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Yair Golan - 5/5

Ci sono il generale Gadi Eisenkot, favorito nei sondaggi, ma anche la coppia Lapid-Bennett, l'ultranazionalista Lieberman e il laburista Golan. Un'alleanza eterogenea (troppo?) tenuta insieme dalla volontà di togliere a Bibi il potere esecutivo. Ma per i palestinesi non si annunciano grandi cambiamenti
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Yair Golan

Il leader dei Democratici, Yair Golan, è in assoluto la figura più moderata quando si affronta il tema del rapporto coi palestinesi e la gestione delle colonie. Ex presidente del Partito Laburista, si dice contrario a ulteriori insediamenti, all’annessione della Cisgiordania e, almeno nelle dichiarazioni, intenzionato ad arginare la violenza dei coloni contro le popolazioni dei Territori Occupati. Le sue proposte sembrano essere le uniche che tengono un minimo in considerazione i diritti del popolo palestinese. Ma, scontratesi con l’opposizione di un’ampia fetta della popolazione, sono state più volte ridimensionate. A febbraio, ad esempio, aveva dichiarato di voler interrompere i finanziamenti agli insediamenti israeliani, pur non impegnandosi a smantellarli. Questo intento gli è costato la reazione dell’opinione pubblica e anche dell’alleato Yair Lapid che lo ha così tanto criticato da costringerlo a rettificare e precisare che il riferimento era solo agli avamposti illegali, considerando però i grandi blocchi urbani al confine parte effettiva di Israele. “Gli insediamenti fanno parte di Israele – ha chiarito – Lo saranno, perché non c’è altra possibilità. Rafforzeremo gli insediamenti lungo il confine“.

Anche su Gaza le sue dichiarazioni sono state ritrattate. Come quando dichiaro pubblicamente che “un Paese sano di mente non uccide i bambini per hobby“. Anche in questo caso, le forti critiche scatenate lo convinsero a tornare sull’argomento dicendo di essere convinto che, in realtà, le morti dei bambini nella Striscia non avvenissero “per hobby”. Anche lui, inoltre, si è detto a favore della guerra con l’Iran.

X: @GianniRosini

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