La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti blocca l’autostrada del Sole. Chiuso anche l’accesso al porto di Napoli. Mobilitazioni in tutto il Sud
La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti continua a bloccare il Sud Italia. Intorno alle ore 3 di notte di lunedì, i lavoratori hanno chiuso l’autostrada del Sole, l’A1 Milano-Napoli. Il traffico sul nodo con la A30 Caserta-Salerno, per chi proviene da Napoli, è stato temporaneamente interrotto. In Campania, la mobilitazione ha coinvolto anche il porto del capoluogo campano: alcuni tir hanno bloccato il varco Bausan, ostacolando il traffico merci: i mezzi pesanti fermi lungo le strade di accesso allo scalo impediscono il transito diretto agli imbarchi commerciali, lasciando invece passare regolarmente le autovetture. Numerosi azioni e presidi anche nelle altre Regioni, dal Molise alla Basilicata, passando per Calabria, Puglia e Sicilia. La protesta è pacifica. I manifestanti denunciano l’aumento dei costi di gestione e chiedono interventi concreti per sostenere imprese e produttori, alle prese con difficoltà economiche sempre più pesanti. Nel frattempo, sempre in più supermercati del Mezzogiorno gli scaffali iniziano a svuotarsi. Pesce e merce fresca sono assenti, e anche prodotti come latte e farina sono in esaurimento.
Code alla barriera di Napoli Nord
Attualmente si registrano code nel tratto compreso tra Villa Literno-Pomigliano e la barriera di Napoli Nord verso Roma, così come nel tratto compreso tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma. Inoltre, in A30 Caserta-Salerno nel tratto compreso tra Maddaloni e il Bivio con la A1 verso Caserta, si registrano rallentamenti. Nel frattempo, la protesta si accende anche nel Sannio. Dall’alba di lunedì gli autotrasportatori sono scesi in strada con presidi che stanno interessando diversi punti strategici della viabilità provinciale. Le mobilitazioni stanno coinvolgendo la statale Appia (che collega Benevento con Caserta e Napoli), all’altezza di Tufara Valle, e l’imbocco dell’autostrada Napoli-Bari a Castel del Lago. Le auto riescono a transitare lentamente mentre per i mezzi pesanti la situazione è più complicata con camion e autoarticolati fermi e incolonnati. In provincia di Benevento la protesta si allarga anche al mondo agricolo che preannuncia di scendere in piazza giovedì prossimo con presidi previsti lungo le statali 87 e 212 e nel capoluogo.
Tir in presidio a Bari davanti alla Regione: Decaro incontra una delegazione
Nella mattinata di lunedì sono iniziati ad arrivare a Bari, da Altamura, i primi autotrasportatori da giorni in protesta per riportare all’attenzione del governo la crisi con cui è alle prese il settore a causa del caro carburante. I primi mezzi sono posizionati a Punta Perotti per avviarsi verso la Presidenza della Regione Puglia, dove il governatore Antonio Decaro ha accolto una delegazione. Sei gli aspetti della crisi denunciati dai trasportatori. Prima di tutti c’è il caro-gasolio, che produce costi insostenibili per le imprese, a rischio chiusura sotto il peso dell’inflazione. Tra gli altri temi sollevati dalla protesta, la mancanza di fondi di finanziamento immediato, il mancato intervento del governo, i ritardi sui crediti d’imposta, la mancanza di una rappresentanza “coinvolgente e decisiva” e la poca attenzione al settore. Ad organizzare la manifestazione è il consorzio Acar di Altamura. “Le difficoltà degli autotrasporti riguardano tutta l’economia”, hanno dichiarato in una nota, sottolineando la centralità di un settore che ha dimostrato di poter paralizzare l’economia del Paese.
Associazione nazionale costruttori edili: “In Molise rischiamo il blocco assoluto dei cantieri”
La rabbia degli autotrasportatori è arrivata anche a Campobasso e Isernia, con tir e trattori che sono transitati, a clacson spiegati e al grido “Siamo morti che camminano, non ce la facciamo più”, accolti dagli applausi di studenti e lavoratori. A Roccaravindola presidio di tir e mezzi pesanti, con ripercussioni per l’ingresso dei rifornimenti in Molise e Abruzzo. E gli scaffali iniziano a svuotarsi. L’allarme interessa pure gli allevamenti, perché si blocca anche la consegna dei mangimi per gli animali. Ma la protesta degli autotrasportatori colpisce anche il settore edile, rallentando o rendendo impossibile lo svolgimento dei lavori nei cantieri “che rischiano un blocco assoluto nel giro di poche ore”. Lo denuncia l’Associazione nazionale costruttori del Molise, intervenendo sui rincari dei carburanti, dei trasporti e, più in generale, sulla pesante situazione in atto che “sta generando un quadro di forte incertezza” e “incide pesantemente sulla sostenibilità economica dei contratti in corso, oltre che sulle capacità di futura programmazione delle imprese”. “La situazione si è aggravata al punto da diventare insostenibile – sottolinea il presidente di Ance Molise Corrado Di Niro -. Con questi aumenti non è più possibile lavorare. Siamo costretti a fermarci tutti. Occorrono misure emergenziali per sostenere le imprese in questo momento difficile, evitando conseguenze gravose, dovute alla sostanziale insostenibilità economica dei contratti, sia in corso che da avviare”.
