The Bold Champions | Como, 9 gol per puntare agli ottavi: i playoff sono in cassaforte. La Roma ha un problema grave, De Bruyne non si rassegna al declino
Como forza 9: la squadra di Fabregas scrive la storia, vincendo 9-1 in casa del Lens vicecampione di Francia. È la copertina di questa quarta giornata di Champions, dove il nostro calcio, ammaccato, vive una notte da protagonista. Il Como è quarto in classifica, con vista alla qualificazione agli ottavi: solo Psg (12 punti), Real (12) e Arsenal (10) hanno fatto meglio. Grazie alla differenza di +13, la banda di Cesc è la migliore del gruppone a quota 9, composto anche da Barcellona, Aston Villa, Manchester City, Liverpool, Bruges, Sporting Lisbona, Real Betis e Borussia Dortmund.
L’accesso diretto agli ottavi non sarà semplice, ma quello ai playoff sembra quasi garantito e i nove gol in Francia possono essere decisivi nella matematica calcistica. Bene l’Inter (3-0 in casa del Feyenoord), male la Roma (ennesima rimonta incassata all’Old Trafford, ribaltone Manchester United con il 3-2 finale), malissimo il Napoli, devastato da infortuni e spogliatoio polveriera (lite De Bruyne-Lucca). Il Psg (6-0 nella tana del Villarreal) viaggia ad alta velocità (20 gol in totale), ma il Real Madrid (3-2 a Atene) non molla. Maglia nera lo Slovan Bratislava, zero punti e figuracce in giro per l’Europa. Classifica marcatori: il comasco Douvikas con 6 reti guarda dall’alto la coppia Tresoldi– Haaland (5).
IN
10 COMO
Massimo dei voti, uno in più dei gol segnati a Lens. Sette anni fa la squadra del lago giocava in Serie D, nel 2021 la promozione in B. Lontani i tempi in cui il Como le prendeva anche con la Longobarda di Lino Banfi, nel film L’allenatore nel pallone (1984): oggi il calcio in riva al lago è cinema d’autore.
8 BELLINGHAM&PSG
Il gol di tacco ad Atene merita gli applausi del Partenone. L’inglese sveglia un Real stordito dall’avvio dell’Aek. In chiusura di match, decisiva la stangata in diagonale di Valverde. Mourinho gode, ma sorride anche Luis Enrique con il suo Psg, lanciato verso la terza Champions di fila.
7,5 INTER
La legnata incassata nel derby ha scosso i campioni d’Italia, allenatore in testa, imputato numero uno dei tormenti nerazzurri. Benissimo (finalmente) l’inglese Spence, premiato come migliore in campo a Rotterdam. Bene Pio Esposito, tornato al gol. Domenica, al Meazza, sfida contro il Como: sold out annunciato, preparate pop corn e pallottoliere.
7 PORTO
Il secondo tempo della banda di Francesco Farioli è una lezione di calcio al Napoli di Max Allegri: oltre i tre gol, una prova di forza e di carattere.
OUT
5 ROMA
Ci risiamo: altra rimonta dopo un primo tempo straordinario chiuso, per difetto, 2-0. L’Old Trafford resta il teatro degli incubi, anche di fronte al peggior Manchester United degli ultimi 20 anni. L’arbitro spagnolo Manzano ci mette del suo, fischiando un rigorino e facendo ripetere l’esecuzione dopo la parata di Vazquez sul tiro di Bruno Fernandes per punire la posizione di Cristante in partenza: fiscalismo all’ennesima potenza. Le grandi squadre sanno reagire di fronte alle avversità, ma i giallorossi si consegnano all’avversario. Dietro le rimonte costate il ko con il Real e il pareggio con l’Inter, ci sono però altri problemi: su tutti quello della gestione delle energie. Emblematico il liscio di Balerdi nel 2-2 dello United: l’argentino, fino a quel momento tra i migliori, dopo 80 minuti era stremato. Meditare Gasp (ancora una volta cambi discutibili), meditare.
4 NAPOLI
Come i gol beccati a Porto. Allegri ha solo 13 giocatori disponibili, ma i numeri di questa prima parte della stagione sono una sentenza: 7 sconfitte in 14 gare. Il Napoli è su con gli anni (Anguissa e Politano con la lingua di fuori al Dragao dopo un’ora), ha problemi di gioco (con Allegri non c’è da sorprendersi) e ha lo spogliatoio diviso, stranieri contro italiani.
3 DE BRUYNE
Il belga, che già a Manchester litigò con Guardiola, sta interpretando alla perfezione la parte della vecchia star che non si rassegna al declino. Del fuoriclasse che fu, restano, a parte rari momenti di luce, arroganza e livore. Con il senno del poi, arruolarlo è stato una pessima idea.
3 LENS
Incassare nove gol in casa è una vergogna. Non ci sono scusanti: la Champions non è una scampagnata.