a un progetto che, rispetto a quello che doveva essere il nuovo grande portale Rai24.it, appare di serie B: andare a fare da condirettore a Di Bella, con una squadra di una ventina di persone al massimo non scelte da lei, per cercare di rilanciare un sito, Rainews.it, che raggiunge a malapena i 100mila utenti unici al giorno. Un brand fallimentare su cui nessuno, finora, ha osato mettere la faccia e tentare un rilancio. A quanto si apprende, Gabanelli ha chiesto a Orfeo di partire subito con il portale su cui ha lavorato negli ultimi sei mesi. Altrimenti è pronta a fare le valigie e migrare altrove.

Gabanelli, infatti, da maggio attende di partire con il nuovo portale d’informazione che, nel progetto dell’ex dg Campo Dall’Orto, prevedeva una squadra di oltre 80 giornalisti a pieno organico, di cui una sezione specializzata in inchieste e una in data journalism. Progetto che, partito in pompa magna al suono delle trombe del “digital first” dell’ex direttore generale, è stato prima frenato e poi completamente bloccato. Per due motivi: da una parte l’opposizione alla creazione di una nuova testata, con un nuovo direttore (la stessa Gabanelli) quando l’ordine di servizio a Viale Mazzini è quello invece di ridurre e accorpare le testate già esistenti; dall’altra, il fatto che il nuovo portale debba rientrare all’interno della riforma complessiva dell’informazione Rai che, dopo la bocciatura del piano di Carlo Verdelli nel gennaio scorso, il nuovo dg non presenterà prima della fine dell’anno. Che significa dover aspettare altri mesi.

Supercazzole, insomma. Non il massimo per una professionista che lo stesso Orfeo ha più volte definito “una delle risorse più importanti per l’azienda”. Così, Gabanelli è stata messa in naftalina: la redazione c’è, l’aspetto grafico e tecnico del sito è pronto, ma non può partire. Da qui, di fronte al suo crescente nervosismo, Gabanelli ha chiesto al dg di stralciare il progetto web: far viaggiare Rai24.it su un binario diverso rispetto a quello del piano informazione, in modo da far partire subito il portale e andare on line. Ma la maggioranza del Cda e lo stesso Orfeo le hanno risposto picche. “Il web sarà una parte fondamentale della nuova informazione Rai, non può essere stralciato dal piano generale”, ha fatto sapere il nuovo dg. Così è arrivata la controproposta: la condirezione di Rainews (quindi un gradino in più rispetto al suo status attuale di vice direttore con cui è stata assunta a Viale Mazzini) e la possibilità di sviluppare subito il progetto con il sito di Rainews.it.

Le indiscrezioni, poi, raccontano anche altro. Per esempio la poca disponibilità da parte delle redazioni a cedere giornalisti alla nuova testata, trovando in questo una sponda eccellente in Monica Maggioni: la presidente della Rai non è mai stata una fan del progetto e della creazione di questa nuova testata. Anzi, si può dire che le abbia fatto per mesi una guerra aperta. Dentro e fuori Viale Mazzini. D’altronde poi, come accade sempre in Rai, c’è di mezzo anche la politica. Per cui si vocifera di una certa preoccupazione ai vertici del Pd per la nascita di un sito guidato dalla giornalista d’inchiesta. Insomma, secondo i boatos di Viale Mazzini, al Nazareno si teme che un Report quotidiano formato web diventi una pericolosa mina vagante nella stagione in cui si voterà per le Politiche. Anche per questo, si dice, il verde sul semaforo per Rai24.it non si è mai acceso. E mai si accenderà. Campo Dall’Orto è stato mandato, con l’aiuto della Maggioni, proprio perché all’improvviso si è scoperto poco renziano per i renziani (e il capo Matteo), come potrebbe Orfeo tradire il mandato per cui è stato chiamato sulla poltrona più alta dell’azienda?

Articolo Precedente

La Cattiveria 0709

prev
Articolo Successivo

Milena Gabanelli, la sua libertà spaventa l’azienda

next