Bloccati “tutti i porti della Sicilia” e i caselli autostradali a Messina
La protesta ha bloccato anche la barriera autostradale di Tremestieri a Messina Sud. Dalla scorsa notte alcuni tir sono fermi sull’autostrada lasciando liberi due caselli in entrata e uscita. Anche al casello di San Gregorio, la barriera autostradale che dal capoluogo etneo consente l’accesso all’autostrada A18 Catania-Messina, i tir si fermano sulla carreggiata in entrata e in uscita. “A partire da oggi avvieremo azioni di protesta con la nostra sigla dell’Aias e ci dissociamo dal comitato degli autotrasportatori del Cts del quale non ne facciamo più parte. In tal senso non ci interessa qualsiasi accordo che loro faranno e di cui si assumeranno le responsabilità“. Lo ha detto il presidente dell’associazione imprese autotrasportatori siciliani Giuseppe Richichi, che ha sede a Catania, confermando gli attuali presidi “di tir e camion nella provincia etnea di Misterbianco, a Tremestieri ed anche ai caselli autostradali di San Gregorio”. “Al primo punto – ha aggiunto – per noi c’è il caro carburante, problema in comune con i pescatori e gli agricoltori che ci impedisce di lavorare”. Dal comitato trasportatori siciliani (Cts) rispondono sapere che i tir e i camion fermi in autostrada non sono di autotrasportatori che aderiscono al Cts. “Il fermo dei servizi da noi indetto è attivo in tutti i porti della Sicilia. Il transito via terra per l’ortofrutta attraverso lo Stretto di Messina rimane libero: il Cts non sta effettuando blocchi stradali né presidi sulle arterie di collegamento”, ha dichiarato Salvatore Bella, coordinatore del Cts. “I mezzi delle aziende aderenti alla protesta sono attualmente fermi nei parcheggi, dove rimarranno fino a domani, martedì 20 ottobre – prosegue – Si attende infatti l’esito dell’imminente incontro a Milano con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Se il ministro accetterà integralmente le proposte presentate dalla categoria, il fermo dei porti siciliani verrà immediatamente revocato”.
Le proteste in Calabria
Un nuovo presidio è stato attivato, nell’ambito della protesta degli autotrasportatori Fedralog Calabria contro il caro carburante, questa mattina lungo la Statale 18 nel Tirreno cosentino, nel Comune di Fuscaldo. All’alba, decine di Tir hanno raggiunto il punto di ritrovo, nei pressi di un distributore di carburante e di alcune strutture ricettive. I camion hanno posteggiato sulla Statale, occupando la careggiata in direzione sud. Come negli altri presidi territoriali della protesta, gli autotrasportatori non praticano blocchi del traffico, ma si limitano a rallentare la circolazione per alcuni minuti per poi lasciar passare i veicoli in entrambe le direzioni. Viene inoltre garantito il passaggio immediato ai mezzi di soccorso. Stamani, intanto, gli studenti dei liceo Metastasio di Scalea, parte del polo liceale Scalea – Praia a Mare, hanno deciso di rimanere fuori dalla scuola manifestando solidarietà alla protesta dei Tir. I ragazzi hanno appeso alla recinzione dell’istituto striscioni e cartelli con riferimenti espliciti ai temi oggetto di contestazione nelle manifestazioni di questi giorni: “I serbatoi sono vuoti, la nostra pazienza pure”, “L’istruzione non è un lusso, è un diritto di tutti i ragazzi”, “Voi tagliate i fondi, noi facciamo le valigie. Il Sud non si svende, si difende”, “Ci chiedete di essere il futuro, ma ci state negando il presente”, “Il caro vita non aspetta le prossime elezioni”, “Vogliamo diplomarci, non indebitarci”, “Gen Z non è Gen zitta”. Con loro si sono fermati anche alcuni insegnanti. Molti degli studenti hanno manifestato l’intenzione di raggiungere, accompagnati dai genitori, alcuni dei presidi degli autotrasportatori presenti lungo la Statale 18 Tirrena inferiore. Una giornata di mobilitazione, con le serrande abbassate per tutta la mattina, è stata lanciata anche dai commercianti vibonesi, per accendere i riflettori sulle difficoltà del sistema economico locale. La protesta andrà in scena martedì: prevede la chiusura per mezza giornata per partecipare al presidio degli autotrasportatori in corso in prossimità dello svincolo autostradale di Vibo Valentia.
Tir fermi anche a Potenza
Presidi di tir sono segnalati anche agli ingressi di Potenza, in particolare nei pressi degli svincoli di Potenza est, Potenza ovest, e della zona industriale di Tito del raccordo autostradale tra il capoluogo lucano e Sicignano degli Alburni (Salerno). In Basilicata disagi, ma senza blocchi della circolazione stradale, si registrano inoltre sul tratto lucano della strada statale Jonica, nel Metapontino, al confine con Puglia e Calabria. Dopo alcuni giorni complicati, invece, è tornata quasi alla normalità la situazione ai distributori di carburante.