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Ultimo aggiornamento: 9:36

Scontri a Milano, Cacciari a La7: “Finiamola di fare le anime belle, ci sono milioni di giovani esasperati. La protesta è fisiologica”

Il filosofo: “C’è una crisi tra generazioni e la si risolve coi decreti sull’ordine pubblico? Siamo fuori di senno"
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“Ma c’è qualcuno che vede i telegiornali, anche esteri, qualche volta? A Parigi da mesi avvengono questi scontri. C’è una situazione di emergenza anche in Francia, e in Spagna. È una crisi europea. Ma vogliamo finalmente comprendere le cause delle cose? E questo vale per la Palestina e Israele, per l’Ucraina e la Russia. Ma in questo Paese vogliamo finalmente ragionare?”. Sono le parole di Massimo Cacciari, ospite di Otto e mezzo, su La7, mentre imperversa il dibattito sugli scontri che nel fine settimana hanno investito Milano. Il filosofo non cerca attenuanti per chi ha devastato negozi e aggredito le forze dell’ordine, ma contesta l’idea che la questione possa esaurirsi nella condanna dei tumulti e nell’annuncio di nuove misure di sicurezza, perché dietro le vetrine infrante c’è una crisi sociale e generazionale che attraversa l’Europa e che la politica sembra ormai incapace persino di riconoscere.

A finire nel mirino dell’ex sindaco di Venezia è la risposta securitaria del governo Meloni agli episodi che hanno richiamato le rivolte dei casseurs francesi: “Non capiamo le ragioni per cui ci sono queste proteste di massa che coinvolgono milioni di persone. Tra questi milioni di persone ci sono anche dieci sciagurati che portano acqua alla destra, sfasciando le vetrine. Ma sono milioni di giovani esasperati e, quando non sono esasperati perché non funziona la scuola, lo sono perché hanno lavori precari e sottopagati. C’è una crisi generale europea, una crisi tra generazioni. E noi presumiamo di risolvere le questioni con decreti sull’ordine pubblico: ma siamo fuori di senno. Semplicemente fuori di senno”.
Il giudizio di Cacciari sulla classe dirigente europea è impietoso: “Ormai non capisce più niente. Questa è la verità, non capisce più niente, è nel pallone totale”.

La conduttrice Lilli Gruber solleva un’obiezione che riguarda il rapporto tra la condanna delle violenze e la ricerca delle loro cause: “Si condanna e poi si aggiunge ‘però’”.
“Ma ‘però’ per niente, io parlo delle cause – replica Cacciari – Condanno Putin, ma voglio capire le cause per cui c’è una guerra tra Russia e l’Ucraina. Oppure, se io voglio capire qualcosa, ciò significa che giustifico? Ma siamo pazzi? Il fatto che io voglia ragionare e capire le cose significa che lo giustifico?”.
Il filosofo ricorda che la protesta è una conseguenza prevedibile delle tensioni sociali, anche se questo non rende accettabili le devastazioni: “Questa protesta è fisiologica. Ora, non deve necessariamente esprimersi come si è espressa, ma finiamola di fare le anime belle, pietà di me. Nelle situazioni di grande tensione politica e di grandi contraddizioni, lacerazioni e disuguaglianze come quelle che viviamo c’è sempre stata anche la violenza”.

Gruber richiama allora la posizione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha espresso massima solidarietà alle forze dell’ordine. Cacciari ribadisce: “Ma certo, anch’io esprimo massima solidarietà, ma finiamola di fare le anime belle, pietà di me”. Il filosofo menziona il principio della forza legittima dello Stato, che ha il compito di difendere i cittadini e perseguire chi commette reati. Ma proprio l’esistenza di questo potere presuppone che la politica conosca la natura dei conflitti che è chiamata a governare: “Perché c’è la violenza legittima dello Stato? Perché dall’altra parte, in una forma o nell’altra, lo Stato, il politico intelligente sa che in situazioni di grande contraddizione e lacerazione momenti di violenza sono fisiologici. Smettiamola di fare le retoriche e le anime belle, pietà di me”.

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